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Un nuovo “occhio” per esami più precisi

M12-risonanza

Con la nuova risonanza magnetica, l’Irccs San Camillo del Lido si conferma casa di cura all’avanguardia sul territorio

 

E’ aperta anche ai pazienti esterni che devono sottoporsi a una risonanza magnetica in convenzione. E senza costi aggiuntivi: la tariffa è la stessa di una risonanza tradizionale. La nuova risonanza magnetica dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico dell’ospedale San Camillo degli Alberoni, al Lido di Venezia, ha una particolarità unica: una potenza di tre Tesla (la densità di campo elettromagnetico), superiore a tutte le altre risonanze della nostra provincia. E questo si traduce in una maggiore qualità delle immagini, ad altissima definizione, e precisione dell’esame strumentale.

Si tratta di un macchinario unico nel suo genere. Importante l’investimento economico: 1,8 milioni di euro. «Come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico – spiega il direttore generale Francesco Pietrobon – abbiamo voluto fare questo investimento, per stare al passo con gli altri istituti di ricerca in Italia. La nitidezza delle immagini è importante per la ricerca e per la diagnostica morfologica, ovvero le immagini in movimento».

La risonanza a tre Tesla si trova al piano terra dell’ospedale (padiglione B) e consente di effettuare, per la ricerca, risonanze magnetiche cerebrali ad alta densità. Potranno essere condotti importanti studi, nei pazienti, nell’ambito della cura e della prevenzione: un settore particolarmente delicato ed importante per un ospedale specializzato nella neuroriabilitazione. Ed anche un ulteriore fiore all’occhiello per la ricerca e l’attività di studio.

I numeri parlano da soli e sono molto significativi per fotografare l’attività del San Camillo. Tra i brevetti conseguiti c’è un sistema robotizzato per la riabilitazione della mano e relativo metodo di controllo di un robot. Si tratta di un bracciale che consente di fare riabilitazione con un robot anche su pazienti che abbiano perso l’uso della mano in seguito a malattia o danno neurologico. Inoltre è stato depositato dal San Camillo il brevetto di un sistema di ritenzione per l’uso in MagnetoEncefalo e cioè un caschetto contenitivo per far sì che, durante l’esame, i pazienti rimangano il più possibile fermi, ottenendo così risultati migliori in termini di qualità e precisione. Infine è stato esteso agli Stati Uniti, al Giappone e all’Europa il brevetto di un procedimento diagnostico in vitro della malattia di Parkinson, di cui l’ospedale camilliano è co-titolare al cinquanta per cento con l’Università di Brescia

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