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Parlerà italiano il treno-proiettile del Texas

Parlerà italiano il treno-proiettile del Texas

Da Houston a Dallas (poco più di 380 km) in circa un’ora e mezza.
Un’ora in meno rispetto all’aereo (operazioni di imbarco e sbarco comprese) e la metà rispetto allo spostamento in macchina su un’autostrada, la I-45, tra le più trafficate del Paese e la seconda per tasso di incidenti mortali degli interi Stati Uniti.
Non è un’utopia, ma un collegamento che presto diventerà realtà. E l’Italia giocherà un ruolo di primissimo piano nella costruzione della nuova ferrovia ad alta velocità tra due delle principali metropoli del Texas, la prima degli Stati Uniti.

Il progetto

Ad aggiudicarsi la commessa da 16 miliardi di dollari, sottoscrivendo l’accordo con la Texas Central, è stata infatti l’italiana Webuild, con la sua controllata statunitense Lane Construction.
Al gruppo italiano faranno capo tutte le fasi, a partire dalla progettazione. Per l’esecuzione concreta delle opere bisognerà attendere la chiusura della parte finanziaria dell’operazione, che coinvolge con un ruolo di sostenitori primari gli istituti giapponesi Jbic e Join. Webuild si occuperà anche della costruzione degli impianti civili della tratta ferroviaria, per metà del tragitto su viadotti, delle banchine e di edifici e servizi destinati al deposito dei treni, alla manutenzione e allo stoccaggio dei materiali.

 

I benefici economici

Nelle stime del gruppo, il progetto avrà una significativa ricaduta economica. Nei prossimi 25 anni, i benefici potranno raggiungere i 36 miliardi di dollari, con la creazione, nei primi 6 anni di lavori, di circa 37 mila posti di lavoro, tra diretti e indiretti. A questi se ne aggiungeranno altri 1.500 con l’entrata in servizio del collegamento.
Quanto alle forniture, i materiali arriveranno da 37 Stati americani oltre che dalla filiera italiana specializzata nel settore, con importi complessivi attorno ai 7,3 miliardi.

I benefici ambientali

La mobilità del Texas sarà alla fine riscritta all’insegna della sostenibilità. Saranno infatti progressivamente sempre più i cittadini che si sposteranno col treno ultra veloce. La stima è quella di 6 milioni di utenti entro il 2029 e oltre 13 milioni nel 2050. In particolare, ne usufruiranno i circa 100 mila pendolari settimanali tra le due città. E questo significherà, tra l’altro, ridurre l’immissione nell’ambiente di almeno 700 mila tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

alta velocità
Katy, Texas

Alta velocità anche in Veneto

Il Gruppo Webuild è nel frattempo fortemente impegnato per l’ampliamento della rete ferroviaria ad alta velocità anche in Italia. Insieme a Hitachi Rail, lo scorso 18 maggio, con 5 mesi d’anticipo, Webuild ha firmato ad esempio con Rete Ferroviaria Italiana l’atto per l’avvio del secondo e ultimo lotto costruttivo del primo lotto funzionale tra Verona e Vicenza (44,2 km con il quadruplicamento della linea esistente). In più, è stato sottoscritto l’accordo per la progettazione definitiva dell’attraversamento di Vicenza, inserito nel secondo lotto funzionale. La consegna e l’attivazione della linea ad alta velocità Verona-Padova è previsto entro il 31 dicembre 2026.

Webuild e l’alta velocità italiana

La tratta Verona-Padova si inserisce nel collegamento ad alta velocità Milano-Venezia, a sua volta inserita nel Corridoio mediterraneo dalla Spagna all’Ucraina.
Una volta completata la tratta, sottolinea Webuild, il 75% della popolazione italiana sarà servita con linee ad alta velocità.
Tra le opere in via di realizzazione da parte del gruppo vi sono anche la Bicocca-Catenanuova, tra Palermo e Catania, il progetto unico terzo Valico dei Giovi-Genova, la galleria del Brennero, la Metro M4 e due sezioni della Napoli-Bari.

Alberto Minazzi

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