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TRA CIELO E MARE

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In omaggio alla sua storica tradizione commerciale Venezia è stata scelta come sede di Superjet International, partnership italo-russa per la realizzazione e vendita di jet regionali di nuova generazione. Un caso unico nel panorama europeo
Decolla da Venezia quello che è stato definito il più importante programma industriale tra Italia e Russia nel settore dell’aviazione civile. Tra le varie aziende d’eccellenza che hanno scelto di aver il proprio quartier generale presso il nostro territorio ce n’è infatti una unica nel suo genere. Stiamo parlando di Superjet International, nata dell’accordo stipulato tra Finmeccanica, attraverso la sua controllata Alenia Aeronautica, e Sukhoi Aviation Holding, per la costituzione di una partnership strategica che si occuperà della realizzazione di una famiglia di jet regionali di nuova generazione da 75 e100 posti. In base a tale accordo, Alenia Aeronautica e Sukhoi Holding hanno dato vita ad una joint venture (51% Alenia Aeronautica, 49% Sukhoi) che sarà responsabile delle attività di personalizzazione, marketing, vendita e consegna in tutto il mondo occidentale, nonché dell’assistenza post vendita mondiale, per i velivoli Sukhoi Superjet 100, moderno velivolo commerciale da 100 posti. Alenia Aeronautica ha anche acquisito una partecipazione del 25% in Sukhoi Civil Aircraft Company, la società che sviluppa, certifica e produce il velivolo. All’inizio, sulla scelta della sede del nuovo colosso aeronautico, si è parlato di ballottaggio Napoli e Venezia, ma, in fine, l’ha spuntata il capoluogo veneto. “Ci sono due motivi per i quali abbiamo scelto Venezia – spiega  Alessandro Franzoni Amministratore Delegato di Superjet International – uno di carattere pratico, legato alla grande tradizione aeronautica rappresentata dalle Officine Aeronavali che ci hanno permesso di utilizzare infrastrutture idonee dal punto di vista produttivo.
Il secondo motivo è che la nostra attività consiste soprattutto nella promozione e vendita sul mercato occidentale. È chiaro che l’immagine di Venezia nel mondo colpisce tutti, come pure la storica tradizione commerciale legata alla città. Il fascino che il nome di Venezia esercita su tutti i nostri clienti è qualcosa di tangibile. E non è per noi solo una questione di facciata. Si pensi che l’anno scorso abbiamo partecipato con uno stand alla Mostra del Cinema e l’abbiamo sfruttato come opportunità per ospitare i nostri clienti. Il richiamo è stato a dir poco eccellente. Inoltre stiamo sviluppando tutta una serie di legami con il territorio come la partnership con il Teatro la Fenice, e stiamo pensando a iniziative per portarne in giro il nome e non solo. Un modo per sottolineare la nostra volontà di legarci a Venezia ma anche per evidenziare il connubio tra tecnologia ed arte”. Superjet International vanta un primato tutt’altro che trascurabile. È infatti la prima volta che si parla di una partnership operativa per la commercializzazione sul mercato mondiale di velivoli di produzione russa, prima riservati solo al mercato interno. “I compiti sono così suddivisi – prosegue Franzoni – Sukhoi Civil Aircraft Company, nella sua sede di Komsomolsk na Amure, in Siberia,  si occupa della parte produttiva con la progettazione e l’assemblaggio del velivolo. Mentre l’attività che svolgiamo noi qui è di completamento, personalizzazione, commercializzazione e vendita rivolta al mercato
occidentale. Inoltre ci occupiamo del post vendita e dell’assistenza. In effetti si tratta della prima volta che i russi collaborano in modo strutturale con l’Italia, nonchè della prima volta che un velivolo russo, sebbene l’ottanta per cento di componentistica sia occidentale, viene commercializzato sul mercato mondiale”. Un progetto supportato dal governo russo che mira all’affermazione internazionale dei propri prodotti nazionali, in particolare nell’ambito dell’aeronautica, incentivando alleanze tra le loro industrie e quelle del mondo occidentale. Tutto è partito nell’agosto 2005 con la firma del primo protocollo d’intesa mentre l’insediamento a Venezia è avvenuto nel 2007 dando il via ad una fase di lancio tutt’ora in corso. “Siamo ancora in una fase di start up e stimiamo di poter vendere il primo velivolo ad un cliente occidentale nel giro di un anno – continua l’Ingegner Franzoni – i velivoli arriveranno presso l’hangar delle Officine Aeronavali dove verranno modificati e completati. Ma stiamo lavorando anche per la realizzazione di una nuova struttura presso l’aeroporto di Tessera per la quale contiamo di poter posare la prima pietra all’inizio del prossimo anno e di averla pronta in 18 mesi. Inoltre sede attuale dell’attività sono gli uffici di Marcon e l’ex hangar Alpi Eagles, struttura che utilizziamo già a fini commerciali e di addestramento per piloti, assistenti di volo e tecnici di manutenzione.
Dal punto di vista del personale impiegato mi piace sottolineare che abbiamo cominciato, due anni fa, in sette persone ed ora siamo in 180, per giunta di 16 nazionalità diverse. Un’internazionalizzazione aiutata anche dall’ambiente di Venezia in cui viviamo. Quando avremo raggiunto il pieno regime saremo 450 persone e alle attuali altre sedi di Mosca, Tolosa, Washington e Pechino, dove siamo già presenti, contiamo di aggiungerne altre considerato che guardiamo a mercati emergenti come l’America Latina e l’Africa. Si stima che in 20 anni riusciremo a produrre 1200 aerei di cui circa 200/300 per il mercato russo ma tutto il resto per il mercato mondiale. Quando, secondo i piani, da Venezia usciranno circa 36 velivoli all’anno contiamo di arrivare ad un fatturato di un miliardo di euro tra l’attività di vendita e la fornitura di servizi”. Superjet punta però anche molto sulla formazione di tecnici specializzati. Un’opportunità lavorativa in più per i giovani del territorio. Per questo ha stipulato importanti accordi di collaborazioni con istituti scolastici e Università. “Abbiamo già siglato un accordo con l’Istituto Malignani di Udine – continua l’ad di Superjet – ma vorremmo coinvolgere anche strutture del Veneto per la formazione di tecnici specializzati.
Prevediamo che a breve ci sarà una grossa richiesta di questo tipo di figure professionali, non solo presso la nostra azienda. Pensiamo che possano esserci delle sinergie soprattutto con gli istituti tecnici. Modificando in modo opportuno i programmi scolastici e inserendo l’addestramento sulla macchina si potrebbero ridurre costi e tempi per la formazione, immettendo i ragazzi più velocemente nel mondo del lavoro. Inoltre abbiamo siglato delle convenzioni anche con Iuav e Università di Padova. Questo perchè noi saremo anche responsabili di sviluppare le versione vip e corporate dei velivoli. A tal proposito ci piacerebbe siglare delle sinergie con chi in Veneto progetta interni di lusso, per esempio in ambito navale”. L’unicità di Superjet consiste anche nel fatto che nella produzione di questo tipo di aerei in Europa non ci sono concorrenti. “I nostri concorrenti oggi sono i canadesi Bombadier e i Brasiliani Embraer, mentre stanno emergendo Giapponesi e Cinesi – prosegue Franzoni – eppure quello dei velivoli regionali è un segmento vivace. Si pensi che il 50% dei decolli che ci sono nel nostro continente riguardano questo tipi di velivoli. Questo per rendere l’idea della dimensione del mercato, un mercato in cui non c’era un costruttore europeo da dopo la crisi degli anni Novanta”.
Un progetto che non trascura la massima attenzione anche nei confronti degli aspetti più prettamente legati all’ecologia e al minor impatto possibile sull’ambiente. “In campo aeronautico c’è grandissima attenzione a questi temi. Perchè, per quanto sia un’industria che inquina poco, è comunque in forte crescita. Noi del basso tasso di inquinamento facciamo un punto di forza e vorremmo che diventasse un marchio del nostro modo di operare”. Lo sguardo è già rivolto al futuro e c’è chi, all’interno di Superjet, parla addirittura del 2030 come data in cui inizieranno a circolare aerei senza piloti guidati da un sofisticato sistema satellitare. La dichiarazione è rimbalzata dall’ultimo Salone Internazionale dello spazio e delle telecomunicazioni di Roma e in un attimo ha fatto il giro del pianeta.  “Il nostro mondo vive nell’oggi ma guarda al domani – chiude l’ad di Superjet – il visionario, nell’accezione positiva del termine, è importante. Non è una certezza arrivare a quel traguardo nel 2030 ma tutti dobbiamo pensarci”. Così come da Venezia un tempo salpavano le navi per avventurarsi nei mercati più lontani e sconosciuti chissà che anche questa nuova avveniristica sfida non parta proprio da qui.
DI FEDERICO BACCIOLO

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