Tra fiori, rugiada e antiche credenze, il rito del 23 giugno continua a conquistare nuove generazioni. E sui social è già esplosa la corsa alla ciotola profumata lasciata sotto le stelle
Torna puntuale ogni anno con l’arrivo dell’estate.
E tra il 23 e il 24 giugno trasforma balconi, terrazze e giardini in piccoli scrigni di profumi e tradizioni.
È la notte dell’Acqua di San Giovanni, uno dei riti più antichi, una tradizione che, attraverso i secoli, continua incredibilmente a sopravvivere, anche attraverso i social, alimentata da un bisogno che non passa mai di moda: affidarsi a un piccolo rito di buon auspicio.
Così, dalla Toscana alla Romagna, dalla Sicilia al Veneto, migliaia di persone si stanno preparando a lasciare all’aperto una ciotola piena d’acqua e di erbe aromatiche affinché assorba la rugiada della notte più speciale dell’anno.
Il rito che profuma di lavanda, rosmarino e ricordi d’infanzia
La sera del 23 giugno rose, margherite, lavanda, salvia, rosmarino, malva, menta, sambuco e soprattutto iperico, conosciuto proprio come erba di San Giovanni, ritenuto capace di proteggere le case e allontanare ciò che era negativo, finiscono immerse in una bacinella d’acqua che resterà all’aperto per tutta la notte.
Secondo la tradizione sarà la rugiada a fare il resto.
Al sorgere del sole, quell’acqua profumata verrà utilizzata per lavarsi il viso e le mani.
Un gesto simbolico, che secondo la credenza popolare porta fortuna, salute, prosperità e protegge dalle negatività.
Qualcuno continua a conservarne qualche goccia per tutto l’anno, altri ne bagnano un fazzoletto da tenere nel portafoglio o in borsa come portafortuna.
Da tradizione contadina a fenomeno social
Negli ultimi anni l’Acqua di San Giovanni ha conosciuto una seconda giovinezza.
Su Instagram e TikTok, nelle ore che precedono il 24 giugno, migliaia di video mostrano la preparazione delle ciotole colorate, mentre influencer e appassionati di benessere riscoprono un rituale che sembrava destinato a rimanere confinato nei racconti dei nonni.
La magia del 23 giugno non finisce con la rugiada.
In molte regioni italiane sopravvive infatti un’altra curiosa tradizione: quella della Barca di San Giovanni.
Prima di andare a dormire si versa un albume in un recipiente d’acqua e lo si lascia all’aperto.
Al mattino, le forme create naturalmente ricorderebbero una nave con le vele spiegate, una torre o addirittura un serpente. Da quelle figure, secondo la tradizione, sarebbe possibile trarre presagi sui mesi futuri: prosperità, cambiamenti in arrivo, matrimoni o la presenza di malelingue.
Un gioco popolare che continua ad affascinare e che in alcune zone del Nord Est viene ripetuto pochi giorni dopo, nella notte dedicata a San Pietro.



