Dal 18 giugno al 26 settembre, un’estate di eventi, mostre e incontri racconta il genio che rivoluzionò la pittura e il suo profondo legame con il Cadore
E’ famoso in tutto il mondo per la sua capacità di stendere il colore a macchia, senza l’uso di linee di contorno, rivoluzionando l’uso della luce e della pittura a olio.
E per il rosso che da lui prende il nome: Tiziano.
Una tonalità di rosso ramato che caratterizza i capelli delle donne nelle sue opere più famose.
Il pittore cadorino (è nato a Belluno, a Pieve di Cadore, dove ancora c’è la casa quattrocentesca nella quale trascorse la sua infanzia) è protagonista, quest’anno più che mai visto che ne ricorre il 450esimo anniversario dalla morte, della la 22esima edizione de “L’Estate Tizianesca” con il suo ricco calendario di appuntamenti tra incontri, conferenze con prestigiosi studiosi, concerti e visite esperienziali in luoghi d’arte significativi e identitari per riscoprire il profondo legame tra il Maestro e la sua terra.

Iniziative dal paese natale a tutto il Veneto
“L’estate Tizianesca”, prende il via il 18 giugno a Treviso con l’incontro alle 18.30 a Palazzo Giacomelli dove la grande studiosa del Cinquecento veneziano, docente di storia dell’arte veneta nella sede veneziana della Wake Forest University Maria Agnese Chiari Moretto assieme a Paolo Barbisan, affronterà il tema dell’Annunciazione di Tiziano, ricordando la genesi complessa rivelata dal recente restauro del dipinto tizianesco nella Scuola Grande di San Rocco.
In calendario ci sono 22 conferenze e conversazioni sull’arte a cura di esperti che intrecciando discussioni e curiosità illustreranno i più recenti studi rivelando spesso inedite indagini e riflessioni; 8 concerti; 25 siti culturali al centro degli incontri e delle visite, il tutto dislocato in 20 località coinvolte a partire da Pieve di Cadore, Vigo, Vinigo, Tai, San Vito e Nebbiù di Cadore, Belluno, Cortina d’Ampezzo, Feltre, Lentiai, Modolo, Vittorio Veneto, Agordo e Candide-Comelico Superiore fino a Treviso, Castelfranco Veneto, Possagno, Susegana, Mira e Galzignano Terme.

Tiziano Vecellio ha sempre mantenuto un forte attaccamento alle sue radici montane, tanto da firmarsi “Titianus Cadorinus” (Tiziano Cadorino) e inserire i paesaggi dolomitici come elementi rivoluzionari nelle sue opere. L’evoluzione della sua arte si è sviluppata attraverso l’uso del colore come mezzo primario per definire volumi, luci ed emozioni, anticipando persino l’Impressionismo e l’Espressionismo nella sua fase iniziale. “L’estate Tizianesca”, prende il via il 18 giugno a Treviso con l’incontro alle 18.30 a Palazzo Giacomelli dove la grande studiosa del Cinquecento veneziano, docente di storia dell’arte veneta nella sede veneziana della Wake Forest University Maria Agnese Chiari Moretto, assieme a Paolo Barbisan, affronterà il tema dell’Annunciazione di Tiziano, ricordando la genesi complessa rivelata dal recente restauro del dipinto tizianesco nella Scuola Grande di San Rocco.

Il percorso conoscitivo della Rassegna tra arte e paesaggio
“L’Estate Tizianesca” è un percorso che unisce saperi, luoghi e persone che ruotano attorno alla figura del Maestro e che si connettono anche con un territorio ricco di bellezze culturali e paesaggistiche. Tra “Sguardi su Tiziano e Dintorni”, “mattinate alla Casa dell’Oratore” “Promenade in villa tra Arte e Concerti” e Concerti, la rassegna prevede una serie di appuntamenti che accompagnano, invitando a scoprire chi è stato Tiziano Vcellio e il valore delle sue opere nonché conoscendo i luoghi nei quali si muoveva. Le celebrazioni per l’anniversario della morte del Maestro culmineranno nella grande mostra curata da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa che apre il 18 luglio ed è visitabile fino al 18 ottobre a Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore, a Pieve di Cadore (BL). L’esposizione conclude il progetto su “Tiziano e il Paesaggio”, avviato a inizio anno.



