Tiramisù, un dolce “pop”

tiramisù vincitore TWC 2017
Nella foto in alto: Nella foto in alto: Il tiramisù di Andrea Ciccolella, vincitore della TWC 2017 nella categoria “Ricetta originale”

Mascarpone e uova. Zucchero, Savoiardi imbevuti di caffè e una spruzzata di cacao sopra. In molti, poi, aggiungono qualche “ingrediente segreto”. Che, ovviamente, essendo segreto, tale rimane. Ma, per l’Accademia italiana della cucina di Treviso, sono solo questi sei gli ingredienti del vero tiramisù. Un dolce che affonda le sue radici storiche nel profondo Nordest, dalla Marca trevigiana alla Carnia friulana. Ma, al tempo stesso, un dolce ormai veramente internazionale. Tant’è che, anche quest’anno, torna per la terza affollatissima edizione  l’appuntamento con la “Tiramisù World Cup 2019”. Un appuntamento in vista del quale sono partite, da Bibione, le prime selezioni. Le semifinali si terranno l’1 e 2 novembre a Treviso, finale il 3.

Nella foto, l’ideatore e organizzatore della Tiramisù World Cup Francesco Redi tra le due vincitrici dell’edizione 2018, Scandiuzzi e Piovesana

Veneto, patria del Tiramisù

A ideare la gustosissima gara è stato Francesco Redi che, dopo aver trovato e assaggiato il tiramisù nei menù di tutto il mondo, ha iniziato a capire che, attorno a questo dolce, gira una realtà veramente articolata.
“Ho sperimentato ricette varie, alcune direi anche un po’ “scoordinate”, con ricotta o biscotti insoliti. Ricette diverse, qualcuna buona e altre meno, che, tornato in Veneto, patria del tiramisù, mi hanno spinto a indagare. Anche perché, praticamente in ogni ristorante, sono pronti a portarti in cucina a farti vedere un vecchio libricino che contiene la classica “ricetta della nonna” e l’immancabile “ingrediente segreto” del tiramisù”.

Consultando l’Accademia italiana di cucina, Redi ha così scoperto, innanzitutto, che non c’è alcol nel tiramisù. E che i biscotti originali sono i Savoiardi. Sui social network, invece, ha riscontrato centinaia di post, ogni ora, in tutte le lingue, su questo dolce. E foto davvero di tutti i colori: con fragole, pistacchi, latte, ricotta e via dicendo. Da qui l’idea di dar vita a un doppio concorso. “Anche perché la domanda degli appassionati è: dove si mangia il vero tiramisù? In questo modo, abbiamo cercato di far emergere la tradizione, ma senza girare le spalle all’innovazione”.

Tiramisù: originale o creativo?

Anche la World Cup 2019 conferma la doppia formula. I 600 partecipanti (il primo anno erano 750, ma si è preferito fissare un tetto massimo per il boom di richieste e per alzare il livello) possono cimentarsi nella ricetta originale o in una ricetta creativa.

“L’unico dei sei ingredienti che può essere modificato nella ricetta originale – spiega Redi – sono i biscotti. Gli altri ingredienti non possono però essere sostituiti. Qualcuno parla, ad esempio, di “tiramisù vegano” senza uova? Non è tiramisù. Qualcuno sostituisce il caffè con l’alchermes? Non è tiramisù”.

La World Cup 2019

Alla selezione si sono iscritti austriaci, francesi, inglesi e spagnoli. Ma anche due australiani, un ecuadoregno e tre cinesi, vincitori di un concorso in patria. Le donne sono sempre più numerose, anche se il vincitore della prima edizione è stato un ragazzo di Feltre, Andrea Ciccolella.

Il vincitore della prima edizione della Tiramisù World Cup Andrea Ciccolella

Tre i partecipanti per ogni categoria, che si contenderanno il due titoli di Campione del Mondo Tiramisù (ricetta originale e ricetta creativa). “Il gran finale – riprende Redi – è un evento, diventato festival cittadino. E i vincitori verranno con me in una tournée in Brasile, la terza settimana di novembre. Saranno ospiti del Consolato generale italiano a Curitiba, nel Paranà, per una settimana di eventi in cui faranno a loro volta parte di una giuria di una gara di cucina”.

Le migliori innovazioni

Per l’inventore della Coppa del Mondo, nelle precedenti edizioni sono emerse alcune variazioni interessanti. La ricetta (segreta) di Francesca Piovesana, campionessa del mondo per la ricetta creativa lo scorso anno, punta su cannella e zenzero. “Una ricetta, soprattutto invernale, che prolunga l’esperienza culinaria”, spiega Redi. Tantissimi puntano sul pistacchio. Buono anche l’abbinamento con le fragole e quello col caramello. E, dal Belgio, apprezzabile l’uso dello “speculus”, un biscotto con cannella. Creatività può essere anche nella forma. C’è, ad esempio, un concorrente che accompagna il dolce con coreografie, dai mattoncini Lego ai dinosauri.
“Si può fare tutto – afferma Redi –  ma non snaturare la natura del dolce”. Tra le proposte escluse per questo  in partenza dalla gara il Tiramisù con cipolla fresca di Tropea e il Tiramisù al tonno.

 

 

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