Teatro Goldoni: ricomincio da Lui

Il teatro Carlo Goldoni a Venezia

Metropolitano.it vi accompagna in un viaggio nel tempo alla scoperta del Teatro “di Goldoni”, la casa dei veneziani

Si rialza il sipario del teatro Goldoni.
Chissà quante volte molti di noi avranno occupato un posto in platea o in palchetto per assistere a uno spettacolo.
Per i veneziani, infatti, il Goldoni è senza dubbio un punto di riferimento in città.
Forse però non tutti sanno che quello che sentiamo “di casa” è anche il teatro più antico di Venezia ancora oggi esistente e attivo e il quarto più antico in assoluto dopo il teatro Michiel (fondato prima del 1580), il teatro Tron (1581) e il teatro San Moisè (1613). Pensate che lo spettacolo inaugurale andò in scena nell’autunno del 1622 in quello che allora era il Teatro San Luca, costruito dalla nobile famiglia dei Vendramin.

Goldoni e il “suo” teatro

Quando si pensa a Venezia e al teatro, viene subito in mente il famoso drammaturgo del Settecento veneziano che diede il nome al Goldoni. E il pensiero corre alle sue memorabili commedie, che rimandano a luoghi concreti, simbolo della città.
Goldoni dipinse un’immagine così veritiera e poetica da lasciare una traccia indelebile nella memoria.
Affrontava e raccontava la vita con il sorriso. Perché, come era solito dire: “la mia vita medesima è una commedia”.
La sua prima apparizione nel teatro veneziano fu nel 1734.
Un secolo e mezzo dopo, nel 1875 il teatro di San Luca costruito dai Vendramin prese il suo nome.

Carlo Goldoni

Chi non conosceva d’altra parte Carlo Goldoni?
La fiducia sulle sue capacità di comporre opere di sicuro richiamo era illimitata, al punto che era solito trattare direttamente con i proprietari ai quale consegnava i propri lavori, che gli venivano pagati ancora prima di essere letti. Fu un grande osservatore della quotidianità della città, capace di dipingere la varietà umana in un incastro perfetto di registri linguistici. E sicuramente Venezia aveva da offrirgli materia prima per scrivere: una società composita fatta di nobiltà, borghesia e popolino.

Arlecchino servitore di due padroni, di Carlo Goldoni

La ripartenza del Teatro Goldoni

E’ così proprio da lui che “la casa dei veneziani” riparte in questo autunno 2020 colpito dalla pandemia.
Dai suoi immortali personaggi che, da secoli oramai, girano i palcoscenici di tutto il mondo in tutte le lingue.
Dopo lo spettacolo inaugurale “Romeo e Giulietta. Una canzone d’amore” (in scena dal 29 ottobre al 1 novembre) della compagnia veronese Babilonia Teatri con Ugo Pagliai e Paola Gassman, sarà infatti la volta dello spettacolo “I due gemelli veneziani” di Carlo Goldoni. Lo spettacolo, per la regia di Valter Malosti, dal 3 al 6 dicembre porterà in teatro una ventata di divertimento mescolando tradizione e contemporaneità.

I due gemelli veneziani, Carlo Goldoni, Teatro Goldoni 2020
I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni

Da teatro San Luca allo Stabile del Veneto

Il teatro dei veneziani ha avuto diversi nomi nel tempo (Vendramin, San Luca, San Salvador, Apollo e dal 1875 Goldoni) ma  la sua storia è la storia della città. Per i primi 30 anni, sul suo palcoscenico andarono in scena solamente spettacoli comici, sempre con successo.
Poi arrivò il primo duro colpo: nel 1653, infatti,  un violento incendio lo distrusse bloccandone l’attività.
Fu ricostruito, tra varie vicissitudini e passaggi di proprietà, dai Vendramin, che nel loro teatro vollero proprio lui: Carlo Goldoni. Una garanzia di successo che non fu delusa.
Furono diverse le volte in cui la sua lunga vita venne segnata. Nel 1818 conobbe un restauro importante su progetto dell’architetto Giuseppe Borsato. Altre sistemazioni alle decorazioni ci furono nel 1833.

Maestranze al lavoro al Teatro Goldoni di Venezia
Maestranze al lavoro al Teatro Goldoni di Venezia

Il 15 giugno 1947, al termine della seconda Guerra Mondiale, il teatro fu chiuso per inagibilità.
Ci vollero tre decenni e un altro importante restauro per vederlo riaprire.
Era il 22 aprile 1979 e quel giorno andò in scena “La locandiera” di Goldoni per la regia di Giancarlo Cobelli con Gabriele Ferzetti e Carla Gravina.

Anche per celebrare l’anniversario dei 40 anni di attività del teatro, nel 2019, è stato fatto un omaggio al commediografo veneziano. Ha infatti debuttato in prima nazionale “La casa nova” di Giuseppe Emiliani, una produzione speciale dello Stabile del Veneto che ha visto in scena per la prima volta gli attori della Compagnia Giovani. Si tratta di una delle commedie più riuscite dell’ultima stagione goldoniana, un fedele affresco veneziano grazie a scenografie virtuali e caratteristici costumi.

La prima nazionale al Teatro Goldoni de “La casa nova” di Giuseppe Emiliani

Nel ‘900 dopo la Grande guerra e anni bui per il teatro veneziano ci fu un rilancio dell’attività con le grandi compagnie dell’epoca.
Sul palcoscenico del Goldoni sono saliti i più grandi nomi della scena artistica del primo Novecento come Eleonora Duse che nel marzo del 1922 fu in scena con due straordinarie recite di “La donna del mare” di Ibsen e “La porta chiusa” di Marco Praga. Da allora il teatro ha continuato la sua intensa attività diventando un punto di riferimento importante per Venezia. Tra i direttori che l’hanno guidato in epoca recente, l’indimenticabile Giorgio Gaber, direttore artistico dal 1989 al 1992.

L’ultima chiusura, è quella che ha riguardato tutti i luoghi dello spettacolo a causa del Coronavirus a partire dal febbraio 2020. Un’altra triste parentesi nella sua lunga storia.

 

 

 

 

 

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