Le strade di Mestre: una biblioteca aperta al pubblico. Parte prima

Nella foto in alto: Piazza Ferretto. Mestre. Dal centro verso il passato alla ricerca delle più interessanti e curiose strade di Mestre.
 
Luigi Broglio, Pietro e Maria Berna, Ugo Vallenari, Elisabetta Caminer, Giovanni Battista Zampironi.  Illustri sconosciuti? Forse, ma hanno tutti una cosa in comune, almeno a Mestre: sono nomi di strade.

Dite la verità.

Quante volte avete imboccato strade con nomi di personaggi mai sentiti in vita vostra? E quanti si sono chiesti perché certe strade di Mestre portano proprio quel nome?

Se è vero che dei “nizioleti” veneziani tanto si è scritto, è altrettanto vero che poco è stato detto delle strade della terraferma. Ma non potete immaginare quante cose interessanti nascondano!

Narrano di storia, politica, teatro, pittura, letteratura, filosofia, geografia. Insomma, sono un patrimonio culturale da riscoprire, una biblioteca sempre aperta al pubblico, un compendio pronto all’uso.

Toponomastica, queste sconosciuta

La toponomastica è una scienza recente. Prima del XIX sec, quando è nata, per capire dove andare era sufficiente riferirsi a palazzi, chiese, parchi, canali. Un po’ quello che succede ancor oggi per Piazza Barche, che continuiamo a chiamare così in ricordo del luogo dove un tempo arrivavano le barche da Venezia (dal 1898 il toponimo corretto è Piazza XXVII ottobre).

Come vengono assegnati i nomi alle strade?

In tutti i Comuni italiani ogni strada ha un nome; non possono esistere due strade con lo stesso toponimo. Si può intestare una strada solo a persone decedute da almeno 10 anni, tuttavia esiste una deroga quando si tratti di “caduti di guerra o per la causa nazionale o per personalità benemerite della nazione”,come la recente intitolazione di un ponte, a Venezia, a Valeria Solesin.

E le strade di Mestre?

Siamo andati alla riscoperta di alcune di queste, delle quali vi racconteremo in più puntate perché, nel nostro viaggio, sono emersi molti elementi interessanti.

Asteroide nello spazio

Luigi Broglio, la passione e la caparbietà

Di sicuro non è un caso che in prossimità dell’aeroporto ci sia un viale  intitolato a Luigi Broglio, nato a Mestre nel 1911. Il suo nome è di sicuro sconosciuto ai più e pare che esista un’unica biografia. Ebbene, l’ingegnere Broglio è considerato il padre dell’astronautica italiana.

Sua l’idea del Progetto San Marco che portò alla messa in orbita del primo satellite italiano (il San Marco 1) in collaborazione con la NASA. Fu anche Direttore della cattedra di Ingegneria Aerospaziale, la prima istituita in Italia dall’Università di Roma. Pensate che gli è stato dedicato anche un asteroide, il 18542 Broglio!

Le donne nella toponomastica mestrina

Rimaniamo sempre in zona Viale San Marco perchè qui si trova la strada dedicata alla veneziana Elisabetta Caminer, la “prima donna giornalista italiana”. A soli 26 anni divenne direttrice del Giornale Enciclopedico, strumento di diffusione dell’illuminismo nell’Italia del Nord Est. Recentemente, su proposta dell’Assessore Paola Mar, è stata intitolata a Chiara Silvia Lubich  una rotonda a Zelarino. La Lubich è stata fondatrice e prima presidente del Movimento dei Focolari e dedicò l’intera esistenza al servizio degli altri. In una toponomastica al 95% “maschile”, negli ultimi anni si sta ponendo sempre più attenzione al genere femminile. A dimostrarlo è anche il murale che, nel 2018, il Comune ha dedicato alla veneziana Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo. Fa bella mostra di sé sulla facciata del centro civico di via A. Costa, quartiere Altobello.

Politici e benefattori mestrini

La toponomastica ci racconta anche che tra i nostri concittadini sono tanti coloro che si sono prodigati per la città di Mestre.Nel giugno 2018 a Pietro e Maria Berna è stata intitolata una rotonda tra Via Bissuola e Via Casona.  Pietro Berna fu tre volte sindaco di Mestre (c’è già una strada a lui intitolata in quartiere Carpenedo). Era il proprietario della farmacia davanti il duomo di San Lorenzo. Nel 1906, d’accordo con la sorella Maria, acquistò e donò alla città il terreno su cui venne costruito l’ospedale Umberto I. Non solo, Pietro volle che alla sua morte tutti i suoi beni fossero destinati alla fondazione di un istituto per orfani e figli di famiglie disagiate.

Un altro ex sindaco è ricordato dalla toponomastica mestrina: Ugo Vallenari. Ma è doveroso ricordare anche la storia politica più recente che ha portato all’intitolazione di una piazzetta a Gaetano Zorzetto  e un’altra a Gianni Pellicani.

Giovanni Battista Zampironi e le spirali scaccia zanzare

Chissà quante volte avrete fatto la rotonda di Via Circonvallazione senza notare la piccola targa posta al centro intitolata a Giovanni Battista Zampironi. Nato a Venezia, Giobatta (così si firmava) si laureò in chimica farmaceutica a Padova. Nel 1862, all’età di 26 anni, fondò un laboratorio in Via Manin per produrre piccoli coni a base di piretro, rimedio contro zanzare e altri insetti. Giobatta era un uomo dalle capacità imprenditoriali non comuni, pensate che riuscì a trasformare la sua idea di insettifugo in un prodotto di mercato, brevettando addirittura il marchio e creando un brand a tutt’oggi riconosciuto nel mondo.

Le corti della commedia di Carlo Goldoni

Due interi quartieri in zona Viale San Marco sono dedicati ai personaggi delle commedie di Carlo Goldoni. Qui balza subito all’occhio che non ci sono vie, bensì “corti femminili” e “corti maschili”. La genesi di questi quartieri è curiosa: negli anni ’50 del secolo scorso il centro storico di Venezia cominciava a spopolarsi, molti si trasferirono a Mestre e fu per facilitare la socializzazione che il Comune decise di ricreare in terraferma il paesaggio tipico della corte veneziana. Mirandolina, Rosaura, Smeraldina, Corallina, Todero, Lindoro e Ridolfo: passeggiando in questi spazi sembra di udire il vociare allegro dei personaggi goldoniani.

Le vie dei navigatori veneti

Molte strade vicine al Policlinico San Marco sono dedicate ai grandi esploratori: in primis Marco Polo, che non ha bisogno di presentazioni. Una vicina traversa è intitolata a Sebastiano Caboto, altro veneziano che esplorò da nord a sud le coste dell’America ma che ottenne i meritati riconoscimenti solo quattro secoli più tardi.

La strada incrocia quella intitolata al nobile vicentino Antonio Pigafetta, navigatore, geografo e scrittore che partecipò alla prima circumnavigazione del globo.  Fu lui a consegnare alla storia il primo straordinario resoconto di quell’avventura lunga tre anni, diventando l’antesignano dei reporter di viaggio.

2 commenti su “Le strade di Mestre: una biblioteca aperta al pubblico. Parte prima”

  1. Interessante il campo della toponomastica. Piace molto anche a me scoprire a chi siano intitolate vie, piazze, scuole, ecc. Se interessa possiedo dei libri della collana Mestre e dintorni che riportano i nomi delle persone cui sono stati intitolati i luoghi.

    1. Roberta Purisiol

      Gentile Loredana, sono molto interessata alla toponomastica di Mestre. Potresti darmi i titoli dei libri ai quali ti riferisci? Grazie per la cortesia,Roberta Purisiol

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