Economia +

Stato di emergenza Italia. Nel nuovo decreto-Ucraina, il piano per il gas

Stato di emergenza Italia. Nel nuovo decreto-Ucraina, il piano per il gas

Con un nuovo decreto, l’Italia ha prolungato lo stato di emergenza legato alla guerra russo-ucraina fino al 31 dicembre 2022.
Ma non c’è solo il sostegno al popolo ucraino, sia sul tema dei rifugiati che sul piano militare, nel nuovo provvedimento contenente misure urgenti sulla crisi, approvato ieri, 28 febbraio 2022, all’unanimità dal Consiglio dei Ministri.
Una buona fetta del decreto è dedicata infatti al tema del gas, con la predisposizione di uno specifico piano energetico.
Perché è innegabile che la principale ricaduta del conflitto, per il nostro Paese, rischia di essere quella dell’approvvigionamento di combustibili. Non a caso, anche i ministri degli Esteri, Luigi Di Maio, e della Transizione ecologica, Roberto Cingolani sono operativi in queste ore, sui fronti rispettivamente dell’Algeria e dell’Europa.

Il piano energetico dell’Italia

La decisione di proroga dello stato di emergenza si lega alla necessità di assicurare soccorso ed assistenza agli ucraini.
Tutta la seconda parte del decreto legge si occupa però del livello di rischio imprevisto per il normale funzionamento del sistema nazionale di gas naturale.
In tale prospettiva, il Governo ha deciso di autorizzare l’anticipo, anche a scopo preventivo, dell’adozione delle misure di aumento dell’offerta e/o riduzione della domanda di gas previste in casi di emergenza.

stato di emergenza

Come chiarisce il comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio, la norma rende cioè “immediatamente attuabile, se fosse necessario, la riduzione del consumo di gas delle centrali elettriche oggi attive, attraverso la massimizzazione della produzione da altre fonti e fermo restando il contributo delle energie rinnovabili”. Per rendere concretamente operative le misure, è stata quindi coinvolta anche Terna, gestore della rete di trasmissione nazionale.

La strategia italiana e lo stato di emergenza

Al momento, precisa il Governo, il rischio che la Russia “chiuda i rubinetti” del gas per fortuna non sussiste.
Fin da ora, e indipendentemente da questa eventualità, il piano di emergenza per l’energia è in ogni caso immediatamente attuabile.
Starà al ministro della Transizione ecologica decidere, con appositi provvedimenti e atti di indirizzo, adottare eventuali misure di razionamento del gas, in particolare per la produzione di energia elettrica, per la quale si potrebbero tornare a utilizzare carbone e oli combustibili.
La strategia italiana, condivisa a livello europeo, è quella di “liberarsi dalla dipendenza dalla Russia per gli approvvigionamenti di gas e petrolio”, ha dichiarato Cingolani, prevedendo che “da un anno in poi si cominceranno a vedere i risultati”. “La posizione italiana – ha proseguito il ministro – è quella di studiare stoccaggi europei, anche su base volontaria, per metterci almeno in parte al sicuro. Dobbiamo cercare di acquistare gas insieme in grandi quantitativi, per pagare di meno”.

Gli stoccaggi di gas e la dipendenza dalla Russia

Cingolani ha parlato da Bruxelles, a margine del Consiglio dell’Unione europea dedicato proprio al tema dell’energia. “Il problema di tutti – ha sottolineato – è quello di affrontare lo stoccaggio di gas per il prossimo anno”. Nell’immediato, le scorte accumulate in Italia consentirebbero infatti un’autonomia di circa 24 giorni.
Nel frattempo, con l’arrivo della primavera, la domanda di gas è destinata a calare, non prospettando dunque problemi immediati per l’erogazione del gas all’utenza.

Il fatto è che, normalmente, da aprile l’Italia inizia a ricostituire le scorte per arrivare con sufficienti materie prime al successivo autunno. È per questo che il ministro Di Maio, accompagnato anche dall’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, si è incontrato ieri con le autorità algerine per rafforzare la partnership. Dopo la Russia, è infatti l’Algeria il Paese che fornisce il maggior quantitativo di gas all’Italia: l’anno scorso, 15 miliardi di metri cubi, pari al 28% della domanda italiana. “L’Algeria sosterrà l’Italia nelle forniture di gas“, ha alla fine rassicurato il ministro degli Esteri.

Decreto Ucraina: le altre misure

Tornando al nuovo decreto legge, al di là delle decisioni sul piano energetico, il Consiglio dei Ministri ha adottato anche altre norme. Tra queste, la possibilità per il ministro della Difesa di adottare un decreto interministeriale “per la cessione alle autorità governative dell’Ucraina di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari” con anche una deroga specifica ad alcune disposizioni vigenti. In questo caso, è però necessaria una preventiva risoluzione delle Camere. Per assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina direttamente sul suo territorio sono stati intanto stanziati 10 milioni di euro, a carico del Fondo per le emergenze nazionali, per gli interventi più urgenti.

La rete di accoglienza

Sul tema dei rifugiati, l’Italia rafforza la rete di accoglienza degli stranieri e dispone che i cittadini ucraini vengano ospitati nei CAS (per i quali è stato previsto un possibile incremento di 13 mila posti da parte dei prefetti) anche indipendentemente dal fatto che abbiano presentato domanda di protezione internazionale.
È stato infine istituito un apposito Fondo da 500 mila euro per finanziare misure di sostegno per studenti, ricercatori e docenti ucraini affinché possano svolgere le proprie attività presso università, istituzioni per l’alta formazione artistica, musicale e coreutica ed enti di ricerca italiani.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Leggi anche: