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SPEDIZIONI INTERNAZIONALI

SPEDIZIONI  INTERNAZIONALI

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Organizzare spedizioni da un capo all’altro del mondo nel giro di un minuto ed essere attivi 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. La Fiorini Omnia Service di Marghera racconta queste e molte altre particolarità dell’attività di spedizionieri internazionali


Se la capacità di dialogare con il mondo è insita nel nome e nella storia di Venezia, è altrettanto vero che determinate realtà imprenditoriali di oggi sembrano essere eredi proprio di quella tradizione. È il caso per esempio delle aziende del nostro territorio che si occupano di spedizioni internazionali. Leader locale di questo settore è la Fiorini Omnia Service di Marghera.

«Di fatto noi siamo un’agenzia di viaggio per le merci – riassume l’attività svolta Luca Fiorini, cinquantunenne Presidente dell’omonima azienda creata dal nonno nel 1920 – non possediamo camion o container ma curiamo la prenotazione del trasporto delle merci occupandoci di tutto, compreso ogni aspetto burocratico. Questa attività ovviamente richiede una conoscenza specifica delle regole per le spedizioni in Italia e all’estero oltre a capacità organizzative, commerciali e una rete di corrispondenti efficienti in tutto il mondo».

Cosa conta di più in questo settore? «L’esperienza e la capacità di saper valutare i rischi ci permettono di non fermarci di fronte alle difficoltà e di far fronte alle richieste più disparate. Il capitale umano da questo punto di vista è fondamentale perché ciò che ci viene richiesto è di essere preparati a gestire in maniera lucida l’eccezionalità che, nel nostro ambito, diventa normalità. Nel nostro settore infatti oggi tutto è portato all’estremo. Ci capita di far fronte a richieste per l’organizzazione di spedizioni da un capo all’altro del mondo nel giro di un minuto. Dobbiamo pertanto essere “sul pezzo” 365 giorni l’anno. Chiaramente la moderna tecnologia ci agevola in questo e ci permette di dialogare in qualsiasi momento con tutto il mondo nonché di tener monitorate in ogni momento le spedizioni che gestiamo».

Cosa vi ha permesso di fare la differenza e crearvi un vostro mercato pur dovendovi misurare con competitors multinazionali? «Chi ha più pazienza, capacità di essere lucido e dotato di tanto coraggio e di un po’ di sana spregiudicatezza, sfruttando la conoscenza delle regole internazionali, riesce a dare soddisfazione al proprio cliente. La nostra, infatti, è una materia così complessa che ogni caso va valutato attentamente e richiede una soluzione ad hoc».

Qualche esempio di problematiche particolari che vi siete trovati ad affrontare? «Proprio in questi giorni stiamo organizzando la spedizione ed il montaggio in loco di alcune gru per la costruzione del terzo ponte sul Bosforo. A commissionarci questa spedizione è una società di Singapore che ha acquistato le gru da un’azienda italiana e deve portarle in Turchia. Stiamo parlando di una spedizione che consta di un numero elevatissimo di container che debbono essere spediti in unica soluzione, con tutte le problematiche e gli aspetti burocratici del caso».

Anche i suoi primi passi in azienda sono stati caratterizzati dalla capacità di affrontare le difficoltà? «Nel 1989, a 28 anni, sono subentrato a mio padre. Ricordo un episodio in particolare, il superamento di una difficoltà che mi ha dato consapevolezza del mio carattere. Un cliente ci aveva chiesto di spedire alcune macchine per la movimentazione del calcestruzzo negli Usa, per la partecipazione alla fiera di Orlando. Per questioni burocratiche la dogana di Genova non autorizzò la spedizione, perdemmo una settimana di tempo e la spedizione si bloccò. Di fronte al rischio concreto di non arrivare in tempo per la fiera, perdere il cliente e la mia credibilità decisi di partire immediatamente per gli Usa per provare ad anticipare le formalità burocratiche locali recandomi personalmente presso la Dogana americana. Andò a finire che le macchine sbarcarono dalla nave la mattina stessa dell’inaugurazione della fiera, giusto in tempo per essere consegnate e soddisfare la richiesta del cliente».

Quale insegnamento ha tratto da quell’episodio? «Che l’essere presente in prima persona fa la differenza. E che la nostra azienda forse non potrà competere con le tariffe dei grandi spedizionieri, ma sulla qualità del servizio sì. Questa garanzia è il reale vantaggio che noi offriamo».

Quali altri servizi siete in grado di fornire? «Tutta una serie di servizi che vanno dall’assistenza completa per il traffico containers, a quella per il traffico tradizionale. Disponiamo inoltre di un ufficio dedicato alle operazioni doganali, sia import che export, per qualsiasi tipologia merceologica. Mettiamo inoltre a disposizione della clientela 4.000 mq di magazzini al coperto e di 8.000 mq all’aperto sia in regime nazionale che estero (simile al “famoso” Punto Franco così dibattuto oggi). Forniamo poi anche attività di consulenza per startup aziendali, studiando assieme al cliente gli aspetti relativi alle spedizioni anche tramite i nostri agenti presenti nei vari Paesi. Tutto questo mettendo sempre al primo posto la correttezza etica, la sicurezza, e garantendo la continua formazione dei nostri lavoratori».

Qual è il rapporto della sua azienda con il nostro territorio metropolitano e come ne giudica le prospettive? «Abbiamo clienti un po’ ovunque ma la maggior parte sono importanti aziende dell’area metropolitana. Per quanto concerne le prospettive del nostro territorio premetto che vengo da un percorso di studi proprio sulla territorialità delle aziende, oltre che aver rivestito diverse cariche all’interno di Confindustria Venezia. Credo che, per l’ambito di competenza della nostra azienda, vi siano buoni progetti a lungo termine soprattutto per lo sviluppo del Porto di Venezia. Ma sul breve e medio termine si fa fatica, soprattutto dal punto di vista normativo. Noi che ci confrontiamo con il mondo possiamo dire che altrove non è così. Basti pensare, tanto per citare un esempio che ad Hong Kong, per favorire lo sviluppo dell’aeroporto, in meno di 2 anni è stata creata dal nulla un’isola artificiale».

Quali secondo la sua opinione i passi da compiere? «A mio avviso sarebbe auspicabile la nomina a commissario dell’Autorità Portuale. Questo potrebbe semplificare molte cose. Senza dimenticare che per quanto concerne la logistica qui abbiamo un retroporto che garantirebbe spazi più ampi di molti altri porti competitor, ma questa resta purtroppo una potenzialità inespressa».

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