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Ancora una contrazione dei flussi di gas per l'Italia

Ancora una contrazione dei flussi di gas per l'Italia

L’importazione del gas russo, nei primi cinque mesi del 2022, è passata al 24%

Dapprima l’avvertimento: i flussi di gas verso l’Europa attraverso il gasdotto Nord Stream 1 potrebbero essere interrotti.
Poi la risposta all’Italia che, per recuperare sul 15% di gas ricevuto ieri in meno rispetto a quanto accordato, ha chiesto di ricevere oggi una quantità superiore.
Di fatto, ha comunicato Gazprom a Eni, “sarà consegnato solo il 65% delle forniture richieste”.
Anche oggi, dunque, nel Belpaese la fornitura di gas risulterà ridotta.
Secondo l’operatore russo tutto ciò ““dipende dai problemi alla centrale di Portovaya, che alimenta il gasdotto Nord Stream attraverso il quale Gazprom trasporta una parte dei volumi destinati ad Eni” attraverso il mar Baltico.
Le turbine danneggiate presenterebbero maggiori problemi del previsto e le riparazioni sarebbero rese complicate dalla “mancanza di componenti a causa delle sanzioni”.
Oggi, quindi, in Italia arriveranno circa 32 milioni di metri cubi di gas e così potrà essere nei giorni successivi.
Peggio va alla Germania, che da ieri incamera il 60% in meno dei flussi e per la quale la fornitura di gas è già stata sospesa due volte nel corso di questa seconda settimana di giugno.
Berlino sospetta che la ragione reale per il mancato servizio consista nel provocare un aumento dei prezzi.
Sempre da oggi (16 giugno ndr) il taglio delle forniture del gas da parte di Gazprom riguarda anche l’Austria. Lo ha reso noto la compagna austriaca OMV
L’Italia, nel frattempo, attraverso l’analisi trimestrale del sistema energetico di Enea, fa i conti con i termini della sua dipendenza, per il gas, dalla Russia.
L’importazione del gas russo, da gennaio a maggio 2022 è stata pressoché dimezzata passando dal 40% del medesimo periodo 2021 al 24% di quest’anno.
La situazione di questi giorni, durante i quali normalmente si provvede anche a far scorta per l’anno successivo, resta monitorata.
“Bisogna essere rapidi ma non precipitosi – ha spiegato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani -.Sono 24 ore che la Russia ha annunciato una diminuzione delle sue forniture, vediamo se questa si stabilizza nei prossimi giorni o se si tratta di un episodio e in base a questo si prenderanno decisioni opportune”.

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