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 Riforma del fisco: via libera del Governo alla legge delega

 Riforma del fisco: via libera del Governo alla legge delega

Dieci articoli per ripensare e riscrivere l’intero sistema fiscale italiano, ormai vecchio di 50 anni, sostituendolo con uno “più efficiente e meno distorsivo”, come ha spiegato il ministro dell’Economia, Daniele Franco.
È quanto si propone la legge delega in materia fiscale approvata ieri dal Consiglio dei Ministri, a completamento di un iter preparatorio durato mesi.

La legge delega per la riforma del fisco

Il testo approvato dal Governo parte infatti dal lavoro svolto in Parlamento, con il quale Franco ha auspicato possa continuare la collaborazione, definita “essenziale”.
La legge si addentra sull’intero ventaglio di tasse e imposte attualmente in vigore, nonché sul complessivo sistema fiscale.
Dall’Iva, che dovrebbe uscire rivoluzionata dalla riforma, all’Irap, che si punta a superare, dal catasto degli immobili, alla semplificazione delle addizionali, alla fusione delle due attuali agenzie di riscossione, l’impianto del provvedimento getta le basi per una profonda revisione del fisco.

Un sistema più semplice verso una riduzione del carico fiscale

Tra gli obiettivi, lo stimolo alla crescita economica attraverso l’aumento dell’efficienza delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui redditi derivanti dall’impiego dei fattori di produzione, ma anche la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario, di cui va preservata la progressività, provando nel contempo a ridurre l’evasione e l’elusione fiscale.
La concretizzazione dei contenuti passerà ora attraverso i decreti legislativi di attuazione che il Governo, individuate le priorità attraverso quelli che il premier Mario Draghi ha definito “ulteriori momenti di confronto”, è chiamato ad emanare entro 18 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento.

Irpef: le novità

Riguardo all’Irpef, la revisione punta innanzitutto alla riduzione graduale delle eccessive variazioni delle aliquote marginali effettive e il riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta lorda, sempre garantendo il principio della progressività.
Questo potrà contribuire all’incentivazione dell’offerta di lavoro e la partecipazione al mondo produttivo, facilitandone l’accesso. La legge delega si concentra infatti in particolare sui giovani e sui secondi percettori di reddito.

Per contenere gli spazi di elusione dell’imposta, facilitando l’emersione degli imponibili, il Governo ha pensato di puntare poi su un’armonizazione dei regimi di tassazione del risparmio.
Una modifica introdotta dalle legge delega che non comporterà conseguenze per il contribuente è la sostituzione delle addizionali regionali e comunali con una sovraimposta. Questa, in ogni caso, garantirà agli enti locali di non vedere alterato il gettito di risorse percepito con l’attuale sistema.

Ires e attività imprenditoriali

Un altro importante capitolo della legge delega approvata dal Consiglio dei Ministri è quello relativo alle attività imprenditoriali e al sistema del prelievo sul reddito di impresa.
Oltre al graduale superamento dell’Irap, che potrebbe essere assorbita in altre imposte, si punta soprattutto sulla razionalizzazione e sulla semplificazione dell’Ires. Questo avverrà attaverso la sburocratizzazione, con meno adempimenti amministrativi gravanti sulle imprese, rafforzando anche l’avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, a partire dagli ammortamenti.

La riforma modificherà inoltre aliquote e base imponibile dell’Ires, con un avvicinamento del prelievo progressivo a quello dei redditi da capitale, a loro volta destinati in prospettiva a essere trattati con un’aliquota uniformata. La nuova disciplina dell’imposta, allineandosi con le altre principali normative europee, interverrà sulla determinazione della base imponibile attraverso le variazioni risultanti dal conto economico. E, per evitare distorsioni derivanti dalla scelta delle forme organizzative e giuridiche, si punta a una tendenziale neutralità tra i diversi sistemi di tassazione.

Iva, riscossione e catasto

Tra le altre norme, spicca la razionalizzazione della struttura dell’Iva per semplificarne gestione e applicazione, contrastare evasione e aumentarne il grado di efficienza.
Quanto al tema della riscossione delle imposte, verrà superato il sistema attuale, che separa nettamente il titolare della funzione e l’ente che concretamente svolge le attività di riscossione. L’idea di fondo è quella di eliminare le duplicazioni organizzative, logistiche e funzionali, per rendere il sistema più efficiente.

Il nodo catasto

Uno dei nodi più delicati è infine la riforma del catasto, con il timore di un aumento delle tasse sugli immobili. Al riguardo, il presidente del Consiglio ha garantito che, almeno per il momento, nulla cambierà, anche in considerazione che i nuovi criteri di classificazione saranno operativi solo dal 2026 e, comunque, non saranno utilizzati per la determinazione della base imponibile. Agli immobili verranno attribuiti, oltre alla rendita catastale, anche il relativo valore patrimoniale e una rendita attualizzata sulla base dei valori di mercato, con un meccanismo di adeguamento periodico.

Alberto Minazzi

 

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