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Riforestazione urbana in Italia: 15 milioni di euro per 14 città metropolitane

Riforestazione urbana in Italia: 15 milioni di euro per 14 città metropolitane

Una boccata di ossigeno per i centri urbani. Il Ministero della Transazione Ecologica (Mite) ha selezionato 14 città metropolitane alle quali assegnare 15 milioni di euro per finanziare i migliori progetti di riforestazione urbana. A beneficiarne sono Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Genova, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia. L’obiettivo è quello di promuovere azioni sostenibili e green per contribuire a contrastare i mutevoli cambiamenti climatici e migliorare la qualità della vita delle persone.

Investimenti per città più verdi e più vivibili

Non ci sono dubbi: in una città più verde si vive meglio. In Italia, secondo dati Ispra riferiti all’anno 2019, le foreste rimuovono ogni anno dall’atmosfera una quantità di carbonio che varia tra i 19 e 33 milioni Mt di CO2. «Per garantire questi risultati – ha commentato la sottosegretaria di Stato al Mite con delega alla forestazione, Ilaria Fontana – oggi il nostro Paese può avvalersi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nel quale parte dei fondi saranno spesi per progetti di tutela della biodiversità e del clima».

Le città continuano a crescere e aumenta la popolazione che risiede nei centri urbani. Per questo nella loro progettazione è necessario combattere l’inquinamento e ridurre l’impatto ambientale, elementi fondamentali per un corretto sviluppo sostenibile. Il verde può essere un’ottima soluzione per mitigare gli effetti negativi riconducibili a una crescita incontrollata e non pianificata delle città.

I benefici del green nei centri urbani

Vanno in questa direzione i progetti di forestazione urbana che riportano il verde in città, riducono l’impatto ambientale e favoriscono una migliore qualità della vita per i cittadini. Rendere più green le città significa in altre parole migliorare la qualità dell’aria, valorizzare gli spazi pubblici urbani tutelando la biodiversità, ridurre l’effetto isola di calore, provocato dall’accumulo assorbito dall’asfalto durante il giorno e poi rilasciato di notte, che comporta l’innalzamento della temperatura.

In bicicletta in un parco urbano

Le piante, per natura sono in grado di assorbire CO2 e depurare l’aria circostante da diverse sostanze inquinanti. Sono quindi strumenti preziosi per mitigare il microclima e l’impatto delle emissioni climalteranti, eccessivamente alto in città. Il verde è anche una barriera naturale al rumore e garantisce un corretto deflusso delle acque piovane sul terreno. Inoltre aiuta nella regolazione climatica degli edifici circostanti. Nei mesi estivi infatti riduce la temperatura, mentre in inverno protegge dai venti freddi.

4 progetti di riforestazione a Venezia, 45 mila nuove piante

Nel Veneziano, il Ministero della Transazione Ecologica finanzia con 1,5 milioni di euro 4 progetti che consentiranno la piantumazione di oltre 45 mila nuove piante arboree e arbustive. Si svilupperanno in 5 comuni della Città Metropolitana: Venezia, Jesolo, Concordia Sagittaria, Mirano e San Donà di Piave.

Venezia è stata capofila di tutti i progetti e ha coordinato con gli uffici del settore Urbanistica il lavoro di elaborazione e la verifica dei criteri richiesti dal Ministero che riguardano in particolare la valenza ambientale e sociale, il livello di riqualificazione e fruibilità delle aree, i livelli di qualità dell’aria e la localizzazione nelle zone oggetto delle procedure di infrazione comunitaria. Tutte le proposte, che andranno completate nel termine limite di 7 anni, sono risultate in linea con le strategie individuate dalla Città Metropolitana di Venezia di adattamento ai cambiamenti climatici e di resilienza. Così come prevede anche il Piano Strategico Metropolitano.

Bosco di Mestre, aree umide @Archivio Istituzione Bosco e Grandi Parchi di Mestre (Venezia)

Nello specifico per il capoluogo il progetto riguarda il “Bosco di Mestre” del Comune – Istituzione Grandi Parchi con la riforestazione lungo il fiume Dese. L’intervento riguarda una nuova area di circa 10 ettari e prevede la realizzazione di formazioni forestali tipiche dei boschi planiziali “Querco-Carpineto”. Nelle aree a bosco si metteranno a dimora 8.497 alberi (farnia 25%, carpino bianco 20%, frassino meridionale 20% e altri tra acero campestre, ontano nero, olmo campestre) e 1.714 arbusti. La scelta delle specie è stata studiata per favorire anche la produzione di frutti eduli, offrire la possibilità di forme di apicoltura mellifera e la creazione di habitat adatti all’avifauna e alla fauna legate agli ambienti umidi. Il progetto si svilupperà in 3 aree non continue che saranno collegate con percorsi naturalistici per garantirne l’accessibilità.

Il Bosco di Mestre (Venezia)

Verde metropolitano

A Mirano (Venezia) il progetto presentato da I.P.A.B. Luigi Mariutto prevede la riqualificazione di un terreno confinante con l’esistente Bosco del Parauro. La nuova area prevede uno spazio a prato con siepi formate da specie autoctone, a formare una sorta di quinta teatrale, utili alle attività didattiche e ricreative che qui si svolgeranno. Sono previste anche delle depressioni del terreno per trattenere temporaneamente l’acqua meteorica in modo da creare dei microambienti per la fauna selvatica e per lo sviluppo di piante igrofile.

“Venezia Orientale: il bosco diffuso” è il progetto presentato dai Comuni di San Donà di Piave e Concordia Sagittaria e interessa complessivamente 17 aree. Prevede la realizzazione di nuove aree prevalentemente boscate intervallate da prativi più o meno ampi. Vi saranno inoltre infrastrutture di fruizione turistico – didattica quali percorsi ciclo-pedonali, panchine e cartellonistica.

Nel Comune di Jesolo, infine, gli interventi di riforestazione rientrano nella proprietà fondiaria della ditta S.A.I.R. Srl. interessano un fondo tra Valle Cavallino e Valle Basegia nella laguna Nord di Venezia. Qui si pianterà un bosco perenne a carattere naturaliforme (dove è vietata la coltura agraria, qualsiasi forma di pascolo, salvo espressa autorizzazione dell’ente competente e di costruzione edilizia o di ricoveri anche temporanei, ndr) e si provvederà al riassetto ambientale oltre a ampliare il tessuto forestale aziendale, finalizzato all’assorbimento di CO2.

 

Silvia Bolognini

 

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