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Raro avvistamento in Veneto: sui Colli Euganei è arrivata l’aquila di Bonelli

Raro avvistamento in Veneto: sui Colli Euganei è arrivata l’aquila di Bonelli
Arquà Petrarca PD Aquila di Bonelli Ph. Aldo Tonelli

A intercettare il maestoso rapace è stato il faunista veneto della Lipu padovana Aldo Tonelli durante un periodo di osservazione del passaggio dei migratori

La stagione delle migrazioni degli uccelli regala talvolta delle gradite sorprese. E’ il caso accaduto verso la fine di maggio nel padovano, precisamente sui Colli Euganei. E’ lì che, per la prima volta in Veneto, è stata avvista un’aquila di Bonelli.
Il rarissimo rapace stava volando, assieme ad altri migratori, con la sua eleganza e maestosità.
Il volatile è stato identificato dagli esperti del Sud Italia, abituati a osservare la specie, che hanno studiato le immagini inviate dal faunista Aldo Tonelli che, rapido, con il suo obiettivo ha fotografato il suo passaggio.

Un rapace rarissimo esemplare in dispersione

“L’aquila di Bonelli è un rapace molto raro – spiega Aldo Tonelli, che da una trentina di anni osserva i rapaci che utilizzano i Colli Euganei come punto di sosta e riferimento durante gli spostamenti migratori -. Averla vista volare in cielo è stato un colpo d’occhio emozionante e inaspettato. Non è stato semplice individuarla in quanto si trovava tra molti altri uccelli in transito, però ho capito che tra loro ce n’era uno speciale e non mi sbagliavo. Osservare i volatili richiede molta pazienza e costanza che talvolta però viene premiata, come in questo caso”.

Arquà Petrarca PD – Aquila di Bonelli con Poiana

In Italia l’aquila di Bonelli, il cui nome è un omaggio all’ornitologo ed entomologo piemontese Franco Andrea Bonelli (1784-1830), famoso per aver anticipato le teorie evolutive di Charles Darwing di circa 50 anni e per aver salvato lo stambecco dall’estinzione, per il 95% della sua popolazione vive in Sicilia, saltuariamente è presente in Calabria.
In Sardegna si è estinta negli anni ’80 del secolo scorso, tuttavia dal 2018 è in atto un progetto di reintroduzione della specie con liberazione di esemplari.

Una popolazione in ripresa, ma costantemente minacciata

Attualmente la presenza dell’aquila di Bonelli è in ripresa anche grazie in particolare a un progetto di conservazione attuato in Sicilia, racconta l’esperto veneto, che ha portato a una crescita delle coppie stimate in circa 60 coppie e 130-150 esemplari adulti, il cui nucleo principale risiede in Sicilia.

Aldo Tonelli

“Al di fuori dell’areale riproduttivo – precisa Aldo Tonelli – grazie ai movimenti dispersivi anche marcati negli immaturi, l’aquila di Bonelli risulta essere di regolare comparsa nelle aree prossime a queste, mentre irregolari su importanti direttrici migratorie quali gli stretti di Gibilterra, Bosforo e Messina. In Italia del Nord le osservazioni sono di poche decine di esemplari in Liguria e in numero ancora minore in Piemonte e Toscana, probabilmente individui provenienti dalla Francia come potrebbe essere il caso dell’esemplare avvistato in Veneto”.
Le minacce principali per la specie sono la perdita dell’habitat, il disturbo antropico, il bracconaggio e prelievo di pulli al nido ma soprattutto, in Sardegna, la folgorazione da linee elettriche, che rappresenta una causa importante di morte dei grandi volatili.

L’identikit del rapace

L’aquila di Bonelli è un volatile dalle dimensioni importanti, anche se più piccola dell’aquila Reale. E’ altrimenti chiamata aquila fasciata per la caratteristica larga banda nera terminale sulla coda presente negli adulti.
E’ lunga circa 65-70 cm, ha un’apertura alare di circa 150-160 cm e un peso medio di 2 kg.
Quale abilissimo predatore, dall’indole abbastanza aggressiva è capace di velocissime picchiate per procurarsi il cibo e caccia sia in volo sia a terra scegliendo tra le sue prede preferite uccelli di medie e grandi dimensioni, piccoli mammiferi come conigli e talvolta rettili. Si riproduce in ambienti aperti generalmente di bassa e media montagna e costruisce il nido su forti pendenze, comunque in prossimità di aree dove sia relativamente abbondante la disponibilità di prede.
In Europa la presenza dell’aquila di Bonelli conta 900-1.000 coppie

Silvia Bolognini

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