Da Venezia un nuovo sistema di allerta contro il bioterrorismo

bioterrorismo

Ve le ricordate le lettere all’antrace inviate ad alcuni Capi di Stato negli anni ’90, gli attacchi chimici alle reti del trasporto pubblico a Londra e Madrid a inizio 2000 o il progetto –sventato- dell’attacco bioterroristico che Al Qaeda stava architettando contro la Camera dei Comuni britannica?
Sembrano eventi lontani, in ordine di tempo e di luoghi. In realtà, da allora, Regione Veneto, Protezione Civile, Croce Rossa e tutti gli organi preposti hanno attivato degli specifici protocolli  da seguire in caso di attacchi bio-chimici.

Bioterrorismo: contro gli attacchi chimici un sistema di allerta ideato a Ca’ Foscari

A introdurre una nuova sperimentazione in questo ambito è ora un team internazionale coinvolto da un progetto finanziato dalla NATO e ideato dal professore di Chimica Analitica di Ca’ Foscari Andrea Gambaro. Con i ricercatori dell’ateneo veneziano e con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali (CINSA) svilupperà un sistema di allerta per attacchi bio-chimici.

Dall’allerta alla gestione dell’emergenza

Alla base di tutto “c’è la creazione di una piattaforma –spiega il professor Gambaro – che andrà ad associare le rilevazione di alcuni sensori ambientali generici come quelli per il rilevamento dell’inquinamento atmosferico con un aumento del traffico sui social network”.
Il progetto, che si sviluppa su due livelli, quello iniziale dell’allerta immediata e, in un secondo momento, la gestione dell’emergenza in collaborazione con i vari interlocutori coinvolti, prevede una sperimentazione della durata di tre anni”.

protezione attacco bio-chimico
protezione attacco bio-chimico

Network for alerting and managing public safety and resilience”, come si chiama il progetto (in breve REACT)  annovera come partner Oklahoma University (Stati Uniti), Ilia State University (Georgia), il Ministero della Difesa della Georgia e NBC Joint Technical Logistic Centre del Ministero della Difesa italiano.
Coinvolge nella sperimentazione il Ministero della Salute, il Ministero della Difesa, la Protezione Civile, l’ISPRA, la Croce Rossa e la Regione Veneto.

Obiettivo sicurezza

Finanziata con quasi 400mila euro nell’ambito del programma Science for Peace and Security della NATO, la sperimentazione della piattaforma di allerta rapida in caso di bioterrorismo e della gestione dell’emergenza sarà effettuata a Venezia e a Tbilisi, capitale della Georgia.
“Questi tre anni di sperimentazione – rileva Andrea Gambaro – ci diranno come la sicurezza dei cittadini, che è anche uno degli obiettivi dello sviluppo sostenibile stabiliti dall’ONU, possa beneficiare delle più recenti innovazioni scientifiche in campo di intelligenza artificiale e sensoristica senza dimenticare il ruolo sociale dei nuovi sistemi di comunicazione”.

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