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Ora legale: torna il 31 marzo, diventerà fissa?

Ora legale: torna il 31 marzo, diventerà fissa?

Nel prossimo weekend, lancette avanti di un’ora. Ma quasi 340 mila persone hanno firmato la petizione online per non tornare più all’ora solare

L’ora legale esiste, nel nostro Paese, da poco più di un secolo (l’Italia la adottò per la prima volta nel maggio del 1916). E, dopo un paio di interruzioni (dal 1921 al 1939 e successivamente tra il 1948 e il 1965), da quasi 60 anni l’appuntamento con lo spostamento delle lancette è un rito costante nel passaggio dalle stagioni fredde a quelle calde.
Anche nel 2024, l’ora “cancellata” per convenzione si verificherà nella notte tra l’ultimo sabato e l’ultima domenica di marzo, “saltando” le 2 di notte del 31 marzo per passare direttamente alle 3. E anche la restituzione dell’ora in più avverrà come sempre nell’ultimo weekend di ottobre, vivendo così 2 volte le 2 di notte di domenica 27 ottobre.
Il tutto, però, sempre che non venga messa in atto la possibilità concessa (anche se ancora solo in via teorica…) sin dal 2019 dall’Unione Europea ai singoli Stati di decidere una volta per tutte una tra le due ore, solare e legale, evitando cambiamenti che, oltre alle conseguenze di tipo economico, gli esperti dicono impattano anche sulla nostra salute.
Del resto, sono in molti, anche in Italia, i sostenitori dell’ora legale per 365 giorni l’anno. Basta guardare ai numeri della petizione lanciata il 5 settembre 2022 dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No profit e ancora aperta sulla piattaforma change.org: l’hanno firmata (mentre scriviamo) in 337.396, di cui quasi 500 solo oggi.

I vantaggi dell’ora legale e la petizione

Sono molteplici le ragioni presentate dai sostenitori dell’ora legale costante. In primis, l’allungamento delle giornate, con più luce naturale da sfruttare.
Non a caso, l’idea alla base dell’ora legale è proprio il risparmio energetico, tema tra l’altro molto attuale.
“Prima dell’impennata dei prezzi del gas – illustra la petizione – Terna ha quantificato in 420 milioni di kilowattora l’energia elettrica risparmiata nei 7 mesi del 2022 in cui è in vigore l’ora legale, con un minor consumo di elettricità in 15 anni pari in Italia a 10 miliardi di kilowattora, per un totale di 1,8 miliardi di euro risparmiati grazie all’ora legale”.
“Il passaggio permanente all’ora legale – proseguono Sima e Consumerismo – consentirebbe di guadagnare un’ora di luce e calore solare ogni giorno e, considerati gli attuali prezzi del gas, determinerebbe nel nostro Paese risparmi sui consumi di energia stimabili in circa 1 miliardo di euro solo nel primo biennio”.

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Si calcola infatti che, se le lancette fossero sempre un’ora più avanti, si potrebbero risparmiare circa 720 milioni di kilowatt/ora l’anno, con relative minori emissioni climalteranti per 200 mila tonnellate di CO2, pari a quella assorbita da un numero di alberi tra 2 e 6 milioni. Ma l’aria più sana non sarebbe l’unico beneficio per la salute.
L’Università di Stoccolma ha per esempio riscontrato che, nella settimana dopo il cambio dell’ora, gli attacchi cardiaci aumentano del +4%, a causa dell’alterazione del nostro orologio biologico, con effetti negativi su pressione arteriosa e frequenza cardiaca. Per tacere dei problemi del sonno, dell’aumento degli incidenti in strada e al lavoro, fino a quello dei suicidi emerso da una ricerca australiana.

Ora unica: a che punto siamo?

I sostenitori della petizione “Ora legale per sempre” si rivolgono a Commissione e Parlamento europei e al Governo italiano per abolire il passaggio da ora solare a ora legale, adottando nel nostro Paese l’ora legale definitiva. La questione, di cui si parla addirittura dal 1996, è però in fase di stallo a livello di norme comunitarie.
Se, nel 2019, quando il Parlamento Europeo votò con l’84% dei consensi a favore una risoluzione per superare il cambio d’ora, sembrò registrare un’accelerazione, la mancata richiesta approvazione da parte del Consiglio Europeo rallentò l’iter, che subì poi una vera e propria battuta d’arresto con le nuove problematiche della pandemia.
L’86% degli europei, interpellati in un sondaggio della Commissione prima della decisione del Parlamento Ue, si era detto favorevole all’abolizione. Ma l’intesa tra Europarlamento e Consiglio ancora manca, dovendo confermare anche la linea di affidare ai singoli Stati la decisione su quale delle due ore, solare o legale, adottare come unica.
In Europa, del resto, le sensibilità sono diverse. Nei Paesi del Nord, il cambio con l’ora legale non porta infatti benefici. In Spagna, poi, gli orologi sono sincronizzati con l’Europa centrale, dunque un’ora avanti rispetto al Regno Unito, che ha la stessa latitudine.

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L’ora legale nel mondo

Ma anche negli Usa si fatica a trovare una soluzione che accontenti tutti gli Stati, così come le decisioni locali, favorevoli all’ora solare piuttosto che a quella legale, stentano a tradursi concretamente. Solo in Arizona e Hawaii, al momento, l’ora è quella solare per 365 giorni l’anno.
Inoltre, pur essendo, evidenzia una ricerca di Statista del 2022, oltre 140 gli Stati che l’hanno sperimentata almeno una volta, meno del 40% delle Nazioni mondiali applicano oggi l’ora legale. In Europa, dove sono uniformi anche le date dei cambi, fanno eccezione Russia, Islanda, Bielorussia, Georgia e Armenia. Al contrario, in Sud America c’è quasi ovunque la sola ora solare.
L’Argentina, per esempio, ha detto stop al cambio nel 2009. C’è invece chi, come le province canadesi di Saskatchewan e Yukon, ha scelto come ora unica quella legale. E, dall’ultimo precedente spostamento delle lancette, quello di fine 2023, anche la Groenlandia ha deciso di non tornare più all’ora solare.

Alberto Minazzi

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