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Omicron in Veneto: 18 casi già il 20 dicembre. L'efficacia delle terze dosi

Omicron in Veneto: 18 casi già il 20 dicembre. L'efficacia delle terze dosi

Il Veneto fa il punto su Omicron e presenta i risultati di uno tra i primi studi fatti al mondo su questa variante.
La terza dose serve davvero? Per quanto tempo i vaccini ci difendono? Qual è la situazione nel nostro territorio?
Nel punto stampa indetto per oggi (27 dicembre ndr) il presidente della regione Luca Zaia ha invitato la direttrice dell‘Istituto Zooprofilattico delle Venezie Antonia Ricci e il virologo Francesco Bonfante a illustrare l’esito delle sequenziazioni effettuate su 219 tamponi effettuati tra il personale delle aziende ospedaliere di Padova e Treviso.

Antonia Ricci, direttore generale Istituto Zooprofilattico delle Venezie

Il Veneto a poche percentuali dalla fascia arancione

Le festività preoccupano, la veloce progressione della variante Omicron anche.
” Noi abbiamo fissato una nostra deadline verso il 10 gennaio. Lì capiremo se avremo raggiunto un plateau nella curva dei contagi e poi inizieremo a calare oppure se si continuerà a crescere fino ad arrivare alla zona arancione – ha detto il presidente Zaia -. Gli unici parametri che ci tengono ancorati alla zona gialla sono, grazie all’alta percentuale dei vaccinati, l’occupazione dei posti letto in area medica, 18%, e in terapia intensiva, oggi al 17%. Se questi arrivano rispettivamente al 30 e al 20% siamo arancioni“.

L’utilità della terza dose

L’indicazione che emerge dallo studio effettuato dall’Istituto Zooprofilattico di Padova è che la terza dose può proteggerci. E che il Veneto parte da una  diffusione della velocissima variante Omicron ancora abbastanza bassa.
Nella regione, infatti, la variante Delta è ancora quella prevalente.
Ma la Omicron, per la quale si attende un’ulteriore veloce progressione, era già presente, il 20 dicembre, in almeno 18 casi distribuiti in tutte le province.

“Prepariamoci al momento in cui Omicron sarà prevalente”

“La prevalenza della variante, per ora, è del solo 8,2% – ha anticipato la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Antonia Ricci – Tuttavia Omicron è una variante estremamente contagiosa e ci si aspetta che questa percentuale vada aumentando nelle prossime settimane. Sappiamo però che partiamo da una percentuale abbastanza bassa e questo – ha rilevato -ci consente di mettere in atto tutte le misure, a iniziare da distanziamento e mascherine, per rallentarne la progressione. Con popolazione vaccinata con terza dose il più alta possibile potremmo avere un protezione efficace al momento in cui la Omicron sarà prevalente“.

III dose contro forma grave da Delta 100% della protezione, Omicron 93%

A illustrare i dati dellos studio è stato il virologo Francesco Bonfante.

omicron
Da sx: l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, il virogolo Francesco Bonfante e la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Antonia Ricci

“Gli anticorpi neutralizzanti sono quella parte della risposta immunitaria che permette di prevenire l’infezione, accelerare la guarigione e ridurre la trasmissione del virus – ha spiegato – Con il nostro studio abbiamo avuto modo di rilevare che con la nuova variante gli anticorpi, prima della terza dose, a sei mesi del completamento del ciclo vaccinale, fanno sì che solo il 5% sia protetto dall’infezione. Dopo la terza dose, si arriva al 75%”.
I dati sono ancor più incoraggianti riguardo la forma grave della malattia (si arriva a una protezione del 93%) e rispetto alla variante Delta ancora dominante, per la quale la protezione, dopo la terza dose, sfiora il 100%.

Il vaccino ai bambini

Lo studio, in collaborazione con la pediatria di Padova, ha riguardato anche il grado di protezione dei bambini che hanno contratto il virus e sono guariti.
“C’è una certa riluttanza alla vaccinazione dei bambini e ci siamo chiesti se la guarigione di chi ha già contratto il virus possa esser sufficiente contro la nuova variante – ha spiegato Bonfante – . Abbiamo così testato il siero raccolto tre mesi dopo l’ infezione di bambini contagiati ad agosto con il virus Delta. Gli anticorpi – ha sottolineato – denotano un livello di protezione da Delta del solo 10%. Per Omicron, dello 0%. La vaccinazione dei bambini è quindi necessaria”.

I dati veneti

Nei giorni del 24 e 25 dicembre, in Veneto è stato effettuato il più alto numero di vaccinazioni in Italia.
“Siamo a 8 milioni 901 mila vaccini fatti, a oltre 1 milione di booster – ha reso noto Luca Zaia- Se continuiamo così con le terze dosi mantenendoci a 50 mila al giorno si arriva a fine anno a 1 milione 800. Sarebbe un buon dato. Ricordo che per i bimbi dai 5 agli 11 anni si può prenotare il vaccino ma che per loro è previsto anche l’accesso diretto in qualsiasi parte del Veneto. Stanno crescendo anche le prime dosi. Di tamponi ne facciamo circa 150 mila al giorno, siamo arrivati a superare i 21 milioni dal 21 febbraio. I vaccinati nella regione sono l’87,1% ma non mi stancherò mai di dirvi di stare attenti. Abbiamo 1400 ricoverati (+48 nelle ultime 24 ore) e sulle terapie intensive c’è pressione ospedaliera – ha continuato il presidente -. Abbiamo avuto da inizio pandemia 12.306 morti. 24 di questi nelle ultime 24 ore. Sono decedute questa notte, a Padova, 5 persone e anche in questo caso 4 non erano vaccinate. Non voglio fare allarmismo ma devo dire le cose come stanno. Cercate di proteggervi“.

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