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"Omicron potrebbe sparigliare le carte". I primi dati dell'Imperial College di Londra

"Omicron potrebbe sparigliare le carte". I primi dati dell'Imperial College di Londra

Non bastano 2 dosi di vaccino o la guarigione da una precedente infezione da Sars-CoV-2 per garantire una sufficiente copertura rispetto alla variante Omicron.
La dose booster, però, eleva fino all’80% la protezione verso la più recente mutazione del coronavirus prodotta dai sieri attualmente utilizzati nella campagna vaccinale.
Anche se il dato necessita di ulteriori conferme, non essendo stato ancora sottoposto a revisione paritaria, lo dice il lavoro presentato nell’ultimo rapporto del Centro di collaborazione dell’Oms per la modellazione delle malattie infettive all’interno del Centro per l’analisi globale delle malattie infettive Jameel Institute dell’Imperial College di Londra.

Il report dell’Imperial College

Lo studio ha analizzato tutti i dati di coronavirus registrati dalla Uk Health Security Agency e dal Servizio sanitario nazionale inglese e confermati con un test molecolare tra quelli emersi tra il 19 novembre e l’11 dicembre 2021 in Inghilterra. “Questo studio fornisce ulteriori prove della misura molto sostanziale in cui Omicron può eludere l’immunità precedente data sia dall’infezione che dalla vaccinazione” spiega Neil Ferguson dell’Imperial College.

Rasi: “Omicron potrebbe sparigliare le carte”

Sulla base di queste prime risultanze scientifiche, il consulente del commissario per l’emergenza, l’ex direttore di Ema Guido Rasi, ha ammesso, intervenendo nella trasmissione tv “Mezz’ora in +”: “La variante Omicron potrebbe sparigliare le carte. Bisogna capire se la continua crescita dell’occupazione dei posti ospedalieri sia legata solo a una progressione della variante Delta. È una corsa contro il tempo legata alla terza dose: è importante farla subito. Ma dobbiamo assolutamente prevedere anche uno scenario in cui Omicron “buchi” i vaccini”.

Omicron e le percentuali di copertura dei vaccini

Il report quantifica nel 19% la protezione contro la reinfezione da Omicron offerta da un’infezione avuta in passato. La stima degli esperti è infatti di un “rischio di reinfezione 5,4 volte superiore a quello della variante delta”. L’Imperial College ha anche stimato l’efficacia dei vaccini contro l’infezione sintomatica da Omicron.
Quella derivante da 2 dosi è tra lo 0% e il 20%. Dopo la dose di richiamo si sale a una percentuale tra il 55% e l’80%.

Omicron e la gravità dell’infezione

Un dato importante, tra quelli che arrivano da Londra, riguarda la gravità dell’infezione derivante da Omicron. Contrariamente a quanto inizialmente ipotizzato dopo l’emergere della variante, gli studiosi affermano infatti che “non sono emerse prove che la variante sia causa di infezioni di gravità inferiore a Delta”.
Anche se, a onor del vero, gli stessi ricercatori ammettono che, in questo momento, i dati sui ricoveri sono molto limitati.

Le conclusioni

“Questo livello di evasione immunitaria – riprende Ferguson – significa che Omicron rappresenta una grave e imminente minaccia per la salute pubblica”.
“La quantificazione del rischio di reinfezione e dell’efficacia del vaccino contro Omicron – aggiunge Azra Ghani, sempre dell’Imperial College – è essenziale per modellare la probabile traiettoria futura dell’ondata di Omicron e il potenziale impatto della vaccinazione e di altri interventi di salute pubblica”.

Alberto Minazzi

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