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Il gelato al museo. Doge 41: cinque sensi per scoprirne il segreto

“L’idea mi è venuta andando a trovare un amico a Murano. Nell’isola esiste la monocultura del vetro. Perché non portare anche il sapere, la cultura del gelato?”.
Detto, fatto. Piero Michielan della “Premiata ditta F.lli Michielan” ha così inaugurato nell’isola non una gelateria ma… un “Gelato active museum”.
Un museo del gelato che conta un solo altro esempio simile al mondo, in Cina, sempre di Michielan. Una vera sorpresa per Murano, dove è stato salutato per il taglio del nastro da autorità e imprenditori, diventando protagonista dell’isola fin da subito, con muranesi e turisti pronti a mostrare un reale interessamento.

Il cono gelato di  Doge 41

Il Museo permanente del Gelato “Doge 41”non è però un museo nel senso classico del termine. Non è cioè  la sola raccolta ed esposizione di oggetti antichi che mostrano come nacque il gelato ripercorrendone la storia.
Piero Michielan ha voluto farne infatti un luogo vivo, in cui il visitatore, soprattutto se bambino, interagisca attivamente con questa fresca e dolce materia, capisca il mondo che c’è dietro, ne conosca tutti i segreti impiegando i cinque sensi. Vista, tatto, odorato, udito e alla fine, ovviamente, gusto!

Il gelato e la Vista

Gli attenti progettisti del museo hanno sfruttato appieno la lunga sala di entrata, dove da una parte sono esposti i cimeli delle attrezzature per fare il gelato e le stoviglie per conservarlo e servirlo (per la maggior parte provenienti dalla collezione privata dei Michielan) e sulla parete opposta, ad altezza di bambino, ci sono modellini e pannelli che spiegano la storia del gelato dalle origini fino ai giorni nostri.

Tatto

Schermi touch screen, anche questi ad altezza bimbo, dove leggere “La storia più dolce che c’è”, “The sweetest story that ever was”, perché ogni pannello è in doppia lingua. Cassetti da aprire dove scoprire curiosità, coperchi da alzare che celano frammenti di cartoni animati.

 

Udito

Un’intera batteria di coni da alzare dove scegliere diversi filmati da ascoltare.

Odorato

Una serie di bocche di periscopio emana le fragranze dei diversi ingredienti e spezie che compongono i vari gusti del gelato. Basta avvicinarsi per inebriarsi di odori.

Il gelato e il Gusto

La fine del percorso porta alla gelateria, dove gustare il gelato che, sette anni fa, ha conquistato la Cina, dove, vicino Shangai, è stato inaugurato due anni fa “Il museo del gelato italiano” che ha preceduto questo di Murano.

“Ho pensato che per introdurre in Cina un prodotto così prettamente italiano come il gelato – spiega Michielan -, c’era bisogno di far sapere non solo come si faceva, ma come nasceva, le origini e la cultura che ne hanno fatto l’eccellenza che è!” E aggiunge con compiacimento. “Esistono ormai in tutto il mondo catene di pizzerie e caffetterie che propongono lo squisitamente italiano ma il gelato ancora no, quello come il nostro non riescono a farlo”.

Dalle stagioni in Germania a una grande azienda

L’origine della storia di Piero Michielan è uguale a quella di tanti veneti che negli anni ’80 partivano per fare la stagione nelle gelaterie italiane in Germania.
Solo che lui, quando è tornato, nell’82, ha aperto subito una sua gelateria a Noale, la prima, con la moglie e il fratello.
Oggi, dopo 47 anni, ha un laboratorio artigianale a Scorzè con quindici gelatai, da dove ogni giorno partono tonnellate di gelato per ogni dove: dal Trentino Alto Adige alla Sardegna e oltre i confini nazionali fino alla Danimarca.  20 quintali sono destinati giornalmente ai punti vendita di Venezia. E poi ci sono le gelaterie che vendono il suo prodotto negli Stati Uniti, dalla California alla Florida, e la Cina, dove sette anni fa ha iniziato facendo arrivare il gelato con i container frigo, e che ora produce in loco con dei macchinari rigorosamente italiani.In azienda ora lavorano anche i due figli di Piero, ha trenta dipendenti, ma nel mondo il suo gelato di personale ne fa lavorare tanto, molto di più.

Un made in Italy fresco e gustoso

Ma tutto questo è frutto di idee mirabolanti, di progetti su progetti, di una strategia aziendale? Michielan si schernisce e liquida il tutto tra il serio e il faceto “Sa, sono un po’ matto!”… Forse il segreto del successo sta proprio  nell’aver sempre pensato di realizzare non solo un buon prodotto, ma un’eccellenza tutta italiana, quella che identifica il Made in Italy nel mondo

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