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Al Ghetto di Venezia, un Museo Ebraico diffuso

Al Ghetto di Venezia, un Museo Ebraico diffuso

Via libera agli interventi che riguardano l’intero compendio in Campo del Ghetto

Avanti tutta con i lavori per il nuovo Museo veneziano.
Il Consiglio comunale ha approvato la variante al Piano degli Interventi per l’ampliamento e la riqualificazione del Museo Ebraico. Sul documento, depositato in visione al pubblico per 30 giorni consecutivi dal 7 agosto al 6 settembre 2020, non sono pervenute osservazioni.

Via libera quindi all’importante progetto che riguarda la sede espositiva storica e altre unità in Campo del Ghetto.
Sono comprese anche le tre sinagoghe, gli elementi fondativi del Museo e gli spazi culturali e aggregativi della Comunità ebraica a Venezia.

Ghetto ebraico di Venezia
Il ghetto ebraico a Venezia – Ph© Davide Calimani

Il Progetto

Attualmente il Museo è ospitato nella sede temporanea in campo di Ghetto Novo con ingresso a fianco del monumento alla Shoah. La sede storica rimarrà chiusa per almeno sei mesi durante i quali saranno realizzati i lavori di restauro, interamente finanziati da un gruppo di donatori europei e statunitensi. Un progetto del valore di 9 milioni di euro che riguarda un intervento complesso.

Era stato presentato dalla Comunità ebraica lo scorso luglio e già adottato dalla Giunta comunale con l’approvazione di una variante al Piano degli Interventi.
I lavori prevedono interventi sulla statica degli edifici e delle pavimentazioni; sarà installata l’aria condizionata, potenziato il riscaldamento; legni e intonaci verranno ristrutturati.

Il Ghetto ebraico a Venezia

Il nuovo Museo sarà completamente accessibile ai disabili tramite due ascensori. E diventerà più grande con l’acquisizione di nuovi spazi che permetteranno di spostare caffetteria e biblioteca al piano terra in modo da recuperare un ambiente per eventi e incontri.
Il Complesso del Museo Ebraico è costituito da undici unità immobiliari situate in otto unità edilizie. Il progetto prevede di integrare nel sistema altre cinque unità di proprietà della Comunità ebraica fino a questo momento mai inserite nel percorso museale.

Oltre un semplice spazio espositivo

L’obiettivo di sviluppo è anche quello di restituire l’utilizzo storico degli edifici del Campo del Ghetto che un tempo, con percorsi tutti interni, permettevano ai fedeli di accedere ai luoghi di culto senza dover uscire ed entrare come accede ora.

Sinagoga Scuola Tedesca, Ghetto ebraico a Venezia

Il progetto ha già ottenuto il nulla osta della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.  Coinvolgerà anche le tre storiche sinagoghe (italiana, tedesca e cantòn) che saranno oggetto di restauro conservativo e riconquisteranno la loro centralità all’interno di un percorso di visita “continuo” e inclusivo. Il tutto potenziando i servizi per i visitatori.

I lavori dureranno tre anni, al termine dei quali saranno disponibili anche gli oltre 4 mila libri storici (cui si aggiungono i manoscritti in possesso della Comunità ebraica).

Un prezioso gioiello nel Ghetto ebraico

Il Museo Ebraico di Venezia non è semplicemente uno spazio espositivo, ma un museo diffuso.
Un complesso urbanistico unico nel suo genere per la sua specificità. Lo spazio, fondato nel 1954 dalla Comunità Ebraica veneziana, raccoglie pregiati oggetti di manifattura orafa e tessile databili tra il XVI e il XIX secolo a testimonianza della viva tradizione ebraica. Tra le sue sale si trova anche una ricca collezione di libri e manoscritti antichi e oggetti in uso nei più importanti momenti del ciclo della vita ebraica.

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