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Mose: da fine giugno potrà fronteggiare le emergenze

Barriere mobili a scomparsa del Mose
Nella foto in alto: Il tavolo sul Mose riunito in Prefettura

E’ confermato. Entro fine giugno, in caso di acqua alta, il Mose potrà essere attivato.
Anche i test effettuati alla bocca di porto di Chioggia hanno dato infatti risultati positivi. E, anzi, la seconda prova ha dimostrato che, più si movimentano le barriere, più migliorano le performances.
I commissari hanno dunque ufficializzato che, dal 30 giugno di quest’anno, qualora si presentassero situazioni di emergenza, tutte le paratoie potranno essere alzate contemporaneamente.

Il tavolo sul Mose riunito in Prefettura

Il tavolo in Prefettura

La comunicazione agli Amministratori locali è stata data in occasione della nuova riunione dell’apposito tavolo dedicato, avvenuta in Prefettura. La decisione di dare il via libera alla possibilità di movimentare le barriere per contenere acque alte eccezionali è legata a una serie di concomitanti circostanze favorevoli. In primis, l’esito positivo dei test svolti negli ultimi mesi.

In secondo luogo, l’imminente implementazione di attrezzature, gruppi elettrogeni e soprattutto compressori. Di questi, ne sono attivi al momento uno per bocca di porto. A breve verranno implementati, per abbreviare i tempi di apertura e chiusura delle paratoie. “Le tempistiche precise – ha spiegato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro – ci saranno comunicate nella prossima riunione, che dovrebbe tenersi a fine febbraio. In ogni caso, sarà fondamentale avere almeno la metà dei compressori previsti a regime”.

L’altra congiuntura favorevole è legata al personale. Entro fine marzo, hanno assicurato i commissari ai sindaci, arriverà un’ulteriore squadra di tecnici per gestire il sistema. Il Consorzio Venezia Nuova sta infatti formando le prime due squadre di operatori. Ed entro giugno ne arriveranno altre due, di modo che ogni bocca di porto abbia la sua squadra. In ogni caso, non ci sarà un regolamento di linee guida per le aperture d’emergenza, ma solo un documento che stabilisce i parametri di azionamento. I commissari stanno completando anche il cronoprogramma preciso dei prossimi passaggi dell’opera. Anche questo sarà ufficializzato in occasione della riunione di febbraio. Di certo si proseguirà con i test, compresi quelli in condizioni difficili.

Mose e Legge speciale

C’è soddisfazione, tra gli Amministratori locali, per la concretezza di queste riunioni. “In 20 giorni – ha sottolineato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Roberto Marcato – si sono confermate nei fatti le cose dette in occasione del precedente tavolo”. Anche perché vi si parla di Mose, ma anche di salvaguardia della Laguna in senso più ampio. Marcato e Brugnaro, ad esempio, hanno ribadito l’esigenza di avere i 150 milioni ogni anno, per i prossimi dieci anni, previsti dalla Legge speciale per Venezia.
“Il Mose – ha sottolineato il primo cittadino – è una grande opera ingegneristica per fronteggiare le acque alte, ma non basta: è necessario avere con continuità quei finanziamenti fermi da tanti anni. Mi appello quindi ai Parlamentari veneziani, perché facciano pressione in tal senso su Stato e Governo”.

Ma si è parlato anche di fognature, di sistema antincendio. E di nuovo protocollo fanghi, la cui approvazione sembra imminente. Intanto, tornando al Mose, si può davvero dire che qualcosa è cambiato. “In pratica – ha affermato Brugnaro – abbiamo invertito i termini, visto che inizialmente si prevedeva di effettuare la sperimentazione solo una volta completata l’opera. E penso che possa essere un vantaggio per tutti. Quello che ci interessa veramente è che l’opera sia messa in efficienza e funzioni”.

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