MOSE: test a primavera, avvio sperimentale in autunno.

Barriere mobili a scomparsa del Mose
Nella foto in alto: Le barriere mobili a scomparsa del Mose

A metà mattinata del 30 gennaio 2019 è stata posata l’ultima “pietra”. Erano le 11.32 e la 78° paratoia mobile del sistema Mose veniva calata nelle acque della bocca di porto di Lido Sud, sul canale di San Nicolò.  La fine di un travaglio durato 15 anni.

Ora dovrà essere implementato il sistema di comando e movimentazione di tutte le barriere, poi  la parte meccanica del Mose potrà considerarsi conclusa.

I test per monitorare il funzionamento inizieranno a primavera.

Secondo le stime, il sistema potrà entrare in azione in via sperimentale già dal prossimo autunno.

La prima paratoia del Mose, il Modulo Sperimentale Elettromeccanico realizzato per difendere Venezia, le sue isole e Chioggia dall’acqua alta e dall’innalzamento dei mari, è stata posata nel 2003. In 15 anni sono accadute molte cose e le vicende giudiziarie non hanno fatto che rallentare la realizzazione del sistema.

Per arrivare al suo completamento manca il 6% dei lavori da realizzare. La spesa stimata è di 560 milioni di euro per opere ambientali, di restauro e di impiantistica.

L’altro 94% del progetto, le paratoie mobili, le opere complementari per la salvaguardia dell’ecosistema lagunare, il rinforzo dei litorali, le scogliere all’esterno delle bocche di porto e il rialzo delle rive è completato.

Nel mondo il Mose è considerato un’ opera ingegneristica di riferimento. Questo per “le minime interferenze ambientali e per la possibilità che, grazie alla conche di navigazione, offre a navi e imbarcazioni di navigare anche con le paratoie sollevate”. 

A Galveston si sta progettando un modulo simile per fronteggiare gli uragani.

A Tokyo si prende spunto dal Mose per ridurre i danni degli tsunami.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi sui social

Condividi su facebook
Condividi su twitter