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Metodo o modello? A Venezia funziona il “lean thinking”

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Avete mai sentito parlare di “lean thinking”?
Tradotto letteralmente significa “pensiero snello”. Quello che, secondo i giapponesi, che lo hanno coniato e sperimentato con successo, si dovrebbe applicare alla produzione.
E’ un po’ una filosofia di business molto in voga, negli ultimi anni, nelle imprese italiane che, a un sistema di gestione finalizzato al contenimento dei costi mantenendo però la qualità, hanno sempre guardato con attenzione.
Non importa se di aziende non ne avete da mandare avanti. Il lean thinking fa già parte della nostra vita di tutti i giorni.
Forse non sapevate che si chiama così ma, se avete fatto un restauro dovendo ricorrere a una concessione di suolo pubblico perché la ditta da voi incaricata potesse posizionare un’impalcatura, vi ci siete già imbattuti.
Avete organizzato un evento? Una mostra magari, una rappresentazione teatrale, un convegno?
Anche in questo caso, il “lean thinking” vi ha toccati in pieno. E ci avete pure guadagnato.

Metodo lean

Il Metodo lean è entrato a far parte, infatti, della gestione della macchina pubblica dal 2016. A piccoli passi,come prevede proprio il pensiero giapponese. A fine 2018 è iniziata la prima mappatura di verifica dei risultati.
Arriva da questi la certezza che, a guadagnarci, sono stati nel tempo un po’ tutti i cittadini. Quanto meno in termini di tempo.
Se avete restaurato casa nel 2015, per esempio, per ottenere la vostra concessione di suolo pubblico avete impiegato circa 60 giorni. Se l’avete richiesta quest’anno ne avete attesi al massimo 45 e di sicuro non avete avuto contestazioni postume da presentare sull’entità degli esborsi.
Ugualmente si può dire per la vostra richiesta di una concessione temporanea di spazi comunali per feste o eventi. Qualche anno fa avreste dovuto muovervi molto in anticipo, almeno tre o quattro mesi prima. Ora in poco più di un mese otterrete la risposta.

Pensare leggero

Se una delle principali pecche del settore pubblico è infatti la burocrazia, a Venezia quest’ultima non è più da tempo un “male incurabile”.

“Abbiamo attivato questo nuovo sistema di gestione di derivazione giapponese e stiamo raccogliendo dati significativi – anticipa l’assessore alle risorse umane Paolo Romor – L’idea di fondo è che si possano ridurre se non addirittura eliminare gli sprechi e ottenere un miglioramento delle performance di produttività. Perché questo avvenga, però, è necessario che i dirigenti sappiano far squadra e creare un ambiente lavorativo sereno, all’interno del quale i lavoratori operino in sinergia. Ogni singolo dipendente comunale può contribuire a far funzionare meglio la macchina amministrativa e nel nostro Comune sta accadendo”.

Risultati concreti

L’esperienza positiva dei gruppi di lavoro ha costituito un importante impulso per il prosieguo del progetto. I tempi delle procedure si sono accorciati, viene maggiormente garantita la trasparenza di ogni singolo passaggio, si usa molto più la tecnologia e meno la carta, con un risparmio non solo in termini di tempo ma anche economico.  Anche il 2020 sarà quindi un anno all’insegna del “lean thinking”, applicato ad altri processi della macchina comunale. Al termine, si arriverà alla resa dei conti. Quelli veri, che consentiranno di tirare le somme di quanto il pensare giapponese lavorando in italiano possa rendere le cose più semplici e convenienti per tutti.
Che sia il caso di pensare “lean” anche nella gestione di casa?

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