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Leucemia: la dieta mima digiuno che può aiutare le terapie

Leucemia: la dieta mima digiuno che può aiutare le terapie

I risultati dello studio dell’Ifom di Milano: la regressione del tumore può essere favorita dall’abbinamento ai farmaci di una particolare dieta

Ogni anno, nei Paesi occidentali, un paio di persone ogni 100 mila si ammalano di leucemia linfatica cronica (Llc), il più diffuso tumore del sangue.
Le forme di Llc sono diverse, da quella aggressiva a quella indolente, ed esistono fortunatamente diverse terapie mirate, dalla chemioterapia all’immunoterapia, che però hanno la controindicazione della tossicità.
È per questo che, nonostante i notevoli progressi registrati soprattutto nell’ultimo decennio, la ricerca di nuove opzioni di trattamento continua. In tal senso, si registra ora un importante passo avanti, ottenuto da un gruppo di ricercatori dell’Ifom di Milano guidato, da Valter Longo, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista “Cancer Research”: abbinare la cosiddetta “dieta mima digiuno” a una terapia farmacologica mirata può contribuire alla regressione del tumore.

La dieta mima digiuno contro la leucemia linfatica cronica

Il sia pur ancora preliminare promettente risultato, che dovrà essere ora validato in più ampi studi clinici e di laboratorio, conferma quanto già emerso in passato sempre al laboratorio “Longevità & Cancro” dell’Ifom (che si occupa di individuare i meccanismi che portano all’invecchiamento cellulare, le eventuali correlazioni con l’insorgenza dei tumori e la protezione differenziata di cellule normali e tumorali) sull’influenza positiva della dieta mima digiuno sull’efficacia di trattamenti contro vari tipi di tumori solidi. “In questo nuovo studio – spiega Longo – ci siamo focalizzati sulla ricerca di una terapia che fosse meno tossica per il trattamento di un tumore del sangue”.

La dieta che neutralizza in parte i linfociti tumorali

Osservando i risultati degli esperimenti svolti da Franca Raucci e Claudio Vernieri, primi due autori dell’articolo, su topi affetti da leucemia è emerso che la dieta può neutralizzare in parte i linfociti tumorali.
Il passo successivo è stato quello dell’esame degli effetti di 8 cicli consecutivi di questa dieta su 2 pazienti affetti da Llc.
“Abbiamo osservato che, dopo 5-6 anni di approccio watch and wait – conclude il professore – per nessuno dei due è stato necessario iniziare un trattamento farmacologico”.

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La Dott.ssa Franca Raucci

Dieta sì, ma non basta

Se questi innovativi risultati saranno ribaditi negli ulteriori approfondimenti basati su ampie casistiche, sottolinea l’Ifom, la strategia della dieta mima digiuno o del digiuno ciclico, che hanno dimostrato nei topi di contrastare o rallentare la patologia, “potrebbe portare un notevole beneficio a molti pazienti oncologici in terapia, soprattutto quelli più anziani e quelli sottoposti a molteplici farmaci che attivano il sistema immunitario e che causano forti effetti collaterali”. Ovviamente, però, il trattamento della Llc richiederà comunque l’abbinamento della dieta con la somministrazione di farmaci mirati.
La combinazione della dieta mima digiugno con i farmaci bortezomib e  rituximab, spiegano i ricercatori, sembra agire bloccando le “via di fuga” che si attivano durante il digiuno, attivando l’apoptosi, ovvero la morte cellulare programmata, e aumentando significativamente la sopravvivenza.

Cos’è la dieta mima digiuno

Il tema del digiuno e della dieta che lo “mima” è al centro di un approfondimento della Fondazione Valter Longo, che premette che “tra i suggerimenti riportati nelle linee guida della Dieta della longevità vi è anche quello di praticare periodicamente un digiuno prolungato”.
“Se parliamo degli esiti del digiuno e anche di una dieta quale quella a restrizione calorica di pochi giorni, legata soprattutto alla limitata assunzione di proteine e zuccheri – prosegue il sito della Fondazione – gli studi dimostrano come possano ridurre i fattori di rischio per le patologie legate all’avanzare dell’età, contrastando l’invecchiamento stesso e ottimizzando di conseguenza la longevità”.

Sulla base di questi presupposti, al laboratorio di Longo alla University of Southern California è stata elaborata la dieta mima-digiuno, per colpire specifiche malattie e agire sull’invecchiamento, agevolando una longevità sana, fondata sui “5 Pilastri della Longevità”. Si tratta di una dieta che in effetti imita il digiuno, ma con un apporto di calorie, vitamine, minerali e nutrienti essenziali, in misura tale da richiedere una minima supervisione da parte del proprio medico o di un biologo nutrizionista, specificatamente preparati sull’argomento e dunque in grado di guidare il paziente.

La leucemia linfatica cronica

Quanto allo specifico tumore su cui si è incentrato lo studio appena pubblicato, la leucemia linfatica cronica, ricorda Longo, “è una malattia complessa con forme indolenti e aggressive che richiedono approcci terapeutici distinti”.
I pazienti che manifestano una forma indolente, dunque, mostrano una progressione lenta, mentre quelli che affrontano una variante aggressiva hanno un accumulo rapido di linfociti leucemici nel midollo osseo e nei tessuti linfoidi che, progressivamente, portano a una carenza di tutti gli altri tipi di cellule e componenti essenziali del sangue, tra cui una estrema riduzione dei livelli di piastrine e dell’emoglobina, con effetti potenzialmente letali.

La forma aggressiva di Llc deve quindi essere trattata immediatamente. Ed è soprattutto per il sottogruppo di pazienti che presentano forme particolarmente aggressive, caratterizzate da alterazioni del gene p53, che la sperimentazione è fondamentale, avendo per esempio fatto emergere risultati promettenti per farmaci sperimentali come il bortezomib. Per la Llc indolente, invece, i medici spesso seguono una strategia di watch and wait, ovvero “osservare e attendere”, monitorando l’evoluzione clinica dei pazienti e iniziando i trattamenti farmacologici solo in caso di segni di peggioramento.

Il cancro e il cibo

Ma l’alimentazione può essere una causa o concausa di leucemie?
“La relazione esiste. L’argomento è dibattuto ma la scienza ci dice che i comportamenti alimentari comportano un rischio d’insorgenza del cancro – spiega Franca Raucci -. Per esempio, consumare cibi ricchi di grassi saturi, di zuccheri aggiunti, bevande altamente processate, può portare, oltre che a obesità e diabete, anche al cancro. Al contrario, cibi ricchi di fibre, verdure, frutta, cereali integrali e proteine più magre preservano l’organismo. Ovviamente l’alimentazione -conclude- è solo uno dei tasselli che fanno parte dei buoni stili di vita”.

Nonostante questo tipo leucemia insorga normalmente in età avanzata, “ciò che si fa da giovani, poi ci si ritrova da anziani“, sottolinea Raucci.
A livello preventivo, per il cancro ci vorrebbe dunque una dieta equilibrata e ricca di fibre.
“I cicli di digiuno -conclude l’esperta – possono aiutare il sistema immunitario a riconoscere le cellule anomale che si trasformano e diventano estranee all’organismo dando vita ai tumori e alla leucemia”.

 

Alberto Minazzi

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Tag:  ricerca, tumori