Dal 1 al 4 ottobre l’Arsenale ospita la quarta edizione del Salone dell’Alto Artigianato, la vetrina degli antichi mestieri e delle sperimentazioni contemporanee
C’è chi raccoglie fiori spontanei nei prati del Canavese per trasformarli in gioielli unici, chi alleva animali e dalla lana ricava capi caldi e naturali, chi restaura pianoforti ridando vita a strumenti storici, chi lavora con la cera persa o con il macramè, chi crea calzature come vere e proprie opere artistiche e chi realizza ombrelli preziosi per tessuti, disegno e impugnatura. Non mancano la manifattura veneziana tra perle in vetro e merletti di Burano e Pellestrina, mosaicisti, liutai, artisti che lavorano la pelle e creatori di illuminazione contemporanea. Tutto questo è il Salone dell’Alto Artigianato Italiano che per quattro giornate dal 1 al 4 ottobre all’Arsenale di Venezia offre l’occasione di esplorare il mondo degli antichi mestieri e dei materiali degli artigiani assieme alla creatività contemporanea.
Tra passato e futuro
Anche quest’anno il Salone celebrerà nel cuore della Laguna l’arte e la manifattura del nostro Paese mettendo in luce la creatività e il talento di maestri artigiani italiani provenienti da diverse regioni in vari settori. Gli artigiani presenti, che quest’anno sono oltre 140, permettono ai visitatori di scoprire cultura e tradizioni tipiche dei luoghi dai quali provengono.
Cuore dell’esposizione sono nove Tese dell’Arsenale, dove il percorso espositivo fa conoscere un lavoro fatto di passione, dedizione e cura per le opere realizzate con materiali che, grazie ad abili mani, si trasformano e diventano autentici capolavori.
La vetrina delle eccellenze
Tutti i prodotti esposti sono sinonimo del Made in Italy conosciuto e apprezzato nel mondo.
Tra le protagoniste della manifattura veneziana, vi sono le perle in vetro, riconosciute dall’Unesco come Patrimonio culturale immateriale, i merletti di Burano e Pellestrina e la presenza fisica di “impiraresse” (le donne veneziane che a partire dal XVIII secolo e fino al Novecento avevano il compito di infilare le minuscole perle di vetro, le conterie, prodotte nelle fornaci di Murano, ndr) e di merlettaie depositarie di tecniche di lavorazione tramandate nei secoli.

Il Salone dell’Alto Artigianato dedica anche particolare attenzione ai prodotti che uniscono creatività e responsabilità ambientale. Ecco che girando tra gli espositori si troveranno dunque anche borse e accessori realizzati recuperando pelli eccedenti dal settore dell’arredamento; sartorie che trasformano abiti vintage provenienti da circuiti sociali; servizi di upcycling che ridanno vita ai capi; produzioni sartoriali realizzate senza macchine per cucire e utilizzando materiali di recupero provenienti dagli scarti della grande distribuzione del lusso.
Il mestiere artigiano visto da vicino
Nei quattro giorni della manifestazione, promossa per il quarto anno dal Comune di Venezia e organizzata da Vela S.p.A. sono previsti in collaborazione con la Fondazione Musei Civici che espone nella Tesa 113, i lavori delle scuole e istituti attivi sul territorio veneziano e nazionale e propone oltre 70 dimostrazioni dal vivo nei vari stand di tecniche di lavorazione e realizzazione di oggetti.

Non solo dunque una vetrina delle eccellenze artigianali, ma uno spazio vivo di confronto e sperimentazione, un laboratorio di idee dove si incontrano il sapere della tradizione con le nuove tecnologie.
Silvia Bolognini






