LA NUOVA FRONTIERA DEL VIDEOGAME

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“Earth Invasion Pinball”: dopo il debutto su iPhone il videogame realizzato da Attiva sbarca ora anche su iPad
Ad un anno di distanza dal lancio del Basket Trainer, il simulatore di tiri a canestro per iPhone che ha riscosso grande successo, l’azienda veneta specializzata in internet e pubblicità Attiva, lancia un nuovo videogame per dispositivi palmari. Si chiama “Earth invasion pinball”, un gioco che riproduce a tutti gli effetti un flipper ma con l’aggiunta di tutti quegli elementi di spettacolarizzazione che solo l’informatica può fornire. Del nuovo gioco è già in commercio la versione per iPhone mentre è prossima al debutto la versione per iPad, la nuova piattaforma prodotta da Apple. Per scaricarlo basta utilizzare iTunes e andare su Appstore. «I dispositivi palmari, tra i quali i gettonatissimi iPad e iPhone appunto, hanno più di qualche similitudine con il flipper – spiega Michele Alzetta di Attiva – anche solo il fatto di poterli agitare proprio come si fa con il flipper crea qualche analogia sull’utilizzo. Abbiamo infatti previsto che si possa accompagnare la pallina con quelle classiche “spintarelle” tipiche della versione classica di tale gioco. Diversamente dai flipper tradizionali, però, abbiamo reso il gioco ulteriormente accattivante grazie ad una grafica elaborata, implementandola con una serie di effetti tipo esplosioni, fiamme e animazioni di camera. Per tradizione ogni flipper ha una sua caratterizzazione, noi abbiamo scelto un contesto fantascientifico ispirato ai modelli anni ’50. Una sorta di stile un po’ retrò, giocando sul contrasto tra innovazione e vecchi concetti di tecnologia».
Entrando nel “vivo dell’azione”, com’ è strutturato il gioco? «Si tratta di un flipper multilivello, che permette perciò di diversificare la giocabilità: si parte dal classico flipper con respingenti, per poi passare al “break out” dove si deve demolire una parete, per arrivare al terzo livello dove si deve abbattere gli ufo pronti ad invadere la terra, da cui appunto deriva il nome stesso del gioco. Il bello di questo tipo di videogame è che si possono aggiungere livelli in ogni momento e infatti stiamo già pensando di espanderlo ulteriormente».
Quali sono le maggiori difficoltà che si possono riscontrare quando si realizza un videogame? «Le difficoltà sono molteplici e anche le cose più banali in questi casi richiedono moltissimo lavoro: bisogna riuscire a prevedere ogni ipotetica azione del giocatore, anche la più priva di logica. Nel caso specifico basti pensare alle dinamiche e collisioni della pallina come pure alla gestione della gravità simulata. Questo richiede perciò attenzione massima e grandissima cura dei dettagli. La parte più complessa sta nella rifinitura e soprattutto occorre testare bene il gioco perché, in questo caso specifico, la pallina può finire ovunque».
Come mai Attiva ha scelto di dedicarsi, tra le molteplici altre cose, anche allo sviluppo dei videogame? «Direi che lo sviluppo di giochi per il web è nel nostro Dna. Storicamente Attiva ha infatti iniziato a lavorare in questo settore con gli advergame, ovvero giochi interattivi commissionati da grandi aziende per comunicare messaggi pubblicitari, sviluppare la brand awareness e generare traffico verso i siti. La naturale evoluzione ora è farlo per supporti più innovativi come iPhone e iPad con la possibilità che vengano commissionati per essere legati ad un brand specifico di un’azienda. D’altronde quello dell’intrattenimento digitale è un mercato in continua espansione ed è affascinante lo sviluppo di questi nuovi prodotti. Inoltre per gli informatici è anche un modo poi per esplorare le potenzialità delle nuove apparecchiature tecnologiche. Storicamente i giochi hanno sempre spinto al massimo le peculiarità dei pc. Spesso si arriva a trovare soluzione tecniche poi applicabili in altri ambiti informatici».
Il laboratorio creativo di Attiva è sempre all’opera per inventare qualcosa di nuovo e sorprendente. Quale sarà la prossima trovata? «Sarà una sorpresa che riguarda proprio Reyerzine, ma per ora deve restare ancora top secret».
DI PIETRO POLO
 

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