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La forza del destino

La forza del destino

Il “talento inatteso” di Giulia Semenzato: dal Diritto alla Lirica, da Mirano alla Scala


 

Dicono che ci sia un destino per ognuno di noi. Non importa quante lune passeranno prima che lo si incontri: è lì che ci aspetta. Giulia Semenzato non lo sapeva; ma nel suo, di destino, era scritto che sarebbe diventata un soprano.

Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, terzo anno, prima lezione di Arte scenica. Giulia Semenzato al suo insegnante: «Io vengo, perché voglio imparare a cantare in maniera un po’ più tecnica. Ma a me piace il jazz, non diventerò mai una cantante lirica». È il 2007. Giulia ha poco più che vent’anni, viene da Mirano, all’università frequenta un corso di Diritto internazionale e intanto studia musica. Una passione, quella per la musica, nata quando era ancora una bambina. Al cinema con la mamma, sul grande schermo vede un pianoforte e se ne innamora. A quei tempi è una passione che coltiva «a livello amatoriale, per divertimento».

Perché a quei tempi Giulia immagina che il suo futuro sarà all’insegna della legge.

«La musica è sempre stata importante per me, ha sempre accompagnato le mie giornate. In casa – racconta riavvolgendo il nastro dei ricordi – se ne ascoltava tanta. A mia mamma piaceva cantare, mio padre suonava il sassofono. Finite le medie musicali, ho studiato canto durante il liceo, mentre seguivo le lezioni di pianoforte al conservatorio. Ma studiavo canto moderno, pop e jazz. Di sicuro, non mi ero prospettata questa vita».

Il destino di Giulia ha però un richiamo irresistibile e le dà appuntamento: «Mai avrei pensato che le cose sarebbero andate in questa maniera. Almeno fino al quarto anno di conservatorio, quando ho capito che il canto lirico mi interessava veramente, che mi stava appassionando. È successo che ho conosciuto una bravissima insegnante, Silvia Da Ros, che è stata per me una maestra con la maiuscola e che ha scoperto il mio talento. Allora ho capito tantissime cose».

Oggi, che di anni ne ha 31, Giulia Semenzato è un soprano di fama internazionale. «Non riuscirei ad immaginarmi in un luogo che non sia il palcoscenico. È un lavoro che costringe a lunghi periodi lontano da famiglia e amici, per cui servono molti sacrifici e molto impegno. Ma non c’è altro modo in cui mi vedrei».

Da quando si dedica anima e corpo al canto lirico, occasione dopo occasione, la sua carriera esplode. Giulia vince concorsi prestigiosi, come ad esempio il “Toti dal Monte” di Treviso, grazie al quale porta in scena Elisetta dell’opera “Matrimonio segreto” di Cimarosa, prima vera esibizione da professionista. «Ricordo che ero molto agitata, ma anche che mi sono divertita parecchio a vestire i panni della sorella brutta ignorata dal conte che arriva in città». Poi le selezioni per partecipare al Festival di Aix-en-Provence, in Francia. Il concorso di “Canto barocco” di Innsbruck e quello di Bologna.

Si perfeziona alla Schola Cantorum di Basilea, in Svizzera. Si esibisce sui più prestigiosi palcoscenici d’Italia, dai teatri “La Fenice” di Venezia e “alla Scala” di Milano a quelli di Ravenna, Torino, Napoli, Catania, Firenze. E dà prova delle sue capacità in giro per l’Europa, spingendosi fino alla Cina. Interpreta con il suo colore di voce da “soprano lirico leggero” donne diverse, tutte affascinanti. «Non ho un personaggio preferito. Mi piace giocare con le personalità. Perché ogni personaggio ha delle sfumature che è bello approfondire. Da ognuno si può imparare qualcosa che potrà essere utile nella vita».

Tante le soddisfazioni, finora. E all’orizzonte, un futuro ricco. Come il 2018 e il 2019 che la attendono.

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