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La biblioteca dei ghiacci

La biblioteca dei ghiacci

Partito da Venezia il progetto per creare un archivio dei ghiacciai per salvaguardarne le informazioni per gli scienziati del futuro

 

Creare la prima “biblioteca” mondiale con archivi di ghiaccio prelevati da ghiacciai a rischio per il riscaldamento globale. Si pone un obiettivo ambizioso, ma altrettanto importante per le generazioni future, il progetto “Ice Memory”: una vera e propria “impresa scientifica”, che vede coinvolti Paesi come Stati Uniti, Russia, Bolivia, Brasile, Svezia, Svizzera, Austria, Germania, Giappone e Cina, che scendono in campo sotto l’egida dell’Unesco.

Ice Memory nasce nel 2015 da un’idea italo-francese, grazie ai paleoclimatologi Carlo Barbante, direttore dell’Istituto per la Dinamica dei processi ambientali del CNR (IDPA-CNR) e professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Jérôme Chappellaz del CNRS. Ha come obiettivo il prelievo di “carote patrimonio” dai ghiacciai per creare un archivio temporale che permetta di decifrare i processi del sistema climatico del passato e di migliorare le proiezioni su quelli futuri. L’idea degli scienziati di creare questo progetto è nata osservando l’aumento di temperatura di molti ghiacciai. In dieci anni, la temperatura dei ghiacciai è aumentata di 1,5/2 gradi. A questo ritmo si stima che la loro superficie subirà episodi di fusione sistematica da qui a qualche anno e questo potrebbe far sparire per sempre pagine uniche della storia del nostro ambiente.

Carotaggio, Col du Dome 2016 – PH© Sarah Del Ben wild Touch Fondation UGA

«Noi siamo l’unica comunità scientifica che lavora sul clima e vede sparire una parte dei suoi archivi. Era diventato urgente salvaguardare questo patrimonio per il futuro come il patrimonio mondiale dei semi conservato allo Spitsbergen» spiega  Jérôme Chappellaz, fondatore francese del progetto. «La nostra generazione di scienziati, testimone del riscaldamento globale, ha una grande responsabilità verso le generazioni future. Per questo doneremo i campioni di ghiaccio provenienti dai più fragili ghiacciai alla comunità scientifica dei decenni e dei secoli a venire, quando tali ghiacciai saranno scomparsi o avranno perso la qualità dei loro archivi», aggiunge Carlo Barbante, promotore italiano del progetto e professore del dipartimento di Scienze ambientali, Informatica e Statistica di Ca’ Foscari.

La prima tappa di questo progetto ha interessato il ghiacciaio Col du Dôme sul Monte Bianco, dove si sono prelevate a 4300 metri di quota le prime carote di ghiaccio. Trasportate per nave e veicolo cingolato sugli altipiani antartici, saranno conservate in tutta sicurezza a -54° nella base Concordia, gestita dell’Istituto polare francese Paul Emile Victor e dal suo partner italiano, il programma nazionale ricerche in Antartide. Nel 2017, gli scienziati si sono posti due obiettivi: i 6.300 metri del ghiacciaio Illimani sulle Ande Boliviane e i 4.300 metri del Grand Combin (Svizzera), dove raccogliere carote di ghiaccio da conservare in “condizioni naturali” in Antartide, a beneficio delle prossime generazioni

di scienziati.

Il vivace mondo universitario di Venezia, dunque, si pone ancora una volta in prima fila in un progetto di interesse e respiro planetario. «Ice Memory – commenta il rettore di Ca’ Foscari, Michele Bugliesi – rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione internazionale a livello mondiale, che la nostra università ha promosso e sostenuto sin dalle fasi iniziali del progetto. L’implementazione di protocolli internazionali, sotto l’egida dell’Unesco, potrà dare a Ice Memory la forza e la visibilità per proiettarlo verso il futuro».

«L’Italia – sottolinea Massimo Inguscio, presidente del CNR – è stato il Paese che ha promosso questo progetto internazionale e il CNR, con la sua rete scientifica sul territorio italiano e nel mondo, tra cui le basi in Artide e Antartide, sta contribuendo in modo sostanziale all’implementazione di Ice Memory. Le informazioni contenute nel ghiaccio sono un patrimonio mondiale di valore inestimabile per le generazioni future di scienziati, per la salvaguardia del pianeta e per il benessere dell’umanità

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