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Jesolo: riprendono gli studi sul relitto ottocentesco naufragato nella Laguna del Mort

Jesolo: riprendono gli studi sul relitto ottocentesco naufragato nella Laguna del Mort

Durante l’estate, nuovi rilievi e campionamenti sulla Cannoniera di Eraclea

Alla scoperta dei tesori sommersi di cui il mare può essere ricco e che devono essere valorizzati.
E’ questo l’obiettivo del progetto di archeologia subacquea che Parte da Jesolo per verificare lo stato di conservazione del primo relitto scoperto di fronte alla Laguna del Mort, conosciuto come “Cannoniera di Eraclea”.
Una proposta che è stata accolta dal Ministero della Cultura e dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso e che diventarà presto realtà.
A breve, quindi, inizieranno nuovi studi sul ritrovamento che avranno lo scopo di valutare le condizioni in cui si trova e individuare nuovi reperti.

reperti

Un progetto scientifico di archeologia costiera e subacquea

L’iniziativa si svilupperà attraverso l’esecuzione di nuovi rilievi e campionamenti per promuovere l’importanza della conoscenza e tutela delle testimonianze sommerse del passato.
Il tutto in linea con gli auspici della Convenzione UNESCO per la protezione del patrimonio culturale subacqueo. Le attività di studio e ricerca si svolgeranno nel corso dell’estate senza interferire sulla stagione balneare e nel massimo rispetto dei limiti di legge.
Un vero e proprio progetto scientifico di archeologia costiera e subacquea con indagini strumentali su tutti i siti e anche la loro “pulizia” per permettere di riprenderli nel modo più efficace.
I dati raccolti successivamente saranno digitalizzati in modo da poter in seguito ricostruire virtualmente i siti archeologici sommersi. Oltre a verificare lo stato di conservazione del relitto “cannoniera di Eraclea”, è prevista anche l’acquisizione di ulteriori dati in vista della prosecuzione del progetto nei prossimi anni.
Una campagna archeologica a tutti gli effetti, sulla quale scommettere anche in virtù di un futuro turismo subacqueo.

jesolo
Un archeologo sub mentre esegue dei rilievi

Una nuova frontiera

I percosi italiani subacquei da scoprire sono molti e non è escluso che, anche per il litorale di Jesolo e dei comuni limitrofi, questi ritrovamenti aprano a una nuova frontiera turistica.
In una mappatura del 50% dei fondali italiani, sono stati censiti oltre 1.500 tra siti e relitti sommersi.
Quel che resta di antiche imbarcazioni, navi, o anche di aerei della prima e seconda guerra mondiale e in alcuni casi di interi agglomerati urbani viene preservato in loco ma, come dimostrano alcunipercorsi/itinerari di visita o parchi archeologici subacquei visitabili in Italia, possono essere oggi più facilmente accessibili.

I fondali marini nascondono numerosi siti archeologici di interesse

L’attenzione al mondo sommerso è significativa da parte delle Soprintendenze lungo tutto l’arco costiero nord – adriatico.
Gli studiosi anche in collaborazione con le Forze dell’Ordine tra le quali il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, la Capitaneria di Porto, la Guardia di Finanza, le Università e le associazioni di subacquei sportivi, hanno portato di recente a importanti scoperte emerse dai fondali.
In Italia sono circa mille i siti archeologici finora mappati e schedati nel Sistema Informativo Geografico del Ministero della Cultura.
Ma le acque di mari, fiumi e laghi ne nascondono molti di più.
Sono veri e propri scrigni di tesori che vanno dall’età preistorica a quella fenicia, greca, romana, rinascimentale. Fino ad arrivare ai resti della seconda guerra mondiale.

Poppa di un relitto di una nave affondata nella seconda guerra mondiale

La cannoniera di Eraclea

La cannoniera di cui si cerca di ricostruire la storia è colata a picco davanti a Eraclea, di cui ora porta il nome.
I primi resti sono stati rinvenuti alcuni anni fa.
In realtà quanto trovato nella Laguna del Mort ha portato gli esperti a credere che i relitti siano due: appunto “Eraclea 1” ed “Eraclea 2”.
Due cannoniere, quindi due imbarcazioni da guerra presumibilmente di metà Ottocento.
Un brigantino veneziano giace invece sulle acque davanti a Jesolo.
Datata tra la fine del II e l’inizio del I sec A.C è infine una nave con un carico di anfore affondata a 12 miglia da Caorle e ritrovata nel 1992 a 30 metri di profondità.

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