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E' arrivato l'inverno. Ma l'acqua alta resta fuori dalla Laguna

E' arrivato l'inverno. Ma l'acqua alta resta fuori dalla Laguna
neve vicenza inverno 2020

Neve in pianura, prevista acqua alta a Venezia. Sollevate le barriere del Mose

Il sole del weekend natalizio è già un ricordo. Vento freddo e neve, anche in pianura, confermano che anche in Veneto è arrivato l’inverno.
Con una combinazione di condizioni favorevoli anche al fenomeno dell’acqua alta, che si è presentata puntuale, alle bocche di porto della Laguna. Dove però ha trovato, ancora una volta in questo 2020, le barriere del Mose a impedire l’allagamento della città storica di Venezia.

Acqua alta fino a 138 cm

Non ci sono dubbi, stavolta: le previsioni del Centro maree del Comune di Venezia sono state confermate nei fatti.
La massima prevista in mare, che ha spinto le autorità competenti ad autorizzare il sollevamento delle barriere alle tre bocche di porto prima delle 6 di mattina, è arrivata attorno alle 10.30.

barriere Mose a Malamocco
barriere Mose a Malamocco

Si sono registrati 138 cm al Lido, 135 a Malamocco e 137 a Chioggia, sia pure in un’unica battuta. Grazie alla chiusura delle paratoie a quell’ora, alla Punta della Salute il mareografo indicava, per la marea interna, 62 cm.

Una marea legata alla pressione

“L’evento di oggi – spiega Alvise Papa, responsabile del Centro maree – è stato in gran parte generato dalla pressione atmosferica. Particolarmente significativi sono risultati l’abbassamento della pressione locale a Venezia e la grande differenza di pressione tra Adriatico settentrionale e meridionale, che ha spinto i flussi di acqua verso nord. La fortuna è che l’effetto combinato dei vari fenomeni si è sommato al minimo astronomico della marea. Anche se questo, nei fatti, ha giocato un ruolo relativo, essendo intervenuto il Mose”.

Il ruolo del vento

Se, stavolta, il vento ha giocato un ruolo relativo nella determinazione della massima, un effetto particolare si è però generato nel passaggio dall’iniziale bora al successivo scirocco. “Fino alle 10 – sottolinea Papa – a Venezia c’erano 20 cm meno di Chioggia e a Burano addirittura 30. Non appena è girato il vento, la proporzione si è subito invertita, passando a 10 cm in più a Venezia rispetto a Chioggia”. È per questo che, nonostante il calo della marea (dai 128 cm delle 10.10 nella piattaforma del Cnr in mare il deflusso registrato è stato molto rapido), a Punta della Dogana l’acqua è continuata a salire anche dopo le 10.30. Pur senza superare livelli critici, ma spingendosi oltre i 70 cm. Misure che non compromettono la città, rimasta ancora una volta grazie al Mose all’asciutto.

Le previsioni per i prossimi giorni

Gli esperti del Centro maree confermano intanto, per il 29 e il 30 dicembre, valori di marea attesi ancora “in quota Mose”, ovvero tra 125 e 130 cm. Non a caso, l’intenzione del Provveditore alle Opere pubbliche (che decide la chiusura delle barriere insieme al commissario per il Mose) sembra essere quella di chiudere le paratoie anche nei prossimi giorni. “Il fenomeno perturbativo rapido – dà la spiegazione scientifica Papa – porterà l’instaurazione del fenomeno della sessa, che dovremo rivalutare anche per i primi giorni del 2021”.

La sessa e l’accumulo

In pratica, è esattamente quello che accade quando si lancia un sasso in uno stagno, con un’onda che spingerà l’acqua dell’Adriatico verso nord. E se il contributo del meteo perderà di ampiezza, il fenomeno dell’accumulo anticiperà l’orario in cui le masse d’acqua arriveranno verso la Laguna. I tempi in cui queste componenti manifesteranno al massimo il proprio effetto, cioè, si avvicineranno a quelli della massima astronomica. Determinando, al tirare delle somme, una situazione sostanzialmente analoga a quella verificatasi oggi, sia pure sulla base di una diversa combinazione tra le varie componenti che causano l’acqua alta.

È arrivata la neve

Intanto, dopo il crollo delle temperature e le copiose nevicate sulle montagne venete dei giorni scorsi, con conseguente allarme per il pericolo-valanghe, la neve ha raggiunto nelle ultime ore anche la pianura.
Il Vicentino e il Veronese sono state le province maggiormente interessate dalle spruzzate bianche, che non hanno risparmiato comunque nemmeno il Padovano e il Trevigiano. A Venezia, invece, si è verificata solo una leggera nevicata nella notte. Tant’è che già alle 9.38 di mattina Protezione civile e Polizia locale hanno potuto dichiarare il termine dello stato di preallarme per possibili nevicate. In ogni caso, il Comune aveva già attivato a partire dalla serata di domenica 27 dicembre il piano-neve, facendo entrare in funzione dalle 22 i mezzi spargisale per garantire la sicurezza della circolazione automobilistica.

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