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INNOVAZIONE SVILUPPO E OCCUPAZIONE

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Grow or Go. Smart city e città metropolitana: quale futuro per Venezia? Questo il titolo dell’evento dedicato al territorio veneziano e organizzato da Zintek Srl, azienda con sede a Porto Marghera, produttrice del laminato in zinco-titanio zintek®

La centralità della evoluzione metropolitana del nostro territorio è testimoniata da un interesse crescente da parte dei vari soggetti protagonisti nella nostra area. Un esempio significativo in questo senso è l’evento Grow or Go. Smart city e città metropolitana: quale futuro per Venezia?, dedicato al territorio veneziano e organizzato da Zintek Srl. Un’azienda del nostro territorio che si è fatta promotrice, con questo convegno, di una nuova forma di dialogo fra pubblica amministrazione e imprese. Azienda con sede a Porto Marghera, nata nel 2003, Zintek è produttrice del laminato in zinco-titanio zintek®, e fornisce qualsiasi soluzione legata all’applicazione di questo prodotto. Oggi è il punto di riferimento per la realizzazione di coperture, facciate e lattonerie in zinco-titanio adatte a qualsiasi contesto: dal nuovo edificio al restauro conservativo, fino alla rigenerazione di fabbricati in disuso. Oltre ad aver saputo accumulare una serie di collaborazioni eccellenti, su scala nazionale e nel territorio locale, negli ultimi anni Zintek ha rivolto l’attenzione anche al progetto per il recupero e la riqualificazione di Porto Marghera, concepito secondo i criteri di sostenibilità illustrati dagli obiettivi 202020: -20 % emissione di anidride carbonica, +20% uso di fonti rinnovabili e +20% di risparmio energetico, da raggiungere entro il 2020. Ne sono esempio alcuni progetti di rigenerazione edilizia e urbanistica come la Cittadella dell’Edilizia, progettata dall’architetto Giovanni Caprioglio e inaugurata nel novembre 2013. Proprio lì Zintek ha organizzato il 10 gennaio scorso il convegno che ha raccolto in due tavoli di lavoro – l’uno tecnico e l’altro istituzionale – i principali rappresentanti degli organismi che operano sul territorio veneziano. Abbiamo chiesto all’amministratore unico di Zintek, Gianni Schiavon, di parlarci di questo evento.
Perchè avete organizzato l’evento Grow or go? «Perché sentiamo che è giunto il momento di passare dal dire al fare. Siamo convinti che possiamo e dobbiamo superare la crisi e cominciare a crescere, ma per farlo dobbiamo essere tutti uniti e disposti a cambiare. Per questo abbiamo voluto invitare i rappresentanti delle realtà del territorio per discutere di risorse e opportunità per il futuro».
Perchè proprio Zintek ha scelto di organizzare questo incontro? «La nostra azienda racchiude in sé la cultura della metallurgia, fatta di esperienza, competenza e professionalità. Ha saputo adattarsi ai cambiamenti storici e a nuove esigenze e nuovi scenari, scegliendo di non delocalizzare e di restare fedele ai suoi valori. Come azienda di Porto Marghera, ci sentiamo profondamente legati al nostro territorio e vogliamo essere in prima linea nei progetti per il suo futuro».
Quali sono i valori che guidano Zintek? «Zintek si impegna per creare sviluppo e occupazione, lavorando NEL territorio e PER IL del territorio. Da sempre crediamo nell’importanza dell’innovazione, dello sviluppo e della formazione, e investiamo tempo e risorse per comunicare questi valori».
Come applicate nel concreto questi valori? «Ogni giorno lavoriamo per migliorare la qualità del nostro prodotto e per perfezionare la nostra organizzazione, e questo ha fatto e fa la differenza in un mercato impegnativo come questo. Negli anni siamo passati da produttori di una lamiera industriale a società che offre consulenza e formazione per l’applicazione della stessa. Così abbiamo dimostrato come sia possibile anche oggi collocarsi con successo in una nicchia di qualità, creando un modello di “cantiere permanente” virtuoso, replicabile ed esportabile».
Come vedete il futuro nel settore dell’architettura e dell’edilizia? «Crediamo che la nuova frontiera dell’architettura e del costruire non sarà più solo il nuovo, ma la rigenerazione dell’esistente, che dovrà passare per la riqualificazione energetica degli edifici secondo gli obiettivi 202020. Noi li vediamo come una grande opportunità (forse l’unica) per programmare azioni concrete per la salvaguardia dell’ambiente e del nostro territorio».
Come si inserisce il laminato zintek® negli obiettivi 202020? «Il nostro laminato utilizzato in copertura o facciata diventa la pelle di rivestimento degli edifici e, abbinato a un pacchetto di alta efficienza energetica permette di rispondere alle esigenze di un’architettura sostenibile, che utilizzi materiali all’avanguardia e a chilometro zero, com’è il nostro laminato».
Ha in mente un progetto realizzato che risponda a queste caratteristiche? «Certamente: il quartiere Le Albere di Trento progettato da Renzo Piano, al quale come Zintek abbiamo avuto la capacità, e la fortuna, di partecipare. Un’opera grandiosa, che ha riqualificato un’area industriale creando un nuovo polo abitativo, culturale e commerciale a misura d’uomo. Un esempio emblematico di come la collaborazione tra pubblico e privato possa generare risultati eccellenti».
Come far sì che il rapporto tra pubblico e privato funzioni? «Questo è uno dei motivi per i quali abbiamo organizzato l’evento, invitando professionisti, costruttori, imprenditori, parti sociali, Confindustria e la pubblica amministrazione a tutti i livelli, per confrontarci sulle opportunità in modo positivo e trasparente».
Perché avete scelto proprio questa sede per il convegno? «Perché si trova a Porto Marghera, ed è un esempio di progettazione “virtuosa”, costruita con risorse a km zero e secondo criteri di efficienza energetica. Perché un bel progetto e poi, diciamocelo… perché è interamente rivestito di zintek®! Battute a parte, la Cittadella dell’Edilizia non è solo un edificio bello e funzionale, ma è un esempio di collaborazione fra il mondo della progettazione e della costruzione da un lato, e quello dell’industria e dell’artigianato dall’altro. Inoltre è anche un segnale potente di un’inversione di tendenza e dimostra che, nonostante il periodo difficile, progettisti, amministratori, produttori e installatori veneziani sono pronti a rimboccarsi le maniche per cambiare le cose».
Che cosa è emerso dal convegno? «Si è parlato di città metropolitana, semplificazione, riconversione di Porto Marghera in chiave ecosostenibile. E ancora di innovazione, industria, logistica. Si sono affrontati temi delicati come il governo del futuro ente Città metropolitana, la Legge speciale per Venezia, le nuove bonifiche di Porto Marghera, l’alleggerimento dell’iter burocratico che rallenta gli investimenti nazionali e internazionali. Ma soprattutto è emersa una volontà comune di lavorare insieme su politiche di sviluppo chiare e condivise tra tutti».
Come riassumerebbe in poche parole il senso dell’incontro? «Se la crisi ci ha insegnato una cosa, è che da soli non si va da nessuna parte. O si cresce, facendo realmente squadra ciascuno per la propria parte, o si abbandona il campo e si scompare. Ma noi non possiamo abbandonare il campo, perché abbiamo la responsabilità morale di assicurare un futuro migliore a noi e ai nostri figli. Insieme».
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«Crediamo che la nuova frontiera dell’architettura
e del costruire non sarà più solo il nuovo,
ma la rigenerazione dell’esistente,
che dovrà passare per la riqualificazione energetica
degli edifici secondo gli obiettivi 202020.»

 

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