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In vigore il Dl Aiuti bis: a ottobre bonus 200 euro a 3 milioni di partite iva

In vigore il Dl Aiuti bis: a ottobre bonus 200 euro a 3 milioni di partite iva

L’esercito dei bonus: ulteriori 244 mila lavoratori dapprima esclusi e 3 milioni di partite iva riceveranno l’indennità a ottobre

Il decreto Aiuti bis (Dl 115/2022) è entrato in vigore con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
E dà modo a circa 3 milioni di partite Iva con reddito fino a 35 mila euro di beneficiare del bonus da 200 euro previsto in una prima fase solo per i lavoratori dipendenti.
Per commercianti, artigiani, professionisti iscritti alle casse, professionisti esclusivi e coltivatori diretti, infatti, sono stati accantonati i 600 milioni di euro necessari per far fronte alla misura.
Ma non saranno i soli ad aggiungersi alla lunga lista compresa nell’ultima versione del decreto.
La platea interessata dal bonus, infatti, si è allargata a lavoratori appartenenti alle categorie prima escluse.
Si tratta di circa 40 mila beneficiari tra cassintegrati e lavoratrici rientrate dalla maternità, di 56 mila dottorandi e assegnisti di ricerca e di 148 mila collaboratori sportivi.
Per tutti loro, valgono i parametri di riferimento della prima tranche di copertura del bonus inserito nelle buste paga di luglio.
Il tetto massimo del reddito annuo resta quindi di 35 mila euro e il diritto sarà automatico, previo invio di un’autodichiarazione in cui si attesta di non averne già beneficiato attraverso altro datore di lavoro.
Fatto questo, il bonus sarà riconosciuto con la busta paga di ottobre
Infine, il bonus andrà anche ai disoccupati titolari, sin da giugno, di Naspi e Dis-Coll, così come di disoccupazione agricola e ex indennità Covid 2021.
Non saranno tenuti a presentare nulla: i 200 euro giungeranno, anche per loro a ottobre, direttamente dall’Inps.
Finora, per il bonus 200 euro, introdotto per aiutare le famiglie a far fronte all’inflazione, il governo ha erogato 6,3 miliardi di euro.
Al decreto è stata allegata anche una relazione tecnica relativa all’anticipo della rivalutazione delle pensioni (2% in più, da ottobre) e del conguaglio rispetto all’inflazione 2021, per la quale, dall’1 novembre, sarà riconosciuto uno 0,2% in più.

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