IN CONTINUA EVOLUZIONE

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Sempre più persone e aziende del nostro territorio investono nella formazione permanente

La formazione permanente o Lifelong Learnig, ovvero l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, è ormai da molti anni argomento oggetto di discussioni a livello nazionale ed internazionale. Definibile come – qualsiasi attività di apprendimento avviata in ogni momento della vita, volta a migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una prospettiva personale, sociale e occupazionale – richiede certamente un approccio calibrato sulle esigenze del singolo. Nella società contemporanea basata sulla conoscenza, continuare a formarsi per tutto il corso della vita è una delle condizioni più importanti per permettere alle società di evolversi e mantenere un alto livello di  competitività nel contesto internazionale. Lo stesso Consiglio europeo di Lisbona del 2000 ha ribadito che l’apprendimento permanente è una componente basilare del modello sociale europeo e un’alta priorità nella strategia europea per l’occupazione; viene quindi chiamato a svolgere un ruolo fondamentale ai fini di rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone di accedere al mercato del lavoro o ne limitano le possibilità di carriera al suo interno.
E’ indubbio infatti, e si può cogliere ancora di più in questo periodo storico, in cui l’economica globalizzata sta vivendo per la prima volta un momento di recessione a livello planetario, che la formazione sia un plus, una opportunità in più per competere nel mercato del lavoro. E non stiamo parlando di addestramento tecnico. Vi sono infatti due aspetti dei quali tener conto quando si parla di formazione. Da un lato, l’addestramento e aggiornamento tecnico che consente di stare al passo con le innovazioni tecnologiche, dall’altro la formazione permanente che, tenendo allenata la mente, consente di cogliere opportunità che altrimenti potrebbero andare a beneficio di altri. Questi due aspetti risultano fondamentali per garantirsi una buona occupazione in un mercato del lavoro competitivo e globale; anche secondo un recente rapporto dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) risulta sempre più evidente la relazione tra l’apprendimento e l’investimento nel capitale umano con un aumento del PIL, ma anche con una maggiore partecipazione civica ed un maggiore senso di benessere.
Il fenomeno della globalizzazione ha reso ancor più centrale il tema della formazione permanente; già oggi ma ancor più nei prossimi anni, la concorrenza nel mercato del lavoro, non solo dal punto di vista delle aziende ma anche delle persone, verrà dagli altri paesi europei, ma anche dai paesi asiatici o africani. Lo sviluppo delle tecnologie informatiche ha accorciato le distanze rendendo conveniente utilizzare risorse di altri paesi. Risulta chiaro quindi come la formazione e l’aggiornamento non siano più un servizio in più alle persone ed alle loro aziende, ma sia diventata un obbligo; l’alternativa è una diminuzione della competitività del sistema Italia in generale. Ovviamente, così come persone ed aziende devono entrare nella logica di una formazione continua, anche dal punto di vista degli enti di formazione, l’offerta deve basarsi su una migliore comprensione dei bisogni di apprendimento dei cittadini e della società in senso lato, nonché del mercato del lavoro; è essenziale lavorare per trasformare le imprese in aziende orientate all’apprendimento.
Non più quindi proposte standard “a catalogo” ma corsi personalizzati, tagliati su misura degli utenti; non più “corsifici” ma proposte formative che durino il giusto e con contenuti che siano quel che servono all’azienda senza ore aggiunte inutilmente. In definitiva, solamente con una maggiore sensibilizzazione delle persone e delle aziende e con una offerta formativa qualitativamente adeguata, si potrà arrivare all’incrocio domanda offerta che garantisca lo sviluppo della formazione permanente così importante per il futuro della nostra economia.
DI WALTER BIANCHI*
*DIRETTORE UMANA FORMA SRL

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