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Il “pluri” laureato

Il “pluri” laureato

A 83 anni, il padovano Luigi Milana consegue la settima laurea: «…e mi sento ancora così ignorante»

 

Incontrando Luigi Milana nella sua casa di Pontelongo, vicino a Padova, dove vive assieme alla moglie Paola, si scopre di avere a che fare con un elegante, simpatico e saggio signore d’altri tempi: 83 anni e un bagaglio culturale di sette lauree, sette allori in materie umanistiche conseguiti a partire da prima della pensione. «Mi sento ancora così ignorante, ma mi ritengo molto fortunato per aver avuto la possibilità di immergermi nella cultura, nonostante una giovinezza difficile e una vita lavorativa molto impegnativa» commenta Luigi.

La vita di Luigi Milana è stata una vita di sacrifici, ma è stata anche costellata da affetto, quello della moglie e dei figli che l’hanno sempre sostenuto, e da un vivace impegno culturale. Orfano a dieci anni a causa della guerra (il papà morto in Africa e la mamma nel primo bombardamento aereo di Pontelongo), fu costretto a crescere in fretta e ad avere fin da subito un riscontro con la vita vera. Trascorso il periodo scolare nel collegio Berto Barbarani di Verona e conseguito il diploma di perito meccanico presso l’istituto Ferraris, non avendo il sostentamento per continuare gli studi ha iniziato subito a lavorare nello zuccherificio di Pontelongo, per poi passare ai Cantieri navali e officine meccaniche dell’Arsenale di Venezia, dove ha trascorso buona parte dei 48 anni della sua attività lavorativa, dapprima come dipendente, poi come consulente tecnico e direttore di industrie di costruzioni meccaniche.

Quando e come ha sentito la voglia di iniziare l’università?

Ho avuto il desiderio di studiare fin dai primi anni della scuola media superiore e, con il trascorrere del tempo, questo si è reso sempre più pressante, pur sapendo che mi sarebbe stata impossibile l’iscrizione universitaria: non avevo una famiglia a mio sostegno ed era necessario trovarmi un lavoro quanto prima. Se avessi potuto mantenermi agli studi, mi sarei iscritto a ingegneria meccanica, avendo una formazione di base decisamente matematica.

Cosa l’ha spinta a seguire un curriculum umanistico quando poi ha avuto la possibilità di frequentare l’università?

Mi hanno sempre appassionato la letteratura, la storia, la filosofia e cercavo – e spesso trovavo – momenti per dedicarmi alla lettura dei testi classici italiani, latini, greci. Quando, a 48 anni, gli impegni di lavoro sono diventati meno pressanti, a mia moglie, appassionata di letteratura italiana, è venuta l’idea di iscrivere entrambi a Lettere all’Università di Padova: il giorno dopo lo ha fatto, lei da frequentante, io da studente lavoratore. Era l’inizio dell’anno accademico 1981/82.

Dopo tutto questo bagaglio di cultura e di sapere, come sono cambiati la sua vita e il suo pensare?

È stato l’inizio di nuove, inaspettate, bellissime esperienze per me e mia moglie Paola e per i nostri due figli, Piero ed Elisabetta, allora studenti liceali. Eravamo una famiglia di studenti, tutti e quattro molto impegnati nello studio e nelle attività di ogni giorno. Di certo la nostra vita è cambiata, ma credo che nessuno di noi se ne sia mai accorto. Ciascuno, da subito, si è agevolmente e piacevolmente conformato ai cambiamenti di indirizzo culturale e ai nuovi e inconsueti ritmi familiari. Ammetto che, prima di ogni mia nuova iscrizione, mi sono confrontato con mia moglie: il mio impegno universitario, che si ripeteva anno dopo anno, coinvolgeva anche lei e lasciava poco spazio al tempo libero di entrambi. Tuttavia, posso dire senza dubbio che la cultura cambia radicalmente la persona, dal pensiero al proporsi alla vita. Credo sia quanto è avvenuto in me.

Da “studente” avrà condiviso sicuramente il banco con gli studenti più giovani. Che idea si è fatto degli universitari di oggi?

Sui banchi di scuola mi sono trovato a mio agio. Un po’ meno agevole, credo, sia stato per i miei compagni di studi. Inizialmente mi scambiavano per un insegnante; poi, gradualmente, mi hanno accettato (quasi) come uno di loro. Io ho sempre dato loro la massima confidenza e cercato la loro amicizia. Non sempre sono riuscito nel mio intento, persisteva un minimo di diffidenza. D’altronde il loro atteggiamento era comprensibile: lo studente che si trovavano seduto accanto aveva sessant’anni più di loro!

Prossima laurea?

No, no basta così… altrimenti chi la sente mia moglie

Le lauree di Luigi Milana

1986
Laurea in Lettere
voto: 106/110

1996
Diploma (corso
triennale) di Teologia
voto: Ottimo con lode

2004
Laurea di 1° livello
in Filosofia
voto: 106

2005
Laurea Specialistica
in Filosofia
voto: 110

2006
Laurea Specialistica in Storia moderna e contemporanea
voto: 110

2009
Laurea Magistrale
in Scienze storiche
voto: 110 con lode

2015
Laurea Magistrale
in Scienze delle Religioni
voto: 110 con lode

2016
Laurea Magistrale
in Filologia moderna
voto: 110 con lode

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