Una ricerca condotta al largo di Venezia ha individuato una persistente oscillazione giorno-notte nei segnali acustici ad alta frequenza. Il fenomeno potrebbe aiutare a sviluppare nuovi indicatori dello stato degli ecosistemi marini
L’aspetto del mare così come siamo soliti osservarlo è una vera e propria carta d’identità in tempo reale dello stato dell’ecosistema. Dalla colorazione dell’acqua allo stato della superficie si possono comprendere molte cose, ad esempio se l’acqua è blu intenso significa che è molto profondo e l’acqua biologicamente pulita; se verde o smeraldo rivela la presenza di fitoplancton e micro-alghe; se giallo o marrone la vicinanza alla foce di un fiume; se calmo l’assenza di vento; se presenta onde lunghe e regolari sono il segnale di una tempesta passata o lontana centinaia di chilometri.
Forse pochi però sanno che sotto l’acqua pulsa il “cuore” del mare, il cosiddetto “soundscape sottomarino”, ovvero il messaggio sonoro generato dall’insieme dei processi fisici, biologici e antropici che ne caratterizzano l’ambiente rivelando il suo stato di salute. A dirlo è uno studio di un team di ricerca multidisciplinare del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, nell’ambito del progetto PRIN SEAmPhonia, descritto sulla rivista Ecological Indicators.

L’approccio innovativo
“Lo studio basato sul “soundscape sottomarino” si sviluppa attraverso l’osservazione del campo acustico, quindi dei segnali che produce, nel suo complesso andando oltre gli approcci tradizionali basati su singole sorgenti sonore o sulle basse frequenze associate al traffico navale”, spiega Angela Pomaro, dell’Istituto di Scienze Marine CNR-SMAR, che ha condotto lo studio assieme a Pier Francesco Moretti del Dipartimento del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente CNR-DSSTTA e Silvano Buogo dell’Istituto di Ingegneria del Mare CNR-INM.
La ricerca è stata condotta con l’installazione di diversi idrofoni, microfoni appositamente progettati per registrare i suoni sott’acqua, nell’ambito di varie campagne sperimentali nella piattaforma oceanografica Acqua Alta nel Mare Adriatico al largo di Venezia, un’eccellenza scientifica italiana con caratteristiche di rilievo internazionale.
“L’importanza di questo metodo innovativo è promettente – precisa l’esperta-. Al momento è stato sviluppato per il Nord Adriatico ma a breve sarà trasportato in altri siti e ciò potrà permettere di capire se quanto rilevato è caratteristico di una determinata zona o ha caratteristiche comuni con altri”.

Il “battito” che svela la salute degli ecosistemi marini
Grazie ai dati che sono stai raccolti nella piattaforma a Venezia, i ricercatori hanno individuato una persistente oscillazione giorno-notte dei segnali acustici ad alta frequenza non riconducibili ai soli fattori fisici ambientali.
“La presenza di segnali sonori indica che c’è vita e abbiamo osservato un “battito” costante, capace di raccontare le caratteristiche e le dinamiche dell’ecosistema – racconta la ricercatrice -. Il paesaggio sonoro sottomarino può funzionare come un termometro della salute del mare: permette di monitorare in modo continuo e non invasivo lo stato complessivo dell’ecosistema e di individuare tempestivamente eventuali cambiamenti, che dovranno poi essere approfonditi per comprenderne le cause. E’ necessario monitorare diverse variabili, ma, essendo l’ecosistema marino un sistema complesso, non è possibile valutarlo come una semplice somma delle singole componenti: è necessario considerarlo nel suo insieme”
Silvia Bolognini



