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Il Governo disegna la cornice del prossimo bilancio: meno tasse, più reddito

Il Governo disegna la cornice del prossimo bilancio: meno tasse, più reddito
Mario Draghi presidente del Consiglio dei ministri

Il Consiglio dei Ministri, al termine di una riunione durata 2 ore e 40 minuti seguita alla Cabina di regia del mattino, ha approvato all’unanimità, nella serata di martedì 19 ottobre, il Documento programmatico di bilancio, che sarà ora inviato alla Commissione Europea.
Si potrà quindi procedere, forse la prossima settimana, col varo della Legge di bilancio.
La “cornice” macroeconomica della prossima manovra finanziaria 2022, che dovrebbe complessivamente ammontare a 23 miliardi di euro, l’1,2% del pil, è quindi disegnata. E prevede un taglio delle tasse da 8 miliardi di euro.
Sarà rifinanziato il reddito di cittadinanza e ridotto il cuneo fiscale, in modo tale che il costo del lavoro gravi meno sulle imprese e che le retribuzioni siano un po’ più alte. Un fondo di un miliardo di euro andrà invece ad ammortizzare l’aumento delle bollette.

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Ma sono numerose le questioni che necessitano ancora di una maggiore definizione dei dettagli concreti di applicazione all’interno del confronto politico. A partire dalla riforma delle pensioni.

Pensioni: da quota 100 a quota 102 e 104?

La revisione dei criteri per accedere al pensionamento anticipato, in considerazione del termine di “quota 100” previsto per fine 2021 resta in stand by.
La nota emessa al termine del Consiglio dei Ministri ribadisce infatti solo che “vengono previsti interventi in materia pensionistica, per assicurare un graduale ed equilibrato passaggio verso il regime ordinario”. Regime che prevede un’età anagrafica minima di 67 anni, a fronte dei 64 su cui si sta ragionando per il prossimo anno.
La linea prospettata dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, sostenuta fin dalla Cabina di regia anche dal premier Mario Draghi, prevederebbe come requisito per richiedere il prepensionamento il raggiungimento di “quota 102” (sommando età e anni di contributi) nel 2022, con un nucleo di meno di 50 mila potenziali fruitori, e “quota 104” nel 2023. Al riguardo, sarebbe però stata espressa una “riserva politica” da parte della Lega, lasciando aperte tutte le ipotesi. “Escludo però qualsiasi ritorno alla legge Fornero”, si è per ora limitato a dichiarare il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti.

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Rifinanziato il reddito di cittadinanza

Il Dpb ha invece confermato anche per il 2022 la previsione di uno stanziamento per il reddito di cittadinanza pari a 8,8 miliardi. La misura verrebbe così rifinanziata confermando l’aumento di 1,2 miliardi rispetto ai 7,6 previsti inizialmente come budget tendenziale. Al tempo stesso, il Documento, per migliorare il sistema, punta sull’introduzione di correttivi “anti-furbetti”, con un rafforzamento dei controlli preventivi e delle procedure per accedere al reddito di cittadinanza.
Le novità dovrebbero però riguardare soprattutto le politiche attive del lavoro, con la ventilata introduzione della decurtazione dell’assegno nel caso di un ripetuto rifiuto di un’offerta di lavoro.
Il meccanismo, volto a incentivare il re-ingresso del beneficiario della misura sul mercato lavorativo, coinvolgerebbe anche le aziende private, per cui sarebbe semplificato l’accesso agli sgravi per le assunzioni di chi usufruisce del sussidio.

Tasse e bollette

Più di un terzo dei fondi previsti dalla manovra dovrebbe servire per la riduzione delle tasse.
Al momento, Palazzo Chigi parla genericamente di una riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese.
L’ipotesi primaria è però quella della riduzione del cosiddetto “cuneo fiscale” per le imprese, che si tradurrebbe in un aumento dei soldi in busta paga per i dipendenti, in particolare quelli del ceto medio.
Una misura caldeggiata da tutte le forze politiche, con il confronto aperto solo riguardo alle risorse da investire.
In questa prospettiva, il Ministero dell’Economia, partendo da una base di 6 miliardi, ha fissato il tetto a 8 miliardi, ma alcuni partiti chiedono di salire fino a 10. Un ulteriore sostegno per le famiglie dovrebbe poi arrivare dalla costituzione di un apposito fondo destinato a contenere gli effetti dell’aumento delle bollette di gas e luce. La dotazione del fondo, che verrà creato con la manovra finanziaria e sarà seguito da un decreto attuativo entro fine anno, ammonterà a 1 miliardo di euro.

Superbonus 110 e altri bonus

Il Documento intende poi prorogare fino al 2023 il “Superbonus 110%”, ma solo per i lavori per i condomini, escludendo invece ville, villette e case unifamiliari.

A scomparire, invece, sarebbe il “bonus facciate”, con il rinnovo però dell’“ecobonus” al 65% e degli sconti al 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici “green”.
Verrebbero rifinanziati anche i bonus, cumulabili, per tv e decoder: quello di uno sconto del 20%, fino a un massimo di 100 euro e senza limiti Isee, per l’acquisto con rottamazione di un nuovo apparecchio e quello di 30 euro per la sostituzione del decoder, riservato però solo a chi ha un Isee sotto i 20 mila euro.

Donne e famiglia

Il Governo ha quindi accolto anche la richiesta di riduzione dal 22% al 10% dell’iva sugli assorbenti per l’igiene femminile. Il taglio della cosiddetta tampon tax, inserito nella nota che segue l’approvazione del Documento programmatico di bilancio, avverrà all’interno della manovra.
Sul fronte femminile, si punta anche a far diventare strutturale il piano antiviolenza e sulla parità di genere, con le connesse premialità legate alla certificazione dell’adozione delle apposite politiche, e a incentivare il lavoro femminile con una decontribuzione, in particolare per le donne che riprendono il proprio posto dopo la maternità.

Non dovrebbe invece essere confermato lo strumento pensionistico dell’“Opzione donna”, che prevede per le lavoratrici, sia dipendenti che autonome, la possibilità di un ulteriore abbassamento dell’età (58 o 59 anni, con 35 anni di contributi) per l’uscita dal lavoro. Al contrario, verrà reso strutturale il congedo di paternità di 10 giorni. E aumenteranno i fondi per la gratuità dei libri di testo nella scuola dell’obbligo e per garantire i livelli essenziali a regime negli asili nido.

Altre misure

Nel Dpb è previsto inoltre l’incremento del Fondo Sanitario Nazionale di 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024, con nuove risorse per il fondo per i farmaci innovativi e per la spesa per i vaccini e i farmaci anti Covid. Più risorse anche per il Fondo di Finanziamento ordinario per l’Università e per il Fondo italiano per la Scienza, oltre alla creazione di un nuovo Fondo per la Ricerca applicata, per il Fondo per il Trasporto pubblico locale e per la manutenzione della viabilità provinciale da parte degli enti locali.
Le borse di studio per gli specializzandi in medicina saranno portate permanentemente a 12 mila euro l’anno e saranno prorogati fino a giugno i contratti a tempo determinato degli insegnanti assunti per l’emergenza-Covid. Risorse in arrivo pure per la riforma della carriere nella Pubblica amministrazione e il superamento del tetto al salario accessorio, per il Giubileo di Roma e le Olimpiadi Milano-Cortina così come stanziamenti aggiuntivi sono previsti per le Amministrazioni fino al 2036, per il Fondo di Sviluppo e coesione fino al 2030. Rinviate invece al 2023 “plastic tax” e “sugar tax”.

Ammortizzatori sociali e imprese

Infine, restano da definire le questioni dell’adeguamento degli assegni pensionistici all’inflazione e la riforma degli ammortizzatori sociali, collegata al tema del reddito di cittadinanza.
Si sta lavorando sui percorsi di formazione e reinserimento, sugli esoneri contributivi per l’assunzione di lavoratori provenienti da imprese in crisi e sul rifinanziamento delle misure per l’autoimprenditorialità giovanile e femminile e delle politiche di sviluppo dei settori ad alta valenza tecnologica per la difesa e la sicurezza nazionale.
Per le imprese, si punta alla creazione di un Fondo ad hoc per la transizione industriale, all’interno della proroga e rimodulazione delle misure di transizione 4.0 e di quelle relative agli incentivi per gli investimenti immobiliari privati. Dovrebbero essere rifinanziati il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, la cosiddetta “Nuova Sabatini”, le misure per l’internazionalizzazione delle imprese e i contratti di sviluppo.

Alberto Minazzi

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