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Gli italiani e il gatto: un rapporto di amore e odio

Gli italiani e il gatto: un rapporto di amore e odio

Il focus di Legambiente su uno degli animali domestici più diffusi nelle nostre case, ma troppo spesso oggetto di reati

Febbraio, nella tradizione popolare, era considerato in molti detti “il mese dei gatti e delle streghe”.
Ed è proprio in questo mese, in cui cade, il giorno 17 (con chiaro riferimento alla scaramanzia nei confronti di quelli neri), la Festa nazionale del gatto, che Legambiente aggiorna ogni anno il suo focus “A-Mici in Città”.
Perché se il cane è considerato il migliore amico dell’uomo, con oltre 10,7 milioni registrati alle anagrafi canine, il gatto non è da meno.
Manca ancora un’anagrafe obbligatoria, ma le stime più vicine alla realtà parlano di un contingente felino tra 10 e 15 milioni presente nelle nostre case e nei nostri cortili.
Le anagrafi feline regionali hanno censito, nei dati riportati dal XII rapporto nazionale “Animali in Città” di Legambiente 2022, più di 1,2 milioni di gatti, in media 1 ogni 48 cittadini. Ma, lo stesso anno, riferimento dell’ultimo focus, le forze di polizia hanno registrato contro gli animali domestici una media giornaliera di 2 reati.
La crescita di abbandoni, maltrattamenti e uccisioni è la conferma del rapporto spesso contraddittorio tra gli italiani e i propri amici a quattro zampe. Una tendenza che, sottolinea Legambiente, nel caso dei gatti è aggravata dalle carenze legislative che persistono, a fianco comunque di esempi virtuosi.

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Questi sono “paesi per gatti”

A livello regionale, l’associazione ambientalista sottolinea per esempio il buon lavoro delle anagrafi feline di Lombardia e Valle d’Aosta, dove il rapporto è di 1 gatto ogni 22 cittadini. È però il comune piemontese di Berzano di San Pietro, in provincia di Asti, a dichiarare il rapporto più alto tra il numero di gatti registrati e quello, peraltro ridotto (appena 421 persone), di residenti: 1 ogni 4. In termini assoluti, il capoluogo con più gatti registrati in anagrafe è Milano (56.879), ma mancano per esempio i dati di Roma e Napoli.

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A-Mici in Città@Legambiente

Milano è prima anche per colonie feline (1.393, per circa 20 mila gatti, seguiti da 1.407 incaricati), cioè gli aggregati spontanei di gatti attorno a un gattaro che porta cibo per tutti, che vedono Padova al secondo posto con 1.009 colonie.
Altro sono le oasi feline, cioè strutture organizzate in cui gli animali godono di maggior libertà rispetto a un gattile, con la bergamasca Alzano Lombardo abbondantemente prima a quota 17. Per i gattili sanitari, dove vengono curati gli animali liberi malati o feriti, prima è invece Sassari, con 4.
Il comune che ha dato più gatti in adozione è invece Ferrara, con 1.951, seguito dai veneti Vicenza (700) e San Donà di Piave, nel Veneziano, a quota 500.
San Donà è anche seconda, alle spalle di Pistoia, per numero di gatti ricoverati (525 contro 777).
Infine, di nuovo Milano guida per numero di gatti sterilizzati, che sono 56.635 in tutta Italia: nel capoluogo lombardo sono ben 9.477, distaccando abbondantemente Udine (seconda con 3.341) e Verona, al terzo posto con 3.054.

A-Mici in Città @Legambiente

I reati e i limiti della situazione in essere

Anche se non si distingue tra gatti e altri animali domestici, sono 751, nel 2022, i reati commessi registrati dalle forze dell’ordine. A questi su aggiungono 2.408 illeciti amministrativi (oltre 6 al giorno) e 412 le persone denunciate.
“Una situazione – denuncia Legambiente – allarmante, esacerbata dai ritardi cronici dell’Italia in tema di sterilizzazioni, adozioni e campagne informative”.
È il tema, innanzitutto ma non solo, dei gatti liberi non registrati, che si stima siano tra 700 mila e 1,15 milioni nelle colonie feline ufficiali.

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A-Mici in Città @Legambiente

Se il 100% delle aziende sanitarie afferma di averne, su un campione di 552 Comuni, prosegue l’associazione, solo il 40% dichiara di avere colonie feline (in cui operano ufficialmente tra 62 mila e 93 mila volontari) sul proprio territorio e il 33,9% sa quanti gatti ci siano (la percentuale sale all’84,2% tra le Asl, tra cui solo il 78,9% dichiara di aver incaricato cittadini per la gestione). Ed è appena all’8,7% la percentuale di Comuni che ha sterilizzato più del 90% dei gatti presenti nelle colonie.

I Comuni che sostengono di aver fatto campagne di sterilizzazione sono il 17,7% del campione e quelli che affermano di aver fatto campagne per l’adozione di gatti in cerca di casa il 6,7% (tra le Asl si sale al 71%). I gattili sanitari, anche in forma convenzionata, risultano presenti nel 9,4% dei territori comunali e nel 63,2% di quelli di pertinenza delle aziende sanitarie, scendendo rispettivamente al 4,5 e al 52,6% se si guarda alle oasi feline.

Alberto Minazzi

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