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Extraprofitti energetici: il Codacons raccoglie le adesioni degli utenti per il risarcimento danni

Extraprofitti energetici: il Codacons raccoglie le adesioni degli utenti per il risarcimento danni

Continua la raccolta di adesioni dopo l’apertura del fascicolo della Procura di Roma sul mancato versamento della tassa da parte delle società energetiche

La questione è estremamente dibattuta e con tutta probabilità non avrà tempi brevi.
La possibilità per i consumatori di ottenere un risarcimento danni per le conseguenze del mancato versamento della tassa sugli extraprofitti da parte delle società energetiche, però, sussiste.
È quanto ritiene il Codacons, il coordinamento delle associazioni per la tutela dei diritti di utenti e consumatori, che, dopo l’apertura del fascicolo della Procura di Roma sulla base della sua denuncia, ha voluto lanciare anche un’iniziativa che mira a una costituzione di parte offesa di massa da parte degli utenti in questo procedimento.
“La valutazione fatta da tutti e dalle stesse autorità – spiega Gianluca Di Ascenzo, coordinatore dell’ufficio legale del Codacons – è che, in ambito energetico, ci sia in atto una speculazione. Il tutto con l’ipotesi eventuale, che è compito dei magistrati approfondire, che questa speculazione abbia permesso alle società di lucrare vantaggi, assumendo così rilevanza penale”.

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L’iniziativa del Codacons

Tutti i consumatori, sottolinea il Codacons, possono avviare, inserendosi come parte offesa, l’iter per una possibile richiesta di risarcimento del danno qualora dalle indagini della magistratura dovessero emergere illeciti.
Il mancato versamento della tassa, infatti, “potrebbe aver determinato un danno economico per la categoria degli utenti e dei consumatori”.
Nello specifico, il danno deriverebbe da un lato dalla privazione allo Stato “delle necessarie risorse per contenere la crescita delle bollette di luce e gas”, dall’altro “per gli effetti negativi sui prezzi al dettaglio”.
Iscrivendosi all’associazione, tutti gli intestatari di contratti per forniture di luce e gas, ma anche tutti i consumatori in generale, possono scaricare dal sito Codacons il modulo di costituzione di parte offesa, segnalando alla Procura di Roma la propria posizione di soggetto leso dagli eventuali illeciti che saranno accertati.
“Sicuramente – commenta Di Ascenzo – è una vicenda tutt’altro che semplice, che richiede indagini complesse, anche in considerazione del meccanismo di fissazione dei prezzi. Intanto, costituendosi parte offesa, si possono avere aggiornamenti sullo stato delle indagini e poi capirne i termini di chiusura e di fissazione dell’eventuale udienza”.

I tempi

Riguardo a questa costituzione di parte offesa al momento non c’è un limite temporale, ma chiunque può farlo finché sono in corso le indagini.

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“L’esposto – spiega l’avvocato del Codacons – è stato presentato e gli inquirenti ora stanno valutando l’allarme sociale della situazione, prendendosi i giusti tempi per l’indagine. Solo una volta conclusa questa fase sapremo se ci sarà un rinvio a giudizio e l’avvio di un eventuale processo penale, con la contestuale fissazione dei termini per la costituzione di parte civile”.
E, in prospettiva, se l’esito del giudizio del procedimento penale sarà favorevole ai consumatori, bisognerà vedere se il giudice stabilirà direttamente l’importo da erogare alle parti offese o deciderà di rinviare la questione a un giudice civile per la fissazione concreta della somma. “In questo caso – illustra Gianluca Di Ascenzo – chi non ha aderito potrà comunque provare a far valere le proprie ragioni in una causa autonoma, citando questa come precedente”.

La tassa sugli extraprofitti e il ricorso al Tar

Al momento, riguardo alla vicenda della tassa sugli extraprofitti l’unica data giudiziale fissata è quella del prossimo 8 novembre, quando il Tar del Lazio giudicherà l’impugnazione delle società energetiche contro il decreto.
“I ricorsi presentati – fa il punto l’avvocato – sono stati una dozzina e noi siamo intervenuti in tutti “ad opponendum”, chiedendo cioè che vengano rigettati, confermando la legittimità del decreto”.
Si tratta, esattamente, del decreto Aiuti-bis, che ha introdotto la tassa una tantum per compensare i maggiori guadagni delle imprese energetiche legati all’aumento del prezzo del gas e luce.
La maggior parte delle aziende coinvolte dal provvedimento, ricorda il Codacons, avrebbe deciso di non pagare, lasciando vuote le casse statali: dei 10,5 miliardi di euro preventivati, sarebbe stato versato solo 1 miliardo di euro. “Un tale modus operandi di sottrarsi al versamento dell’imposta – sottolinea l’associazione – potrebbe integrare il reato di truffa ai danni dello Stato”. “L’Autorità per l’energia Arera – conclude Di Ascenzo – ha di recente reso noto che quasi tutte le compagnie a cui ha richiesto la documentazione sui prezzi pagati per gli approvvigionamenti di materie prime hanno risposto. E questi dati , pubblicati sul suo sito, sono ora sottoposti ad analisi e valutazioni”.

Alberto Minazzi

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