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Vent'anni di Euro: era il 2002 e l'Italia cambiava la propria valuta

Vent'anni di Euro: era il 2002 e l'Italia cambiava la propria valuta

Sono passati 20 anni.
Era l’1 gennaio 2002 quando, in 12 Paesi dell’Unione Europea, fece capolino l’euro.
Lentamente, in Italia, per i primi tre mesi del nuovo anno, condividendo spazi e preziari con la vecchia lira, in modo tale che la gente potesse abituarsi al cambio valuta.

Von der Leyen: “diventerà anche una moneta digitale”

“Sono ormai 20 anni che noi europei ci portiamo l’Europa in tasca. L’euro non è solo una delle valute più solide al mondo. È soprattutto un simbolo dell’unità europea – ha ricordato per l’anniversario della nuova moneta la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – Le nostre banconote raffigurano su un lato dei ponti e dall’altro una porta: è proprio quello che l’euro simboleggia.

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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen

L’euro è la valuta del futuro, e nei prossimi anni diventerà anche una moneta digitale. Inoltre l’euro rispecchia i nostri valori, il mondo in cui vogliamo vivere. L’euro – ha concluso – È la valuta globale degli investimenti sostenibili. Ne 1998possiamo andare tutti orgogliosi.”

Verso la moneta unica

L’idea di un’unione economica tra gli Stati risale addirittura al 1960.
I primi passi verso una moneta unica sono stati fatti però solo nel 1988 e con il Trattato di Maastrict del 1992, quando sono stati definiti i criteri che i Paesi membri avrebbero dovuto soddisfare per adottare la moneta unica.
Nel 1998 nasceva così la Banca Centrale Europea (BCE), responsabile della politica monetaria dell’Unione.

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La sede della Banca Centrale Europea, a Francoforte, in Germania

12 Paesi pionieri

Ci sarebbero voluti ancora 4 anni per arrivare al cambio valuta dei primi 12 Stati europei.
Vi si lanciarono, abbandonando progressivamente le loro monete nazionali, l’Italia, l’Austria, il Belgio, la Finlandia, la Francia, la Germania, la Grecia, l’Irlanda, il Lussemburgo, i Paesi Bassi, il Portogallo e la Spagna.
Negli anni se ne sono aggiunti altri (Slovenia, Cipro, Malta, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania) e, se riuscirà a soddisfare i parametri previsti, l’1 gennaio 2023 toccherà alla Croazia.

In ricordo della vecchia lira

In Italia la lira fu veramente soppiantata dall’euro solo l’1 marzo 2002.
Ma anche se i cittadini maggiorenni di oggi già non hanno ricordi della lira italiana, tra chi ha qualche anno in più, la memoria resta.
Gli studi, poi, fanno risalire fino all’anno dell’Unità d’Italia, quando a Firenze fu coniata la prima moneta nazionale.
Era il 1860 e nasceva così la “Lira italiana”, che diventò però il conio ufficiale del regno solo quando, nel 1862, Vittorio Emanuele II unificò il sistema monetario.

Dall’unità di conto (e di peso) a moneta effettiva

In realtà il nome “Lira” (dal latino libra) esisteva già per indicare un unità di conto e faceva riferimento al peso di monete che non erano reali.
La storia rimanda a una lira milanese di Giovanni Maria Sforza nel 1474.
In realtà risale a due anni prima (1472) la lira veneziana, moneta effettiva con corso legale, coniata sotto il dogado di Nicolò Tron.
Era d’argento, pesava 6,52 grammi e valeva 20 soldi.

La Lira Tron

Venezia nella storia dell’euro

Venezia ritorna con qualche curiosità anche nella storia dell’euro.
Nel 2017, infatti, in occasione del 400° Anniversario del completamento della Basilica di San Marco, la Zecca dello Stato ne ha emesso un milione e mezzo del valore nominale di 2 euro.
Oggi, però, ciascuna di queste ne vale ben 22.

Consuelo Terrin

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