Ettore Sottsass: il suo archivio alla Fondazione Cini di Venezia

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Nella foto in alto: Vetri Memphis litografia

La raccolta sarà il primo archivio interamente digitalizzato

 

C’è un legame sentimentale e artistico che unisce il grande architetto e designer italiano Ettore Sottsass a Venezia.
E’ per questo che la moglie, Barbara Radice, in sua memoria, ha firmato l’atto con il quale dona all Fondazione Cini una parte importante del suo archivio personale.
Ettore Sottsass e Barbara Radice si sono conosciuti proprio a Venezia nel 1976.
La Biennale dedicò all’artista un’ampia retrospettiva e da quel momento i due sono sempre rimasti insieme.
Sottsass ha lavorato a Murano con lo Studio Ars Labor Industrie Riunite ed è stata importante la collaborazione con Venini e le vetrerie Vistosi, Toso Vetri d’Arte.
Nel 2017, per celebrare il centenario dalla sua nascita, La Fondazione Cini ha allestito  la prima mostra interamente dedicata alla sua produzione nel campo dei vetri e dei cristalli.
Oggi Barbara Radice dona alla stessa Fondazione l’ingente patrimonio di Sottsass, che va ad arricchirla di un bene prezioso

 

Ettore Sottsass PH© Giuseppe Varchetta

La donazione comprende oltre 100.000 pezzi tra progetti di architettura, allestimenti, interni e design.
Accanto ai progetti, molti editoriali, corrispondenze, documenti di Gruppo Menphis, fotografie e appunti di lavoro del grande maestro. La raccolta sarà il primo archivio ad esser interamente digitalizzato da ARCHiVe, il nuovo centro inaugurato nell’isola di San Giorgio che, con strumentazione e tecnologie all’avanguardia, ha l’obiettivo di conservare e valorizzare il patrimonio culturale.

Ciò che mi ha convinto a donare alla Fondazione Cini il materiale di Ettore ancora in mio possesso – spiega la signora Sottsass – è stato proprio il progetto di conservazione e valorizzazione dei suoi archivi che la Fondazione Cini da sempre porta avanti per renderli accessibili a tutti. Trovo ammirevole che un’istituzione storica si ponga all’ avanguardia nell’ acquisizione digitale del patrimonio culturale”.

Lo scanner Replica360 alla Fondazione Cini di Venezia

L’ archivio Sottsass raccoglie sia documenti privati sia dossier inerenti la sua attività professionale che verranno digitalizzati in due anni di lavoro grazie a due strumenti altamente tecnologici: per i formati più piccoli del materiale il particolare scanner Replica360 che acquisisce immagini in contemporanea di entrambi i lati del documento, garantendo estrema velocità con una risoluzione altissima delle immagini; per i grandi formati sarà invece utilizzata una macchina fotografica su stativo ed il piano aspirato che consente di aprire con un getto d’aria i fogli, come i disegni tecnici su carta da lucido, che sono stati piegati per molti anni.
A lavoro ultimato, i documenti digitalizzati saranno resi accessibili su richiesta e messi a disposizione degli studiosi nel sito web della fondazione Giogio Cini.

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