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ENERGIA VENETA

ENERGIA VENETA


Dalla produzione all’installazione: in tema di nuove energie la nostra regione raggiunge livelli di eccellenza.
Sempre più insistentemente si parla di nuove forme di energia. Un tema più che mai di attualità nel nostro territorio. Per fonte di energia alternativa si intende un modo di ottenere energia fondamentalmente differente da quella ottenuta con l’utilizzo dei combustibili fossili, che costituiscono le cosiddette fonti “non rinnovabili”. Si tratta quasi esclusivamente di energia prodotta grazie all’azione del sole. Energia pulita e inesauribile. Il termine divenne di uso comune negli anni ’70, a fronte delle crisi petrolifere del 1973 e 1979, che evidenziarono le problematiche legate ad un mondo dell’energia troppo dipendente dal petrolio e, in generale, dall’approvvigionamento di fonti fossili. Oggi si parla di “green economy” come svolta del futuro in tutto il mondo occidentale. Ed il Veneto è uno dei luoghi dove in questa materia si registrano diverse eccellenze, in particolare in relazione al fotovoltaico. Ovvero impianti elettrici che convertono l’energia solare in energia elettrica.
Basti pensare che nella nostra regione viene prodotto circa il 70% dei pannelli e celle solari made in Italy che compongono, appunto, gli impianti fotovoltaici. Addirittura c’è chi parla del Nordest come di un “distretto delle energie rinnovabili” nel panorama nazionale. “In Veneto storicamente hanno avuto sede le prime aziende specializzate – spiega il professor Arturo Lorenzoni docente di Economia dell’Energia presso l’Università di Padova – e tutt’ora, specie per quanto riguarda la produzione di celle e pannelli solari, il nostro territorio recita la parte del leone a livello nazionale. Helios Tecnology di Carmignano di Brenta, Xgroup di San Pietro Viminario, Solon a San Pietro in Gu sono alcune delle più grandi aziende italiane in tema di produzione. E si pensi, giusto per fare un paragone, che fuori dal Veneto vi sono in totale solo altre due o tre aziende in questo settore. Se poi parliamo di installazione allora abbiamo molte altre aziende specializzate presenti in tutta la regione che vanno a sommarsi a quelle sopra citate. Si può  dire tranquillamente che in questo ambito il Veneto raggiunge livelli di eccellenza a livello internazionale”.
Dietro al proliferare dell’installazione di impianti fotovoltaici, sia ad opera di aziende che di privati cittadini, c’è una ragione economica ben precisa. “Nel fotovoltaico si registrano iniziative molto interessanti – continua il prof. Lorenzoni – perché dal 2007 vengono erogati premi statali alla produzione per tutti gli impianti che entrano in esercizio entro il 2010. A questo va a sommarsi il fatto che si sono abbassati i costi per la realizzazione degli impianti stessi. A seguito della contrazione della domanda da parte del mercato spagnolo e tedesco le aziende produttrici hanno infatti necessità di vendere, quindi si registrano condizioni di mercato favorevoli”.
Sempre più si vedono impianti fotovoltaici in luoghi particolari. È così per esempio nel caso di parcheggi come pure sopra molti edifici pubblici. “Se l’impianto è integrato architettonicamente il contributo economico statale di cui si parlava prima è maggiore – precisa il professore titolare anche del corso di Economia del Mercato Elettrico – ecco perché si cercano di sfruttare anche queste situazioni. A seconda del fatto che l’impianto sia integrato architettonicamente o meno, e a seconda della prodotta potenza installata, il premio economico è pari a tre o quattro volte il valore dell’energia prodotta dall’impianto stesso. Senza dimenticare che anche il privato cittadino che scelga di installare un impianto fotovoltaico può utilizzare l’energia prodotta dal proprio impianto sia per autoconsumo che per rivenderla alla rete. Di fatto può essere una vera e propria fonte di guadagno”.
Quale consiglio si può dare quindi al normale cittadino che fosse interessato all’installazione di un impianto fotovoltaico? “Grazie al boom che sta avendo questo settore sul mercato si trovano molte offerte. Il consiglio è di confrontare quante più proposte possibili facendo però anche molta attenzione perché si può incappare altrettanto facilmente in finte occasioni. Interessanti sono le opportunità messe a disposizione da alcuni gruppi d’acquisto: associazioni o altri istituzioni che hanno stipulato convenzioni con fornitori per l’installazione a prezzi preconcordati”.
Energie rinnovabili significa anche riduzione dei costi di gestione. Un argomento che interessa anche le pubbliche amministrazioni che sempre più se ne stanno occupando. Attraverso l’utilizzo dei pannelli solari sulle strutture edilizie comunali ma anche adottando comportamenti “ecologici” con attenzione particolare ai consumi elettrici o a quelli dovuti agli impianti di riscaldamento. “Le pubbliche amministrazioni stanno cercando di limitare le spese – conclude il prof. Lorenzoni – se si parla di costi legati alle fonti energetiche questo si traduce in massima attenzione nei confronti dell’efficienza dei sistemi e nell’utilizzo delle fonti rinnovabili. In questo caso vanno citati l’adozione di impianti fotovoltaici in alcune scuole, come pure i vari progetti per sostituire l’attuale illuminazione pubblica tradizionale con illuminazione a led, che ha minor consumo e maggior durata nel tempo. Altro fronte sul quale alcune amministrazioni si stanno muovendo è l’adozione del teleriscaldamento con biomassa. Si tratta di realizzare delle centrali che bruciando legna producendo calore da distribuire alle abitazioni. È un sistema di derivazione austriaca, già molto diffuso in Alto Adige e che è già stato adottato in alcune realtà del territorio veneto, come per esempio nell’Altopiano di Asiago, ma anche in alcune scuole di Padova”.
DI FEDERICO BACCIOLO
 

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