Dopo di noi? C’è Casa di Anna

Nella foto in alto: Intervista a Piero Pellegrini, papà di Anna

Un figlio è un dono. Sempre. Anche quando i casi della vita intervengono “a gamba tesa”, facendo sembrare insormontabile il futuro riservato a una piccola creatura. Non è una frase fatta.
A Zelarino, c’è l’esempio vivente di come da una situazione tragica possa nascere qualcosa di immensamente grande. Per tutti.

 

Esterno di Casa di Anna

CASA DI ANNA: COS’È

 

Parliamo di Casa di Anna, attiva dal 2015, capace di trasformare il “dopo di noi” da problema a opportunità.
Qui, nel 2016, è partita un’attività di produzione orticola biologica rigorosamente certificata d.o.p.
Qui, nel 2017, è iniziata un’attività agrituristica vera e propria, con ristorante, camere e soprattutto un’ampia sala polifunzionale, che accoglie eventi, manifestazioni, pranzi, concerti, attività sportive come tai chi e yoga.
Qui, nel 2019, cioè a brevissimo, si inaugurerà l’orto-giardino.
Un giardino con aiuole rialzate da terra di 75 cm, un orto botanico di erbe officinali e aromatiche dedicato alle persone che girano in carrozzella e, altrimenti, non potrebbero fare orticoltura.

 

Serre a Casa di Anna

 

LA STORIA DI ANNA E DELLA “SUA” CASA

 

Anna è una ragazza che oggi ha 43 anni. Quando aveva sei mesi, fu colpita da un’encefalite grave. «Quella che è stata la prova della nostra vita si è trasformata nel cemento della nostra famiglia», sottolinea il papà di Anna, Piero Pellegrini, con un sorriso che può sorprendere solo chi non lo conosce. «Davanti all’ avvicinarsi inesorabile della fine dei nostri giorni, abbiamo deciso di costruire per Anna un luogo per vivere serenamente in mezzo alla natura, con tutti i servizi e senza barriere architettoniche».

Il passo successivo è stato quello di estendere l’idea a tanti utenti. Chi ha disabilità leggere, in Casa di Anna può trovare un lavoro e soprattutto quell’ inclusione lavorativa cui l’orticultura si presta benissimo. Chi ha lesioni o patologie più gravi, qui trova un luogo accogliente, nell’ ottica sempre di un inserimento più completo possibile.

 

SUL MERCATO, ALLA PARI

 

Alle spalle di Casa di Anna non c’è nessuna fondazione bancaria o istituto religioso, né siamo di fronte a una cooperativa sovvenzionata. È una vera e propria azienda privata. «La nostra sfida – riprende Piero Pellegrini – è riuscire a tenerla sul mercato, vendendo prodotti e servizi a un consumatore esigente». Così, quanto all’orticoltura, i punti vendita sono tre, più quello on line. Ci sono poi il ristorante, la sala polivalente e i prodotti trasformati. «Non cose fatte per riempire il tempo, ma che vanno sul mercato e sono pagate con euro buoni. Cerchiamo di essere un’azienda privata che compete sul mercato con gente che non ha lo stesso tipo di forza lavoro».

 

L’agriturismo a Casa di Anna

 

VALORI AMBIENTALI ED ETICI

 

Una sfida non da poco. Che ha il merito di aggiungere altri plusvalori. Attualmente sono una dozzina i disabili che frequentano Casa di Anna, più tre o quattro le persone con problemi con la giustizia assegnati ai servizi sociali. Poi minori che si sono macchiati di qualcosa più di una marachella, qualche migrante, alcuni “nuovi poveri” . «Attorno ad Anna abbiamo sviluppato una serie di attività e servizi che completano il tutto e lo arricchiscono».

E poi, sottolinea Piero Pellegrini, «noi siamo ambientalisti, ma non di quelli sciocchi o integralisti. Semplicemente rispettiamo la natura e tutto quello che si fa è mirato alla difesa dell’ambiente». I prodotti, dunque, sono biologici, i rifiuti vegetali diventano compost. Ma anche l’energia elettrica si produce “in casa”, l’acqua viene pescata in un pozzo a 320 metri di profondità, le acque nere sono trattate con la fito depurazione delle canne.

 

Auditorium a Casa di Anna

 

IL RICONOSCIMENTO DEI LIONS

 

Un’eccellenza nostrana, insomma, il cui valore è stato riconosciuto anche a livello mondiale. La fondazione internazionale del Lion’s Club, dagli Stati Uniti, ha fatto arrivare, direttamente dalla cassa mondiale che raccoglie fondi, una donazione di 100.000 dollari per sostenere gli investimenti di Casa di Anna.
«Credo sia un orgoglio per tutto il nostro Paese – conclude il papà di Anna – questo riconoscimento mondiale di meritevolezza, nel rispetto di principi di questa importante associazione. Nel 2017, la scelta è caduta su di noi proprio in quanto idea innovativa e rispettosa dei principi di fondo dei Lions. E anche il presidente mondiale del Club, un indiano, ha voluto vedere le cose di persona, consegnando direttamente nelle mie mani l’onorificenza». Il tutto, nel nome di Anna.

 

Ristorante a Casa di Anna

1 commento su “Dopo di noi? C’è Casa di Anna”

  1. Complimenti una grande iniziativa e un gran bel lavoro che portate avanti.
    Un augurio di tanta fortuna è ti un prospero avvenire.

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