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E se il futuro delle città fosse vivere dentro un bosco?

E se il futuro delle città fosse vivere dentro un bosco?

Dal Bosco di Mestre ai quartieri sostenibili di Trento e Milano, prende forma una nuova idea di abitare per rispondere alle sfide climatiche dei prossimi anni

E’ una necessità ed è diventata anche uno dei temi all’ordine del giorno della società civile: l’aumento della quota verde nei nostri insediamenti urbani.
L’estate passata, infatti, ha fatto toccare con mano a tanti (se non a tutti) l’importanza e l’impellenza di avere delle grandi aree verdi cittadine in grado di abbassare le temperature durante i mesi caldi.
Nei prossimi anni, ci si attende infatti un clima ancor più tropicale che, unito alle distese di cemento delle città, rischia di rendere l’ambiente urbano infernale e insopportabile.
La parola d’ordine è quindi rinverdire le città.
Il paradigma, però, può anche essere rovesciato, portando un pezzo di città nel verde.
Come sta accadendo a ridosso del bosco di Carpenedo, a pochi minuti dal centro storico di Mestre e di conseguenza vicino a Venezia e nel cuore della città metropolitana. Proprio qui, sta nascendo una nuova area abitativa che offrirà una possibilità alternativa di vivere nel verde, senza sacrificare la vicinanza ai servizi urbani.

Un nuovo quartiere verde a due passi da Mestre e Venezia

Il Bosco di Mestre si è presentato al pubblico veneziano con l’inaugurazione e le visite guidate al nuovo residence e ai suoi cantieri durante il pomeriggio di sabato 10 e di domenica 11 ottobre 2026.
I lavori per la costruzione del nuovo quartiere verde hanno avuto inizio nel 2024 e coinvolgono una superficie complessiva di 48 mila metri quadrati.

bosco di mestre
Delle 24 unità abitative previste, quattro ville sono state ultimate e attendono l’agibilità da parte del comune entro fine anno mentre altre cinque sono in fase di costruzione; a queste si aggiungono quindici appartamenti, diversi per tipologia e distribuiti su tre diversi edifici. L’opera edilizia del Bosco di Mestre comprende anche la nuova piantumazione di 5.000 alberi su un’area di cinque ettari adiacente al residence.

Le Albere di Trento, il quartiere verde firmato Renzo Piano

Nell’area del Triveneto, il Bosco di Mestre è l’ultimo esempio in ordine cronologico di integrazione tra natura e vita urbana.
Un altro modello che si ispira alle medesime caratteristiche di efficienza energetica, rinnovabile e di risposta alle esigenze abitative è il quartiere Le Albere di Trento.
Anch’esso a due passi dal centro storico della città e sviluppato lungo le sponde del fiume Adige, Le Albere è un progetto dell’archistar Renzo Piano di riqualificazione dell’area precedentemente occupata dalla fabbrica Michelin.
Il quartiere si sviluppa su una superficie pari a undici ettari, adibiti per il 65% agli spazi pubblici e perlopiù verdi, dove la viabilità è interamente pedonale.
Fulcro del quartiere è il Museo delle Scienze, attorno al quale ruotano non solo appartamenti e ville, ma anche negozi, uffici e ristoranti.

Una vista dall’alto del quartiere Le Albere di Trento

L’ UpTown di Milano

Spostandosi invece nella vicina Lombardia, un altro modello di quartiere verde è dato dalla UpTown di Milano, che si autodefinisce “il primo polo ESG di Milano”.
La zona, certificata GBC in quanto area riqualificata e a zero emissioni, si trova tra il MIND – Milano Innovation District – e San Siro. Nel quartiere UpTown l’idea di sostenibilità integrata tra città e natura non è solo un ideale passivo che si limita alla costruzione del quartiere nel verde, ma un modo di vivere perseguito nelle varie proposte che offre: l’immersione nella natura (passeggiate, attività all’aria aperta) di attività ricreative, la promozione della biodiversità, l’incentivo nelle aree pubbliche e negli spazi privati a fruire dell’arte.

Una nuova filosofia dell’abitare. In città

Così come Le Albere di Trento e l’UpTown di Milano, il Bosco di Mestre diventa quindi il primo embrione di una possibilità abitativa futura, nella quale integrare la necessità di circondarsi di verde e la possibilità di vivere la propria vocazione sociale e urbana.
“A oggi sono state eseguite le opere pubbliche comuni, dalla strada ai parcheggi, abbiamo concluso le operazioni per la realizzazione del bosco promesso alla cittadinanza – spiega Flavio Campagnaro CEO di SunInvest, promotrice dell’intervento insieme a DreamHouse -. All’interno del residence abbiamo sviluppato più della metà della volumetria disponibile. Il progetto complessivo non finisce in questa fase, procederemo con dei nuovi lotti dal prossimo anno in un piano triennale che porterà al completamento dell’opera”.

bosco di mestre
BoscoDiMestre©WowProduction

Le sfide del tempo e del clima si prospettano, ormai, nel breve periodo.
Le risposte, possono essere diverse.
A Mestre “non si tratta semplicemente di costruire ville di prestigio – dichiara Flavio Campagnaro – ma di proporre una filosofia dell’abitare inedita per il nostro territorio”.

Damiano Martin

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