fbpx

Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: i 30 anni della Convenzione festeggiati a Venezia

bambini al parco  Don Sturzo Mestre

Festeggiamenti anche a Venezia 

Una data significativa da segnare sul calendario. Il prossimo 20 novembre la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza compie 30 anni.
In occasione del trentennale, il Comitato UNICEF di Venezia, nell’ambito delle iniziative promosse a livello nazionale, ha organizzato un interessante evento per ricordare non solo la ricorrenza ma anche quali sono i diritti riconosciuti dei bambini. L’ appuntamento è al Teatro Goldoni giovedì 14 novembre 2019, alle ore 17.

Venezia per i diritti dei bambini

Nel corso della serata saranno proiettati i filmati ed esposti i lavori realizzati dagli studenti delle scuole del Comune di Venezia. Il Coro dei Piccoli Cantori Veneziani, la Big Vocal Orchestra e i Vocal Skyline accompagneranno con le loro voci i momenti più significativi. Sarà presente Paolo Rozera, Direttore generale UNICEF Italia. Rozera racconterà il lavoro svolto da UNICEF in questi trent’anni per migliorare le condizioni dell’infanzia in tutti i Paesi, ma anche quanto resta da fare per garantire a ogni bambino le stesse opportunità.

La Convenzione: una promessa fondamentale

Ci sono voluti parecchi anni per raggiungere questo traguardo se si pensa che la prima dichiarazione dei diritti del fanciullo – la Dichiarazione di Ginevra – risale al 1924. Ma dal 20 novembre 1989 tutti i bambini del mondo per legge sono titolari di diritti sociali, civili, economici e culturali.  La convenzione sottoscritta in quella data è una promessa che il mondo ha fatto ai bambini. Una promessa fondamentale: da quel momento in poi avrebbe fatto tutto il possibile per proteggere e promuovere i loro diritti, per consentire loro di crescere e di esprimere il loro pieno potenziale.

Dal 1989, la Convenzione è diventata il trattato con il più alto numero di adesioni in materia di diritti umani. Sono infatti ben 196 gli Stati che hanno sottoscritto l’accordo nel rispetto dei diritti in essa riconosciuti. L’Italia si unì nel 1991. Il documento, costruito armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, è composto di 54 articoli.

A questi si aggiungono tre Protocolli opzionali che riguardano i bambini in guerra, lo sfruttamento sessuale e le procedure di reclamo che consente anche ai minorenni, individualmente o in gruppo, di sollevare reclami su specifiche violazioni dei propri diritti.

Per ogni bambino: i principi fondamentali dei diritti dell’infanzia

All’interno della Convenzione, si cerca di garantire al fanciullo il rispetto dei suoi diritti umani. Sono quattro i principi fondamentali su cui si basa:

  • Non discriminazione (art. 2). I diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
  • Superiore interesse (art. 3). In ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
  • Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino e dell’adolescente (art. 6). Gli stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.
  • Ascolto delle opinioni del minore (art.12). Prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenere in adeguata considerazione le opinioni.

Gli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione sono tenuti a presentare a un Comitato ONU un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini e adolescenti nel proprio Paese.

Oltre ai quattro punti cardine viene sancito il diritto fondamentale all’educazione, che almeno a livello elementare dovrebbe essere gratuita e obbligatoria, ma anche all’amore e alla comprensione. Si cerca anche di proteggere i bambini da ogni forma di sfruttamento alla quale potrebbero essere sottoposti, incluse forme di tratta e lavoro minorile. Si evidenzia anche la necessità di educare i bambini secondo uno spirito di comprensione, tolleranza, amicizia tra i popoli, libero da pregiudizi e discriminazioni.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi sui social

Condividi su facebook
Condividi su twitter