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Covid: aumentano Rt e ricoveri. 3 regioni ad alto rischio. Gryphon XBB

Covid: aumentano Rt e ricoveri. 3 regioni ad alto rischio. Gryphon XBB
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Cerberus e Gryphon: non sottovalutare i sintomi delle nuove varianti Covid

Si rialza l’attenzione sul Covid. A preoccupare sono soprattutto le due nuove sottovarianti Cerberus e Grypho.
I medici virologi hanno accertato che sono più temibili perché più in grado di eludere l’immunità offerta dai vaccini e più insidiose perché è facile confonderle con l’influenza stagionale.
Si tratta di derivazioni di Omicron 5, che negli ultimi mesi ha contagiato milioni di persone in tutto il mondo.
Proprio per questo, l’Istituto Superiore della Sanità suggerisce di monitorarle con grande attenzione perché a maggiore trasmissibilità e/o con mutazioni che possono sfuggire alla protezione dei vaccini.
Gryphon risulta la più immunoevasiva ed è salita dall’1,5 al 2% dal 24 al 30 ottobre.

Gryphon, la malattia grave e le reinfezioni

Gryphon, l’ultima sottovariante individuata, ha già raggiunto un’incidenza del 30,7%, circa un terzo dei campioni sequenziati.
I sintomi che provoca sono molto simili a quelli di Cerberus.
Colpisce le alte vie respiratorie e provoca raffreddore, tosse secca e mal di gola.
La febbre, normalmente, non è molto elevata. Per lo più resta sotto i 38°.
Il problema sta nel fatto che, essendo più immunoevasiva di altre sottovarianti, potrebbe più facilmente determinare l’evolvere della malattia in forma grave.

Gryphon XBB “Sebbene siano necessari ulteriori studi, i dati attuali non suggeriscono che vi siano generalmente differenze sostanziali nella gravità della malattia per le infezioni da XBB”,comunia OMS. Diversa invece la questione relativa alla reinfezione, in quanto le prove iniziali indicherebbero che il rischio sia più elevato rispetto alle altre sottovarianti di Omicron.

In Italia predomina ancora la sottovariante BA.5

La presenza di Gryphon XBB in Italia è stata rilevata nel mese di ottobre.
Secondo quanto emerge dagli studi, è determinata da una ricombinazione delle sottovarianti BA.2.10.1 e BA.2.75 e tra il 3 e il 9 ottobre risultava distribuita in 35 nazioni, con una prevalenza mondiale dell’1,3%.
L’Istituto Superiore della Sanità, per avere una Stima della prevalenza delle varianti VOC (Variant Of Concern) e di altre varianti di SARS-CoV-2 in Italia  già a inizio novembre ha realizzato una quick survey  (indagine rapida) in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler,  il Ministero della Salute e le Regioni.
L’esito
ha evidenziato che in Italia è ancora “ampiamente predominante BA.5 con una prevalenza a livello nazionale pari a 91,5% (93% nell’indagine precedente, del 4 ottobre 2022), con frequenze regionali/PPAA superiori all’81,8%“.

Gryphon XBB
Tuttavia, rileva l’indagine, “il sotto-lignaggio XBB , variante ricombinante di due sotto-lignaggi omicron (BJ.1 e
BM.1.1.1 ) altamente trasmissibili e con mutazioni potenzialmente associate a immune evasione“, è stato identificato con una prevalenza del 2.4% sui campioni esaminati.
“Nell’attuale scenario – scrivono i ricercatori -è necessario continuare a monitorare con grande attenzione, in coerenza con le raccomandazioni nazionali ed internazionali e con le indicazioni ministeriali, la diffusione delle varianti virali,
e in particolare di quelle a maggiore trasmissibilità e/o con mutazioni correlate a potenziale evasione della risposta immunitaria”.

Tre regioni a rischio alto in Italia

Nel frattempo, i contagi aumentano e, secondo quanto rilevato dall’ultima rilevazione settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, crescono anche i ricoveri.
Tre sono le regioni ad alto rischio, undici sono a rischio moderato e sette classificate a rischio basso.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva, che fino alla settimana scorsa era al 2,5%, è salito nella settimana del 24 novembre al 3,2%,  mentre le aree mediche sono passate dal 12% al 13,3% dei ricoveri.
In aumento anche l’Rt medio (indice di trasmissibilità) sui casi sintomatici, passato da 1,04 a 1,14 e superiore alla soglia epidemica. Stabile invece l’incidenza settimanale pari a 386 per 100 mila abitanti.

Covid o influenza?

L’elevato numero di vaccinazioni ha fatto sì che siano sempre meno le forme gravi del Covid e che i sintomi siano generalmente più blandi.
Questo rende spesso difficile capire, in presenza di raffreddore, tosse e febbre se si tratti di Covid o di influenza.
I medici consigliano di fare sempre un tampone, soprattutto per i soggetti fragili e gli anziani, che ancora rischiano più degli altri.
Come riportato dai Centers for Disease Control and Prevention americani, nell’agosto 2022 le persone non vaccinate sono morte a un tasso sei volte superiore rispetto a quelle che hanno completato almeno il primo ciclo vaccinale. Inoltre le persone non vaccinate di età pari o superiore a 50 anni avevano una probabilità 12 volte maggiore di decesso rispetto ai coetanei vaccinati e con doppia dose.

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