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Il Covid corre nelle acque reflue: i risultati dei campioni

Il Covid corre nelle acque reflue: i risultati dei campioni

Insomma: funziona.
L’analisi delle acque reflue, consente di anticipare di 15 giorni l’andamento territoriale del contagio da Covid-19.
E’ per questo che, entro ottobre, tutti i Paesi membri Ue dovranno attivare un sistema di sorveglianza sistemica delle fognature e trasmettere rapidamente i dati raccolti alle autorità sanitarie competenti.
L’Italia, da questo punto di vista, è già a buon punto.
Il monitoraggio delle acque reflue, infatti, è già stato attivato in Liguria, Lombardia e Veneto, con risultati che hanno confermato l’andamento pandemico poi registrato.

L’esito sulla prima ondata delle città lombarde

I test lombardi, per esempio, sono stati eseguiti su campioni di acque reflue in 8 città  tra la fine di marzo e la metà di giugno del 2020. Il materiale genetico virale è stato trovato nel 61% dei campioni.
Sì è arrivati a punte dell’80% nei reflui provenienti da città particolarmente colpite, come quelle della provincia di Bergamo.
Minori sono state le percentuali a Lodi, Milano, Crema e Cremona.

Il caso Venezia

Molto attesi, ora, sono i risultati delle analisi avviate nel settembre scorso a Venezia.
Questo sia perché la città lagunare presenta una rete fognaria del tutto particolare, con diverse tipologie di impianti per i processi di depurazione, sia perché la seconda fase dello studio riguarda il monitoraggio di un’ eventuale bioaccumulo del virus in organismi marini come i molluschi.
L'”early warning”, ovvero l’allarme precoce che questo tipo di analisi consentono di attivare, può individuare con largo anticipo la nascita di nuovi focolai.

Acque reflue: il monitoraggio ligure

La Liguria, dal canto suo, ha attivato un sistema di monitoraggio che si avvale di una nuova metodologia capace di analizzare anche i reflui degli impianti nei centri più piccoli, con 12 mila abitanti o meno.
Avviato da alcuni mesi in 27 impianti di depurazione, si è esteso in tutta Italia dopo la validazione di aprile 2021 da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Stefano Maggiolo Direttore Scientifico Arpal Genova

«L’analisi delle acque reflue – spiega il Direttore Scientifico dell’Arpal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure) di Genova Stefano Maggiolo – aiuta a stimare in tempo reale e in anticipo di una quindicina di giorni l’andamento epidemiologico. L’efficacia dei risultati è legata alla frequenza dei campionamenti: più ne arrivano in laboratorio, più c’è attendibilità dei risultati. Il metodo di analisi utilizzato, in collaborazione con l’Università di Genova e Bolzano, si avvale di strumenti di ultima generazione per l’estrazione del materiale genico/virale che permettono di studiare campioni ambientali prelevati sia nelle acque reflue, sia su altre superfici o matrici».

acque reflue
Laboratorio Arpal Genova analisi acque reflue

I risultati in Liguria

Il laboratorio del Settore “Sistemi biologici e virologia ambientale” di Arpal in questi mesi del 2021 ha analizzato oltre duecento campioni di reflui. Dall’inizio di luglio le curve sono tornate a salire, in anticipo di circa 15 giorni rispetto all’andamento dei positivi. Una tendenza evidente per gli impianti, dove sono stati resi disponibili settimanalmente i campioni da analizzare come a Genova e a La Spezia.

Campionamento acque reflue Genova: in blu sono indicati i dati ottenuti dall’analisi dei reflui, in arancione quelli dei tamponi positivi

I campioni analizzati finora riguardano 27 depuratori distribuiti nel territorio regionale: 21 in provincia di Genova, 1 a Savona, 2 a Imperia e 3 a La Spezia, partendo dai più grandi che servono oltre 200 mila abitanti equivalenti fino a impianti da 12 mila.

Campionamento acque reflue La Spezia: in blu sono indicati i dati ottenuti dall’analisi dei reflui, in arancione quelli dei tamponi positivi

Per rilevare se è presente il virus vengono sottoposti a una serie di cicli di attività analitica: più basso è il numero di cicli, più alta la concentrazione del virus. Sotto i 40 cicli sono considerati positivi, quindi il virus c’è; tra i 39-40 debolmente positivi; negativi quelli sopra i 40.

Il metodo che rileva la presenza di virus anche sugli asintomatici

«Grazie all’analisi delle acque reflue – continua Maggiolo – è possibile rilevare la diffusione del Covid sull’intera popolazione analizzata e intercettare anche gli asintomatici. Cosa che attualmente non sempre avviene basando il calcolo delle curve epidemiche sui dati clinici e sui risultati dei tamponi. Dove c’è un numero di contagi elevati, l’efficacia della tecnica consente anche di individuare la presenza di cluster specifici. Sono dunque uno strumento importante per dare un significativo contributo nella gestione della pandemia».

Leggi anche: https://www.metropolitano.it/coronavirus-analisi-fogne-venezia/

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Tag:  covid-19

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