Coronavirus: prime misure per il turismo. Posticipate le dichiarazioni dei redditi

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Una serie di misure per aiutare le persone nei giorni del coronavirus. A tutti i livelli, gli enti pubblici stanno adottando provvedimenti per non aggravare la situazione di chi, tra conseguenze dirette e indirette derivanti dall’emergenza sanitaria, si trova a fronteggiare un periodo di grande difficoltà. A breve, da Roma, è atteso un nuovo decreto di sostegno a famiglie,territori e settori produttivi. Intanto è già in vigore il decreto legge che, tra le altre disposizioni, prevede il rinvio delle scadenze per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e, per settori specifici, come il turismo, la sospensione di versamenti, ritenute, contributi e premi.

Le nuove scadenze

L’articolo 1 prevede una serie di disposizioni, valide su tutto il territorio nazionale, riguardanti i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata 2020.
Il principale rinvio riguarda il 730: il modulo precompilato dovrà essere inviato non più entro il 23 luglio, ma entro il 30 settembre.
Prima ancora, i sostituti di imposta devono trasmettere la comunicazione della Certificazione unica all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo e non più entro il 7 marzo.
La stessa data, il 31 marzo, è la nuova scadenza fissata (rispetto all’iniziale 28 febbraio) per l’invio di dati utili per la dichiarazione precompilata da parte degli enti terzi. Dichiarazione precompilata che sarà disponibile per i contribuenti a partire dal 5 maggio e non più dal 15 aprile.

Il decreto legge 2 marzo 2020, n. 9

Il titolo del decreto, firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, recita “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”. E molte delle misure riguardano specificamente i soli comuni di Veneto e Lombardia ricadenti nella zona rossa.
C’è anche l’estensione alle famiglie delle stesse regioni della possibilità di ottenere la Carta della famiglia pur avendo un solo figlio e non tre.

Ci sono poi misure che riguardano l’intero territorio nazionale. L’articolo 32 stabilisce ad esempio la conservazione della validità dell’anno scolastico 2019/20 anche qualora non si riescano ad effettuare, a causa del coronavirus, almeno 200 giorni di lezione. L’articolo 12 prevede la proroga di validità fino al 30 giugno delle tessere sanitarie che dovessero scadere in questo periodo. Ci sono poi altre misure per settori specifici, come il turismo (con la sospensione di versamenti, ritenute, contributi e premi).

Le misure locali

La Giunta comunale di Venezia, intanto, ha già approvato la delibera che fa slittare al 16 maggio le scadenze di metà marzo per Tari, Cimp e Cosap.
Prima e seconda rata dell’anno in corso saranno così pagate in un’unica soluzione. E anche il Comune di Chioggia, ieri pomeriggio, si è riunita con le associazioni di categoria cittadine per rinviare a dopo l’estate la scadenza dei tributi comunali (Tari, Imu, Cosap e imposta di soggiorno).

In attesa di capire se il Governo, come chiesto dal Veneto, riconoscerà l’intera nostra regione come “zona rossa”, una novità arriva anche dalle banche: sarà aumentato il livello di garanzia per l’accesso al credito delle imprese collegato al Fondo Regionale di Garanzia.

 

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