Coronavirus: i privati aiutano la sanità pubblica. Raccolta fondi e donazioni

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Donazioni di materiale sanitario. Dalle banche fondi per le famiglie e le imprese 

Il sistema sanitario pubblico veneto sta riuscendo a far fronte all’emergenza coronavirus. Ma anche i privati, in tutta Italia, stanno offrendo il proprio contributo per far sì che la situazione non sfugga di mano e rimanga sotto controllo. Il Veneto non fa eccezione, coinvolto sia in iniziative di respiro nazionale che in progetti locali.

La raccolta fondi al supermercato

La prima azienda a lanciare la propria iniziativa di aiuto pensata specificamente per sostenere il servizio sanitario sul territorio veneto è stata Alì Supermercati. La maratona di solidarietà promossa nei punti vendita della grande distribuzione organizzata gestiti da Alì intende raccogliere fondi per l’acquisto di materiale sanitario. Il contributo raccolto sarà destinato alle strutture del servizio sanitario regionale del Veneto e dell’Emilia Romagna. Due delle regioni maggiormente interessate dal contagio, ancor prima dell’estensione delle misure cautelative all’intero Paese.

Conversione punti e donazioni liberali

La raccolta è partita concretamente sabato 7 marzo, ovvero prima dell’applicazione della “zona arancione” ad alcune province venete ed emiliane, tra cui Venezia, Padova e Treviso. Chi vuole contribuire, può donare 1 euro con 100 punti della carta fedeltà. L’azienda stessa, in questo caso, raddoppierà il contributo con un importo di pari entità. Alle casse del supermercato, inoltre, sarà possibile effettuare donazioni liberali. “Provvederemo a donare quanto raccolto – ha spiegato Gianni Canella, vice presidente di Alì – alla Protezione Civile per l’acquisto di materiale sanitario. Questa iniziativa benefica ci dà la possibilità di fare del bene insieme, rendendoci ancora più uniti in questo momento difficile”.

Prodotti igienizzanti donati a chi è “in prima linea”

I contributi possibili, in ogni caso, non si limitano al solo denaro. Unilever, colosso del settore dei prodotti per l’igiene, ha ad esempio fornito il suo contributo donando materiali per le pulizie alle strutture in prima linea nel contrasto al coronavirus. Si tratta di prodotti igienizzanti generici e specifici che potranno essere utilizzati sia dalla protezione civile che da ospedali e scuole.
L’iniziativa,che a breve sarà estesa ad altre regioni, è partita proprio dal Veneto e dalla Lombardia. “Abbiamo offerto il nostro supporto – spiega Gianfranco Chimirri, h.r. e communication director di Unilever – perché la distribuzione gratuita dei prodotti necessari a personale medico e protezione civile ci sembrava il minimo, in questo momento”.

Consegne già avvenute: entro venerdì completata la distribuzione

In questa prima tornata, sono stati messi a disposizione circa 100.000 pezzi per regione, compresi i prodotti igienizzanti speciali per i dispositivi clinici e le attrezzature mediche (ad esempio i bisturi).
“Il canale – riprende Chimirri – è comunque ormai aperto e diventerà continuativo, finché durerà l’emergenza. Siamo infatti a disposizione per fornire tutto quello che ci verrà chiesto. È vero che, adesso, la richiesta di prodotti è cento volte superiore a quella ordinaria. Ma abbiamo scelto di dedicare una parte del nostro stock produttivo a questo supporto gratuito”.
Proprio oggi Unilever ha potuto comunicare alla Regione di aver completato il primo “giro” di consegne nelle mani di Protezione Civile ed ospedali. La distribuzione finale potrà essere quindi perfezionata entro venerdì.

Anche AngeliniPharma, casa farmaceutica che produce l’Amuchina, ha effettuato una donazione di materiale: 40.000 flaconi di gel, destinati a Veneto e Lombardia.

Iniziative nazionali (con ricadute anche locali)

Molti vip e aziende, grandi e piccole, hanno nel contempo avviato iniziative e raccolte fondi incentrate su Milano e la Lombardia. In altri casi, si è invece scelto di sostenere il sistema nazionale di risposta all’emergenza. Il beneficio, così, ricadrà in parte anche sui nostri territori.
Tra i destinatari del milione e 250 mila euro messi a disposizione dal Gruppo Armani c’è ad esempio anche la Protezione Civile nazionale. E poi ci sono le donazioni di materiale: 20.000 flaconi detergenti prodotti da Acquaflex in buona parte destinati alla Croce rossa. Ma anche mascherine per Protezione civile e comuni in difficoltà da Eni, Farmac Zabban e Xiaomi.

Il contributo di banche e assicurazioni

Sul fronte bancario, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha annunciato, per bocca del suo consigliere delegato e ceo, Carlo Messina, l’intenzione di donare 100 milioni di euro per affrontare l’emergenza sanitaria.
In più, l’istituto bancario ha annunciato la disponibilità di 5 miliardi di possibili finanziamenti per le famiglie e le imprese che devono fronteggiare problemi di liquidità legati al coronavirus.
Unicredit ha invece donato 2 milioni alla Protezione civile per l’acquisto di materiali sanitari, come mascherine o altri dispositivi medici. Per quel che riguarda le assicurazioni, Unipol ha invece esteso le polizze sanitarie in essere e Reale ha allargato le coperture ai casi di quarantena.

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1 commento su “Coronavirus: i privati aiutano la sanità pubblica. Raccolta fondi e donazioni”

  1. Paiuzza Giuseppina

    GRAZIE!!!!! Ringrazio tutti per il bel gesto rivolto a tutti noi.
    Con commozione e gratitudine percepisco le donazioni come
    indirizzate a me. nucci

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