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Coronavirus: l’equilibrio tra una sana paura e il panico.

In questi giorni alcuni di voi si sono rivolti a Metropolitano.it esternando la propria paura per il momento che stiamo vivendo. Altri lo hanno fatto chiedendo consigli. E’ evidente che siamo tutti disorientati di fronte a questa emergenza sanitaria. Così, abbiamo pensato di girare le vostre domande a Rossella Oliva, professionista del Pronto Soccorso Psicologico di Venezia.

Rossella Oliva, psicoterapeuta

L’emergenza sanitaria può avere importanti ripercussioni psicologiche sulle persone, innescando vissuti di malessere e ansia. In momenti come questi, però, le emozioni hanno un ruolo fondamentale per potersi attivare e poter mettere in atto comportamenti lucidi di prevenzione

È necessario quindi capire come gestire le proprie emozioni, trovando un sano equilibrio.

DOBBIAMO AVERE PAURA?

Una reazione tipica in questi casi è quella di essere preoccupati e provare paura. Avere paura è normale ed è importante per far sì che vengano messi in atto comportamenti di protezione di fronte a pericoli reali. È normale essere preoccupati per sé, per i propri cari, per il risvolto economico e la situazione di incertezza in generale. Questa sana preoccupazione ci porta a cercare istintivamente di proteggerci e di prevenire le situazioni a rischio.

È altrettanto vero però che la preoccupazione e la paura devono essere presenti in una giusta dose per essere funzionali. Quando la paura e l’ansia aumentano in modo incontrollato, infatti, si può arrivare all’eccesso di allerta, a stress e panico. Il panico non è utile perché non ci fa agire in modo razionale, non ci fa vedere chiaro. Il pericolo – se siamo nel panico – è percepito come molto più grande e potente rispetto alle proprie capacità di gestire e far fronte alla situazione.

DALLA SANA PREOCCUPAZIONE AL PANICO

Passare dalla sana preoccupazione al panico è facile. Può essere importante quindi fare molta attenzione a come stiamo reagendo in questo momento di emergenza. L’eccesso di allerta, infatti, non coincide con comportamenti più sani e funzionali, ma spesso è causa di comportamenti rischiosi e controproducenti, per noi e per gli altri. Dobbiamo quindi occuparci e pre-occuparci con razionalità del problema, di cui le nostre autorità sanitarie si fanno carico costantemente.

COME FARE?

  • 1.Informarsi con cautela

In questi giorni, siamo costantemente esposti alle notizie, sui giornali, i telegiornali e i social network. Più informazioni leggiamo, però, maggiore diventa la probabilità che l’ansia e le paure crescano a dismisura. Non dobbiamo quindi farci travolgere dalle diverse opinioni, dai dibattiti, dalle speculazioni e dalle informazioni distorte e confuse. Quello che dobbiamo sapere ci viene comunicato da fonti ufficiali che possiamo consultare in pochi e precisi momenti della giornata, senza arrivare ad una ricerca continua ed ossessiva di notizie.

Ridurre le letture superflue, la sovraesposizione alle informazioni e la ricerca compulsiva di notizie è quindi utile per evitare un eccesso di allerta e confusione.

  •  2 Attenersi alle indicazioni delle fonti ufficiali

Consultate solo le fonti affidabili:

  • Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus
  • Istituto Superiore di Sanità: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

Nel farlo, potrebbe essere d’aiuto chiedersi se si stiano effettivamente seguendo le indicazioni ufficiali e alle linee guida di comportamento.

Da una parte, è importante non minimizzare o sottostimare il pericolo, ignorando le regole e conducendo la vita di tutti i giorni, senza precauzioni. D’altro canto, non dobbiamo far prendere il sopravvento ad angoscia e panico, isolandoci o mettendo in atto comportamenti controproducenti, non in linea con quanto sia consigliato.

Entrambi gli scenari sono potenzialmente dannosi: nel primo caso, sottostimando la situazione, potremmo esporci al rischio ad esempio, frequentando bar affollati; nel secondo, facendoci prendere dal panico, potremmo esporci al rischio prendendo d’assalto i supermercati.

Allo stesso modo, nella comunicazione, soprattutto con bambini e adolescenti, è molto importante utilizzare un linguaggio chiaro e semplice che spieghi il problema reale e i suoi rischi, senza ingigantire né sminuire la gravità della situazione. Il Coronavirus è un pericolo reale di cui esperti si stanno occupando e bisogna trasmettere chiaramente come la nostra collaborazione sia preziosa per limitarne la diffusione.

 

  1. Prendersi tempo e cura di sé

In una situazione che ci costringe ad interrompere le nostre abitudini quotidiane, un consiglio potrebbe essere quello di cogliere questa occasione per occuparsi di cose che, nella vita di tutti i giorni, passano in secondo piano.

  • Riprendiamo progetti lasciati in sospeso
  • Ritagliamo del tempo per attività rilassanti: leggiamo libri, guardiamo film, ascoltiamo musica, facciamo giardinaggio… diamo sfogo alla fantasia!
  • Programmiamo attività da fare non appena la situazione sarà tornata alla normalità
  • Cogliamo l’occasione per contattare persone che non sentiamo da un po’

Insomma, cerchiamo di sfruttare questo momento a nostro favore, per prenderci tempo e cura di noi.

 

  1. Rivolgersi a chi può aiutarci

Se sentiamo di non riuscire a gestire l’ansia e a trovare un equilibrio, possiamo chiedere aiuto.

Chiunque, in un momento di necessità, può avere bisogno di un confronto e un sostegno. Fare riferimento agli specialisti della salute che possono essere d’aiuto è importante. In Veneto (come nelle altre regioni d’Italia) ci sono psicologi e psicoterapeuti pronti a prendersi cura e carico delle situazioni di sofferenza emotiva e molti di questi offrono consulenza anche in via telematica (ad esempio, via Skype). Nella provincia di Venezia, è attivo il servizio di Pronto Soccorso Psicologico Venezia che offre un colloquio immediato con uno psicoterapeuta, per la gestione di un momento di crisi. Per qualsiasi informazione e per un confronto, il servizio è attivo anche via Skype.

Ricordiamoci che Noi, insieme, siamo un ottimo strumento per tornare quanto prima ad una normalità, alla nostra normalità.

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