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Coronavirus. La Città di Venezia guarda al futuro

Coronavirus. La Città di Venezia guarda al futuro
Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro (al centro) tra l'assessore al Bilancio Michele Zuin (a sx) e l'assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini (a dx)

Misure concrete, già messe in campo “anche se volutamente con un basso profilo, nel rispetto dei diversi ambiti istituzionali, perché siamo uomini di squadra, ognuno ha un suo ruolo”. E un ragionamento di prospettiva, iniziando già da ora a costruire il dopo emergenza.
Il sindaco Luigi Brugnaro ha spiegato alla città, attraverso una conferenza stampa in streaming, come, nel mese in cui il coronavirus ha cambiato la quotidianità di tutti, Venezia non solo non sia rimasta al palo ma sia pronta a offrire il suo contributo per far sì che la ripresa, non appena si volterà pagina, possa essere la più rapida possibile.

Tra turismo e nuove economie

“Bisogna restare operativi e iniziare fin da ora a costruire quello che è un vero e proprio dopoguerra – ha detto il primo cittadino – Tra qualche settimana, mi auguro, questa emergenza finirà e, pur gradualmente, si tornerà alla normalità. Al momento è impossibile quantificare il danno economico che questa emergenza sanitaria ci farà scontare. E’ però chiaro il rischio, se non si adottano preventivamente misure concrete, che non si riesca poi a rialzare la testa“.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro durante la conferenza stampa nell’emergenza sanitaria

Basta pensare al turismo, la prima economia non solo di Venezia, ma dell’intero Paese. “Ci vorrà almeno un anno  per rimettere a posto le cose del settore -ha continuato Brugnaro -Moltissimi operatori, allo stato attuale, sono a casa a reddito zero”. Servirà quindi una rimodulazione dei servizi. E si dovrà cominciare a ragionare anche su altre economie.

Venezia è tecnologicamente una città del futuro

“Avere una città completamente cablata e tecnologicamente avanzata è un passo verso il futuro” – ha sottolineato a questo proposito – Con l’impennata delle connessioni di questo periodo Venezia ha tenuto. La fibra è ovunque, non abbiamo riscontrato problemi.  Nelle attività economiche del dopo coronavirus -ha rilevato – la tecnologia giocherà una componente fondamentale. Nel contempo, occorre però anche un serio piano di tutta la filiera produttiva, un vero sostegno alle aziende. Al Governo – ha precisato il sindaco – chiedo che, nella manovra per rilanciare il Paese, non si dimentichi dei 150 milioni di legge speciale che stiamo attendendo, delle bonifiche a Porto Marghera, della Zes. Su questo, non mollo di un centimetro. Le città possono essere un punto di forza da cui ripartire”.

A fianco del Governo per interventi concreti

Nella conferenza stampa, Brugnaro si è rivolto più volte all’Esecutivo rilevando “senza nessuna volontà polemica, ma nella disponibilità della città a rendersi utile”, ha precisato,  la preoccupazione riguardo quanto previsto dal decreto “Cura Italia”. “Le cifre non ci tornano– ha detto il sindaco di Venezia – Per coprire la cassa integrazione nelle 9 settimane, i 5 miliardi messi a disposizione non bastano: ce ne vogliono almeno 10. E, chiudendo le fabbriche, ci vogliono almeno altri 10 milioni al mese per i lavoratori che staranno a casa”.

Un piano economico prima che sia troppo tardi

Brugnaro ha quindi precisato: “Io non sono contrario alla chiusura delle fabbriche. Dico solo che bisogna però assumersi anche la responsabilità di pagare il conto. E mi sembra che gli aspetti economici non siano stati presi adeguatamente in considerazione nei provvedimenti”. Così il Comune di Venezia, per voce del suo primo cittadino, si è offerto: “Noi abbiamo esperienza di gestione delle aziende complesse. La mettiamo a disposizione, con massima lealtà e fedeltà al Paese per costruire una manovra economica che abbia i numeri per stare in piedi. Ma bisogna mettersi a ragionare seriamente su questi temi, costruire un piano prima che sia troppo tardi. Le persone stanno a casa -ha concluso- ma hanno bisogno di sentirsi tranquille, di resistere pensando che c’è la concreta speranza di una ricostruzione“. Una concretezza che può e deve arrivare anche dall’Europa.

Una città viva anche in tempo di guerra

Ai cittadini il sindaco Brugnaro ha ripetuto più volte che “il comune c’è ed è al loro fianco”. Non adottando ordinanze proprie “nel rispetto di quelle che sono i ruoli di Regione e Governo” ma innanzitutto garantendo i servizi essenziali perché la città rimanga viva anche “in tempo di guerra”. Il riferimento è andato ai 1.500 i dipendenti comunali che lavorano da casa con lo smartworking, con una turnazione negli uffici per gli altri. Agli operatori di Veritas e delle partecipate. Alla Polizia locale, alle farmacie (15 quelle comunali), al trasporto pubblico.

Il sindaco ha poi ricordato come, per facilitare l’arrivo in centro storico i parcheggi di Piazzale Roma siano stati resi disponibili soprattutto agli operatori sanitari, mentre altri parcheggi siano stati garantiti al Tronchetto ai cittadini che svolgono lavori essenziali in centro storico. Sempre al fine di  evitare pericolosi affollamenti nei mezzi pubblici, l’eliminazione, fino al 3 aprile, delle linee blu.

I servizi a sostegno dei più deboli

Tra i servizi garantiti, grazie ai volontari della Protezione civile, un centinaio nel comune di Venezia, è stato possibile organizzare, tra le altre attività, la consegna della spesa a 130 nuclei familiari in difficoltà. Ma anche provvedere alla distribuzione delle mascherine consegnate dalla Regione, arrivate nel numero di 29 mila sabato 21 marzo e di 21 mila lunedì 23 marzo.
A illustrare le forze messe in campo nel sociale, è stato l’assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini.

Da sx verso dx: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e l’assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini

Sono circa un migliaio gli anziani non autosufficienti  assistiti a casa dagli operatori. E 2.600 i posti letto nelle case di riposo, per i quali l’amministrazione si è attivata per garantire le comunicazioni con i familiari. Un centinaio di famiglie con ragazzi disabili possono contare sul supporto a domicilio degli operatori, come i circa 200 disabili in comunità alloggio. Infine, ma non ultimo, il lavoro fatto per i senza fissa dimora, tra servizi di igiene, unità di strada e dormitori.

Servizi in cantiere per la città

“L’obiettivo -ha detto Brugnaro – è  di allargare sempre più i servizi ai cittadini. Non appena avremo gli elenchi delle persone in quarantena fiduciaria, le contatteremo per agevolare il loro stato”. In prospettiva, si sta pensando anche a costituire un gruppo di psicologi volontari per l’assistenza a chi è in difficoltà. Ma anche all’allestimento di programmi educativi, in aggiunta a quelli scolastici, per aiutare i genitori nella gestione del bambini. O al coinvolgimento di preparatori atletici per tenere impegnata positivamente la popolazione a casa anche con esercizi ginnici.

Gli interventi specifici sulla macchina amministrativa

I servizi sono stati garantiti con fondi resi disponibili dalla situazione di bilancio del Comune.

Da dx verso sx: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e l’assessore al Bilancio Michele Zuin

“Abbiamo pensato ad attuare misure di protezione del reddito e a mettere in sicurezza le società – da Avm ai Musei Civici, dalla Fenice ad Ames e Casinò – per evitare che il sistema salti – ha spiegato l’assessore al Bilancio Michele Zuin -Stiamo costruendo una manovra specifica per poter gestire una crisi a medio o lungo termine. Ma anche lo Stato deve aiutarci, facendoci arrivare le risorse. C’è un forte ritardo nell’attivazione delle misure annunciate: ad esempio, la cassa integrazione va attivata subito, dando un’iniezione di liquidità agli enti locali e all’intero sistema-Paese”.

 

 

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